Israeliani meglio da un punto di vista atletico, una grande occasione per parte: Carnesecchi decisivo nel primo tempo, gran colpo di testa nel finale di Krstovic

    Della differenza di condizione, con l’Atalanta ancora in pieno rodaggio, aveva ammonito anche lo stesso Sarri alla vigilia. Così, per dimostrare di essere a un buon punto in quanto a reattività, l’Atalanta ricorre a Carnesecchi: è il 23’ e l’Hapoel affonda sulla sinistra d’attacco, Kossounou non ci arriva in allungo e Scalvini si perde Boateng, che a botta sicura si trova davanti il numero 1 atalantino, in parata hockeistica. A parziale discolpa di Scalvini, condizioni fisiche che avevano già appalesato le loro difficoltà, dopo un intervento di una decina di minuti prima. Passano due minuti e infatti il centrale, con ginocchio insanguinato ma soprattutto con una caviglia sinistra giratasi con un movimento brusco, esce e fa spazio al debutto ufficiale di Kristensen.
    Eccezion fatta per Carnesecchi, la Dea nel suo complesso sembra ed è imballata. Nella corsa e nella mira: Zalewski di controbalzo sinistro spara fuori, ci prova anche Scamacca. Ma gli israeliani sanno quel che vogliono e quel che possono fare lo fanno bene. L’errore dell’Hapoel, semmai, potrebbe essere quello di giocare compatto: a spazi stretti, infatti, esce meglio la qualità nerazzurra, come avviene nel tocco esterno con cui Scamacca, dopo il bell’anticipo di Bernasconi, mette Raspadori a tu per tu con il portiere ospite Tzur, senza riuscire a sfruttare. Non che la ripresa regali qualcosa di diverso, ai 21mila della New Balance: Hapoel in avanti, Scamacca che ci prova e reclama senza troppa convinzione un contatto in area, proprio come Alkukin dall’altra parte. Ma soprattutto la netta sensazione che – almeno in questo momento – aveva proprio ragione Sarri alla vigilia nel mettere in guardia: la differenza non è poi così tanta. Le sbavature in difesa ci sono e Sarri non gradisce. Poi cambia davanti: Krstovic per Scamacca e subito un tiro fuori di poco, poi soprattutto un gran colpo di testa respinto dai pugni di Tzur dopo il 90’. Finisce così, senza gol e con la sensazione di sfida che ha detto qualcosa, ma molto meno di quel che avrebbe potuto dire. Lo farà, necessariamente, nella sfida che decide il passaggio del turno tra 7 giorni.



















































    20 agosto 2026

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