PORDENONE – Dalla Turchia arrivano foto e video con il Cai di Pordenone in primo piano. Ma anche nuove tracce delle esplorazioni di un gruppo di alpinisti pordenonesi risalenti a 54 anni fa. Una targa, preparata in due lingue (turco e italiano), è stata posizionata durante la spedizione del 18 agosto sulla vetta del monte Dilek.
    Ricorda la straordinaria spedizione del 1972 guidata da Silvano Zucchiatti, partito da Pordenone con due Volkswagen Maggiolino, vaghe informazioni sulla catena montuosa da esplorare e i compagni Enzo Laconca di Pordenone, Sisto Degan di Montereale, Ezio Migotto di Pordenone e il pordenonese Gianni Martin.

    APPROFONDIMENTI


    L’impresa

    L’impresa è stata ripescata nelle memorie di Cai lo scorso anno, grazie al ritrovamento, sotto un omino di sassi, di una scatoletta di tonno Maruzzella contenente un foglietto firmato da Laconca e Martin, primi scalatori del Dilek. Da quel momento tra Hakan Demirci, presidente dell’associazione alpinistico sportiva Camadan, il presidente del Cai di Pordenone Alleris Pizzut e Gianni Furlanetto, memoria storica del club, i contatti non si sono mai interrotti. Anzi, si è saldata un’amicizia a distanza che il 18 agosto si è rinforzata con una cerimonia sulla vetta del Dilek.
    Nei giorni scorsi il Cai ha ricevuto una lettera di ringraziamento da parte di Demirci. Spiega che nell’ambito di un festival organizzato insieme al loro club gemello Çaydosk, sono saliti sul Dilek, dove gli alpinisti guidati da Zucchiatti hanno messo piede per primi battezzandola Cima Cai Pordenone.
    «Grazie al nostro amico Giovanni Furlanetto – scrive Demirci -, che ci ha fornito la documentazione relativa a questa impresa, abbiamo potuto stabilire con certezza la data in cui è avvenuta. Abbiamo deciso di realizzare una targa preparata in due lingue: turco e italiano. Durante la spedizione sul monte Dilek, il 18 agosto, è stata collocata una targa metallica sulla vetta».
    Si è trattato di una cerimonia ufficiale, con tanto di lettura di una lettera inviata dal presidente del Cai di Pordenone, come testimonia il video arrivato dalla Turchia. Ma c’è di più. L’associazione Camadan fa sapere che nell’ambito del festival è stata effettuata anche un’ascesa al monte Çadr. «Anche in questo caso – scrive Demirci -, è stato ritrovato un contenitore di medicinali (vitamine) nascosto tra le rocce su una piccola cima. Il fatto che la scritta fosse in italiano ha fatto ipotizzare che fosse stato lasciato lì dai vostri alpinisti. Quando il biglietto all’interno è stato aperto ed esaminato, è emerso che avevamo ragione».
    E ancora: «Incrociando le informazioni contenute negli articoli inviatici in precedenza dal nostro amico Giovanni Furlanetto, è stato stabilito che questa montagna è stata denominata Koan Da (la montagna che corre) nel 1972». Insomma, dopo 54 anni le montagne dell’antico Lazistan continuano a restituire tracce della spedizione pordenonese. «Nella speranza – scrive Demirci – che tutti questi sviluppi contribuiscano alla nostra amicizia».

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