La Russia sta conducendo delle nuove esercitazioni su scala nazionale per verificare la propria capacità di gestire una nuova mobilitazione di massa, considerando le ingenti perdite avvenute sul fronte ucraino. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti dell’intelligence occidentale.

    Le esercitazioni si sarebbero svolte nella regione di Kaliningrad e, secondo quanto riportato dai funzionari occidentali, il mese scorso alcuni ufficiali russi si sarebbero recati in aereo a San Pietroburgo per supervisionare le procedure di preparazione e mobilitazione dei residenti della regione, compresi i dettagli relativi al loro insediamento, approvvigionamento e armamento. Le attività di addestramento a Kaliningrad rientrerebbero all’interno di un piano di mobilitazione molto più ampio che coinvolgerebbe tutto il territorio russo. Secondo alcune fonti, il Cremlino non avrebbe ancora preso una decisione in merito a quando e come svolgere l’eventuale schieramento. Tuttavia si presume che ciò non possa accadere prima della fine di settembre, quando si terranno le elezioni parlamentari.

    In base a quanto riportato dal giornale americano, negli ultimi mesi Mosca non è riuscita a reclutare un numero sufficiente di nuovi soldati per compensare le perdite causate dalla guerra in Ucraina, dove gli attacchi dei droni «hanno ridotto la durata media della vita di un soldato russo a pochi minuti, giorni o settimane».

    Secondo l’intelligence occidentale, in caso di una possibile escalation del conflitto, la Russia potrebbe decidere di impadronirsi del Corridoio di Suwałki, una striscia di terra che si estende per circa 60 chilometri da Kaliningrad alla Bielorussia, attraversando la Polonia e la Lituania.

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