Era caduta durante un periodo di soggiorno in Grecia e si era procurata un trauma cranico. Dopo diversi giorni trascorsi in ospedale in gravi condizioni, la sua personale Odissera va verso la conclusione: finalmente Regione Lombardia è riuscita a organizzare il rimpatrio sanitario della donna, che da oggi è ricoverata all’ospedale San Gerardo di Monza.

    È stata davvero all’insegna della sfortuna l’estate 2026 di una 52enne di Lecco. La donna si trovava sull’isola di Skiathos, quando è rimasta vittima di una caduta accidentale. La paziente aveva riportato un grave trauma cranico ed era stata trasportata all’ospedale di Larissa.

    Necessario il placet dei medici per il volo

    Il trasferimento in Italia non è stato possibile nell’immediato, in considerazione delle condizioni cliniche della paziente e della necessità di attendere la stabilizzazione del quadro sanitario. Giovedì è arrivato il “fit to fly” da parte dei sanitari e Areu ha quindi organizzato il volo sanitario per la giornata di oggi, sabato 22 agosto. La paziente è rientrata all’aeroporto di Montichiari ed è stata successivamente trasferita all’ospedale San Gerardo di Monza, dove proseguirà il percorso di cura.

    Un secondo caso ha visto protagonista una cittadina lombarda di 83 anni, residente a Vigevano, che si trovava ricoverata a Tirana, in terapia intensiva, a causa di un’insufficienza respiratoria. L’anziana paziente è ora ricoverata in Rianimazione all’ospedale di Voghera. Entrambi i casi sono stati gestiti con il coordinamento di Areu.

    Bertolaso: “Non lasciamo soli i lombardi in difficoltà”

    “Questi due casi dimostrano concretamente che Regione Lombardia non si limita a intervenire quando i nostri cittadini sono sul territorio regionale, ma è in grado di attivarsi anche quando si trovano all’estero e hanno bisogno di un trasferimento sanitario per poter proseguire le cure vicino a casa – dichiara l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – In entrambi i casi abbiamo preso in carico le richieste, seguito l’evoluzione delle condizioni cliniche e, non appena ci sono state le condizioni sanitarie per affrontare il viaggio, organizzato il rientro. È un lavoro che richiede il coordinamento di molti professionisti e che spesso avviene lontano dai riflettori, ma che rappresenta un impegno importante del nostro sistema sanitario. L’obiettivo è semplice: non lasciare soli i cittadini lombardi, anche quando si trovano in difficoltà a migliaia di chilometri da casa”.

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