Roma, 26 agosto 2026 – Traffico diplomatico a Mosca, mentre sul terreno non si fermano i combattimenti fra Russia e Ucraina. Il direttore della Cia, John Ratcliffe, è arrivato nella capitale russa, dove si è trattenuto per alcune ore. Stando a quanto rivelato dall’emittente Cbs, il capo dell’intelligence americana avrebbe raggiunto la capitale russa a bordo di un C-17 dell’Aeronautica militare statunitense. Al momento non sono stati resi noti né l’agenda né gli interlocutori della visita. Missione russa anche per Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, che ha incontrato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, in vista della visita che il Cardinale Zuppi effettuerà a metà settembre. Ma il conflitto continua senza sosta, con Mosca che ha respinto il piano di pace di cui aveva parlato il presidente Zelensky nei giorni scorsi. Nella notte le forze russe hanno colpito Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro, provocando incendi e danni a diversi edifici residenziali. Contemporaneamente, l’esercito ucraino ha sferrato un attacco in territorio russo, nella regione di Krasnodar, dove sarebbe stata colpita la raffineria di petrolio di Afipsky.

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    Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, con il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov

    La diplomazia necessaria

    La capitale russa ieri è stata protagonista di un intenso traffico diplomatico. Durante l’incontro con Lavrov, Gallagher ha evidenziato che “sono emersi punti di convergenza” con il capo della diplomazia russa. “Abbiamo parlato della tragica guerra in Ucraina, concentrandoci sulle possibili vie per arrivare a una pace giusta e duratura, così come delle problematiche umanitarie connesse al conflitto” ha spiegato il segretario vaticano, aggiungendo che le due parti hanno riaffermato “una concreta volontà di collaborare per gli sforzi umanitari” prime fra tutte le questioni quali il ritorno dei bambini alle loro famiglie, la situazione dei prigionieri di guerra e dei civili detenuti, lo scambio di informazioni sulle persone scomparse, il ricongiungimento familiare e l’assistenza ai feriti.

    Ben più misteriosa la visita del numero uno della Cia che si è trattenuto a Mosca solo poche ore. Stando all’emittente Cbs, che ha dato la notizia, Ratcliffe è arrivato nella capitale russa su un aereo militare con una delegazione e avrebbe avuto diversi incontri che sono stati definiti “riservati”. Si tratta della prima volta in cui il capo della Cia si reca a Mosca, almeno ufficialmente, a dimostrare che Usa e Russia continuano a parlarsi. Secondo Axios, gli Stati Uniti hanno chiesto all’Ucraina di sospendere gli attacchi alla Russia fino alla partenza del direttore della Cia.

    La guerra non finisce

    Si media, dunque, ma la guerra non finisce. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto il piano per la pace di Zelensky, bollandolo come inaccettabile. La proposta, fra le altre cose, prevedeva zona economica libera nell’Ucraina orientale amministrata da una parte terza come area cuscinetto. “Il Donbass fa parte della Russia e una terza parte non può amministrare una regione russa” ha chiosato Peskov, che ha anche riferito di non sapere nulla della visita di Ratcliffe. E avvertendo i Volenterosi ha definito “inaccettabili” le esercitazioni della ‘Forza multinazionale per l’Ucraina’ annunciate da Macron per ottobre. Intanto ieri raid russi hanno colpito le città di Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro. Il Cremlino denuncia l’uccisione di sei civili a causa dei raid ucraini.

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