Il punto sui temi di attualità, ogni lunedì
    Iscriviti e ricevi le notizie via email

    La Russia si prepara a una nuova mobilitazione di massa. L’apparato militare del Cremlino sta infatti conducendo esercitazioni in tutto il Paese per testare la macchina del reclutamento. L’obiettivo è verificare la capacità logistica di accogliere, nutrire, equipaggiare e armare centinaia di migliaia di nuovi soldati. A rivelarlo è un’inchiesta del Wall Street Journal, che cita fonti dell’intelligence occidentale. I test hanno già toccato aree strategiche: a luglio, alti ufficiali sono volati da San Pietroburgo all’exclave di Kaliningrad per pianificare la chiamata alle armi dei residenti locali. Operazioni simili sarebbero in corso in ogni regione russa.


    APPROFONDIMENTI

    L’obiettivo di Putin e il nodo elezioni

    La ragione di questa accelerazione è la grave carenza di uomini al fronte. I canali di reclutamento volontario non bastano più a compensare le perdite subite in Ucraina. Al tempo stesso, Putin non intende rinunciare al suo obiettivo strategico: la conquista totale del Donbass. Per gli analisti si tratta di una scelta obbligata, anche se tardiva. Michael Kofman, ricercatore senior presso la Carnegie Endowment, evidenzia come una mobilitazione ordinata adesso non sarà decisiva per l’anno in corso, ma diventerà cruciale per il 2027. Secondo l’intelligence Usa ed europea, il Cremlino non annuncerà la nuova leva prima delle elezioni parlamentari di fine settembre, per evitare contraccolpi politici. Subito dopo il voto, però, il piano prevede il richiamo di altre 300.000 persone.

    Per ridurre l’impatto sociale, la mobilitazione sarà “periferica”: colpirà soprattutto le province e le aree rurali, risparmiando le grandi metropoli come Mosca e San Pietroburgo.

    Il Cremlino vuole evitare il caos del settembre 2022, quando l’annuncio della leva provocò la fuga in massa di centinaia di migliaia di cittadini. Questa volta le autorità utilizzerà un’arma digitale: un registro elettronico unificato degli uomini in età militare. I decreti di chiamata arriveranno online e i richiami avverranno in modo scaglionato e a piccoli gruppi, riducendo il rischio di proteste e scene di panico collettivo.

    Caccia ai visti e panico ai confini

    Nonostante la segretezza, le indiscrezioni, come riporta la testata RBC-Ukraine, hanno già innescato l’allarme tra la popolazione. Le ricerche sul web su “come lasciare la Russia” sono impennate. Al valico di frontiera di Verkhny Lars, tra Russia e Georgia, si registra un flusso record di oltre 20.000 persone al giorno. Di riflesso, i prezzi degli affitti in Paesi vicini come Georgia e Armenia sono tornati a salire vertiginosamente. Oltre alla tensione sociale, una nuova chiamata alle armi rischia di dare il colpo di grazia al sistema produttivo interno. Alexander Kolyandr, direttore della società di consulenza Eurasia Group, spiega che sottrarre centinaia di migliaia di lavoratori a un mercato già privo di manodopera, dovendo contemporaneamente spendere miliardi per il loro mantenimento e stipendio, metterà sotto enorme pressione il bilancio dello Stato russo.


    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Share.
    Leave A Reply