Nga và những ý tưởng mới có thể đưa vấn đề Ukraine trở lại bàn đàm phán? Dopo quasi quattro anni e mezzo di conflitto, la Russia controlla ora circa un quinto del territorio ucraino . Mosca ha ripetutamente dichiarato la propria disponibilità a negoziare, ma insiste sul fatto che qualsiasi accordo debba riconoscere i cambiamenti territoriali e politici causati dal conflitto. (Fonte: ODI)

    La dichiarazione è stata rilasciata dal viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov il 20 agosto, in un momento di quasi stallo tra gli sforzi di Mosca e Washington per riprendere i negoziati, mentre gli sviluppi geopolitici relativi al conflitto in Iran continuano a complicare la situazione.

    Secondo Ryabkov, la questione chiave è se Washington riuscirà a influenzare Kiev e i paesi europei che sostengono l’Ucraina. Mosca accusa da tempo queste parti di perseguire l’obiettivo di sconfiggere strategicamente la Russia.

    Situazione di stallo nel trovare un compromesso.

    Secondo la rivista Modern Diplomacy , dopo quasi quattro anni e mezzo di conflitto, la Russia controlla ormai circa un quinto del territorio ucraino. Mosca ha ripetutamente dichiarato la propria disponibilità a negoziare, ma insiste sul fatto che qualsiasi accordo debba riconoscere i cambiamenti territoriali e politici causati dal conflitto.

    Ryabkov ha ribadito questa posizione, affermando che la Russia è pronta a valutare proposte in linea con l’obiettivo del presidente Vladimir Putin di essere “realista sul campo”.

    Questa formulazione mette in luce uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento di un accordo. Mentre Washington esprime il desiderio di trovare un compromesso, la percezione della Russia di un accordo “realistico” rimane significativamente diversa da quella dell’Ucraina e di alcuni governi europei.

    Gli Stati Uniti continuano a esprimere il loro sostegno agli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto. Il mese scorso, il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che Washington resta impegnata nel processo dopo l’incontro con il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Manila. Tuttavia, Rubio ha anche riconosciuto che non si intravede alcun accordo e che Washington sta cercando un “compromesso”.

    Nel frattempo, il Cremlino ha dichiarato di non avere al momento informazioni sulla possibilità di una nuova visita a Mosca degli inviati speciali del presidente americano Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, che hanno svolto un ruolo di rilievo nei contatti con la Russia.

    La questione nucleare e l’Iran

    Anche i contatti relativi all’Ucraina risentono della più ampia crisi geopolitica che coinvolge l’Iran. I negoziati tra Washington e Mosca sono in gran parte in una fase di stallo, poiché l’attenzione si è spostata sugli sviluppi in Medio Oriente.

    Ciò rappresenta un’ulteriore sfida per gli sforzi diplomatici. Quanto più il conflitto in Iran domina la politica estera statunitense, tanto più difficile diventa per Washington mantenere una costante attenzione politica sui già complessi negoziati riguardanti l’Ucraina.

    Allo stesso tempo, la Russia potrebbe vedere il cambiamento nell’agenda globale come un’opportunità per rafforzare la propria posizione negoziale, sostenendo che i governi occidentali alla fine dovranno dare priorità ai negoziati rispetto a un confronto prolungato.

    Oltre alla questione ucraina, Ryabkov ha anche affermato che Mosca resta interessata a trovare meccanismi diplomatici per stabilizzare le relazioni con Washington nel campo delle armi nucleari.

    Il Nuovo Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche (New START) è scaduto a febbraio, liberando per la prima volta in oltre cinquant’anni Russia e Stati Uniti dai vincoli degli arsenali nucleari strategici.

    La Russia ha affermato che continuerà a rispettare i limiti del trattato se gli Stati Uniti faranno altrettanto. Secondo Ryabkov, Mosca resta aperta a esplorare soluzioni politiche e diplomatiche per stabilizzare le relazioni bilaterali in campo nucleare in futuro.

    La Russia è aperta, ma non esiste ancora una strada percorribile per un accordo?

    Secondo Modern Diplomacy , l’ultimo messaggio proveniente da Mosca è degno di nota non tanto perché suggerisce la possibilità di una rapida svolta, quanto perché dimostra che la Russia sta mantenendo aperti i canali diplomatici pur continuando a ribadire le proprie condizioni.

    L’enfasi posta dal Cremlino sulla “realtà sul terreno” suggerisce che la Russia voglia utilizzare il suo attuale controllo territoriale come uno dei fondamenti per eventuali negoziati futuri. Ciò potrebbe rendere difficile il raggiungimento di un accordo, poiché è improbabile che l’Ucraina e i suoi partner europei accettino che parti del territorio sotto il controllo russo si traducano automaticamente in concessioni politiche a lungo termine.

    Per Washington, il problema è ancora più complesso. Qualsiasi tentativo di trovare una soluzione di compromesso deve bilanciare le richieste della Russia, le rivendicazioni territoriali dell’Ucraina e le preoccupazioni di sicurezza dell’Europa, il tutto in un contesto strategico in rapida evoluzione, alimentato dal conflitto in Iran.

    La questione nucleare complica ulteriormente il quadro. Con la scadenza del trattato New START, il mantenimento del dialogo tra Stati Uniti e Russia potrebbe diventare sempre più importante, anche se i progressi sulla questione ucraina dovessero rimanere limitati.

    Attualmente, la posizione della Russia sembra essere di disponibilità a negoziare, ma solo sulla base degli equilibri di potere creati dal conflitto. La vera sfida sarà capire se Washington riuscirà a trasformare questa apertura condizionata in un quadro accettabile per Kiev, Mosca e l’Europa.

    Fonte: https://baoquocte.vn/xung-dot-ukraine-nga-cho-don-nhung-y-tuong-moi-nhung-dieu-kien-cot-loi-van-bat-di-bat-dich-434521.html

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