Il perché è anche nella storia dei suoi genitori: albanesi del Kosovo, mamma Anesa e papà Dukagjin si trasferiscono a Londra nel 1992 per scappare dalla guerra. Finito il conflitto, decidono di tornare a Pristina per ricongiungersi con amici e parenti (fun fact: nel 2018 Lipa ha ricevuto le chiavi della città come riconoscimento onorario). Per Dua però il desiderio di diventare cantante è troppo forte. «Sono bilingue, in Kosovo stavo benissimo, ma sentivo che Londra, la città dove sono nata, poteva darmi più possibilità. Così a 15 anni sono tornata indietro, da sola. I miei genitori mi hanno dato fiducia, hanno creduto in me. Se già erano miei amici, con questa decisione sono diventati i miei migliori amici», racconta la pop star in tutte le interviste in cui ricorda come è iniziata la sua carriera.
Dua finisce il liceo e poi si prende un anno sabbatico; lavora come cameriera e intanto manda le demo delle sue canzoni a chiunque. A 17 anni conosce una delle persone che più segnerà il suo percorso professionale: lo stylist Lorenzo Posocco. «Per me è famiglia», ammette. «Il nostro linguaggio creativo è unico. Quando prendiamo delle decisioni insieme è come se avessimo lo stesso cervello, seguiamo le stesse logiche. Io ho uno stile a volte massimalista, sempre sperimentale, con Lorenzo pensiamo anche agli aspetti più pratici di un outfit con cui devo, per esempio, esibirmi per ore». Fra le scelte più azzeccate nate da questo brain trust ci sono sicuramente i look scelti per l’ultimo tour. Tre su tutti: la tuta in pizzo di Valentino (sfoggiata in bianco, blu e rosso), il maxi coat di Balenciaga (per il concerto a Wimbledon lo fece foderare con la Union Jack) e un corpetto di Chanel “ricalcato” su quello indossato da Christy Turlington nel 1992.
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Dua si diverte con la moda e gioca spesso anche con la sua immagine. «Nonostante sia molto pragmatica e detesti perdere tempo – d’altronde sono Leone cuspide Vergine – amo giocare con i capelli anche se, spesso, queste trasformazioni sono davvero ad alto mantenimento. Sono stata bionda e rossa, ho avuto anche i capelli corti. Ma è con questa chioma lunga e scura che mi sento davvero a mio agio». E forse proprio per queste scelte di beauty look che fra i commenti che, più di frequente, le fanno sui social si trova un invito: “Have Dua Lipa play Wonder Woman!”. Lei, che flirta spesso con il cinema (ha anche interpretato Barbie Sirena nel film diretto da Greta Gerwig), è senza dubbio una donna dalle mille risorse. La si può definire, senza alcuna stortura di naso, cantautrice, performer, designer, curatrice e attivista. «Non vivo queste cose come separate, sono tutti modi in cui esprimo me stessa, fanno parte del mio storytelling». E no, non si sente sopraffatta. «Sono molto brava a trovare un equilibrio fra lavoro, hobby e famiglia. Non ho mai messo da parte la mia ambizione e ho la fortuna di stare con una persona che ama lavorare tanto quanto me. Ci capiamo e ci supportiamo. Senza dimenticare che, quando non sono in tour e devo scrivere e registrare, posso essere ovunque nel mondo».
