di
    Andrea Barsanti

    Il corrispondente trovato morto a 50 anni lo scorso 20 luglio nel suo appartamento a Washington. I funerali saranno celebrati il 3 settembre a Roma

    Arriverà il 2 settembre a Fiumicino la salma di Daniele Compatangelo, corrispondente di La7 da Washington, trovato morto a 50 anni lo scorso 20 luglio nel suo appartamento nella capitale statunitense. 

    La famiglia ha atteso oltre un mese per conoscere sia le cause ufficiali della morte — si è parlato di un malore — sia i tempi del ritorno in Italia; alla fine è stata la madre a confermare il rientro. «In questi giorni ho trovato in un cassetto due disegni del 1982. Mi sono sembrati la sua adesione a farlo riposare fra le sue montagne», ha scritto Renata Freccero, la madre di Compatangelo, su Facebook, condividendo alcuni schizzi del giornalista bambino. 



















































    I funerali saranno celebrati il 3 settembre a Roma; il 5 la salma sarà sepolta a Sauze di Cesana, nel cimitero di San Restituto, in Piemonte. Nei giorni scorsi Renata Freccero ha espresso al Secolo XIX tutti i suoi dubbi sulle circostanze della morte del figlio: «Il letto di camera sua era rotto, il materasso appoggiato al muro, sul suo corpo non c’erano segni di percosse. A parte questo non so nulla». Daniele, ha aggiunto, a parte la stanchezza dovuta al lavoro «stava bene». 

    La lunga attesa, durata oltre un mese, per riavere il corpo ha alimentato i timori dei familiari: «Forse le autorità Usa hanno dei dubbi, pensano sia stato avvele-nato, considerata la sua posizione di vicinanza con Trump e con Marco Rubio, segretario di Stato».

    27 agosto 2026

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