Al centro di uno scandalo politico per presunti legami con l’intelligence russa, la presidente slovena Nataša Pirc Musar è tornata oggi a negare davanti al Sova, il servizio segreto nazionale, le accuse per cui è stata chiamata a deporre davanti al Comitato di sicurezza parlamentare cinque giorni fa. Ha chiesto altresì alle istituzioni statali di chiarire le questioni di sicurezza nazionale sulla base dei fatti e di assicurarsi che il pubblico ottenga risposte credibili. Il caso era scoppiato a partire dall’incidente del 31 luglio, a seguito del quale era stata ospitalizzata con una frattura alla clavicola: a bordo dell’auto in cui viaggiava la politica era passeggera anche la storica amica Viktorija Krivolucka, cittadina russa e slovena. A quanto riportano i media d’oltreconfine Krivolucka ha confermato di essere stata in una relazione romantica con Roman Jeglic, già agente del servizio segreto sloveno che scappò in Russia a metà degli anni ’90, e di aver vissuto con lui nella federazione per diversi anni; ha anche sostenuto, tuttavia, di non aver avuto contatti con lui da almeno 15 anni. Dall’opposizione è arrivata la richiesta di smettere di fornire briefing riservati alla presidente, citando il sospetto che possa essere connessa a una rete di spionaggio russa.
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