Montevarchi (Arezzo), 27 agosto 2026 – Centinaia di persone, tra cui tantissimi giovani, hanno accompagnato Leonardo Bucci nel suo ultimo viaggio. Una folla silenziosa e commossa si è ritrovata questa mattina, 27 agosto, nella chiesa del quartiere Pestello di Montevarchi per dare l’ultimo saluto al ventenne morto la scorsa settimana durante una vacanza in Croazia insieme ai suoi amici.

    FUNERALI LEONARDO

    (foto Ops)

    Le dediche col pennarello sulla bara

    Palloncini bianchi e gialli, lacrime, abbracci e tanti ricordi hanno accompagnato una mattinata segnata dal dolore, ma anche dalla volontà di tutta una comunità di stringersi attorno alla famiglia del ragazzo. Sulla bara, ricoperta di fiori, erano state lasciate numerose dediche scritte direttamente con il pennarello. Parole semplici, personali, messaggi affidati al legno per raccontare l’affetto e il legame che univano Leonardo alle persone che gli volevano bene.

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    La messa

    La messa è stata celebrata da don Claudio Brandi, insieme ad altri sacerdoti delle parrocchie di Montevarchi. L’omelia è stata affidata invece a don Angelo Silei, per decenni alla guida della parrocchia del Pestello e persona che conosceva bene sia la famiglia sia lo stesso Leonardo. Il sacerdote ha ricordato l’ultima preghiera recitata mercoledì scorso alle cappelle mortuarie insieme ai genitori di Leo e ha quindi tratto due pensieri, due “lampade” che possono illuminare anche i momenti più bui: «Sia fatta la tua volontà» e «Non abbandonarci alla tentazione». La prima frase, ha spiegato, è forse quella più difficile da accettare. «Ci vuole coraggio per dire “sia fatta la tua volontà”», perché ciascuno di noi costruisce i propri progetti, coltiva le proprie speranze e non può conoscere fino in fondo il disegno che lo attende. Eppure, proprio quelle parole possono rappresentare una strada da seguire anche quando tutto appare incomprensibile e il dolore rende difficile trovare un senso a ciò che è accaduto. Ancora più concreto è stato il significato attribuito alla seconda invocazione: «Non abbandonarci». «Quando siamo nella prova, non lasciarci soli. Non perderci. Non dimenticarti di noi. Non lasciarci in preda alla tempesta. Starci vicino», ha concluso il sacerdote.

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    Gli amici: “Sei stato un fratello”

    Il momento più emozionante della cerimonia è arrivato quando tre amici di Leonardo hanno preso la parola davanti alla comunità. La commozione è diventata ancora più forte. Uno di loro, sopraffatto dalle lacrime, ha avuto difficoltà a leggere il foglio sul quale aveva raccolto pensieri e ricordi di un’amicizia cresciuta negli anni. «Siamo cresciuti insieme, attraversando gli anni, cambiando, prendendo strade a volte diverse, con amici diversi, ma senza mai perderci davvero e senza mai giudicarci», ha ricordato una ragazza. «Sei stato l’amico che la vita mi ha regalato – ha aggiunto – ma per me sei stato molto di più: sei stato il fratello che mi sono scelto. Il fratello non di sangue, ma di vita».

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    Un altro amico ha scelto invece di ricordare Leonardo attraverso i piccoli gesti della quotidianità. Quelle azioni apparentemente semplici che, dopo una perdita, diventano improvvisamente enormi: le attese, i viaggi in macchina, le idee condivise, i sogni raccontati durante le passeggiate e tutti quei momenti vissuti insieme senza bisogno di qualcosa di straordinario. «Quanto mi manca la tua presenza», ha detto, ricordando come spesso fosse sufficiente stare insieme, senza dover necessariamente fare qualcosa. «Grazie per essere stato sempre te stesso, per aver retto i momenti pesanti, per avermi regalato emozioni e ricordi che porterò sempre nel mio cuore. Mi manchi tanto. Ti voglio bene». L’ultimo intervento ha riportato invece al centro il carattere di Leonardo: quello di un ragazzo pieno di vita, capace di sorridere anche nei momenti difficili, di far ridere gli altri e di lasciare un segno anche nelle persone che avevano avuto modo di conoscerlo soltanto superficialmente.

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    (foto Ops)

    Gli applausi fuori dalla chiesa, i palloncini lasciati volare, la canzone di Olly

    Al termine della cerimonia, la bara di Leonardo è uscita dalla chiesa accompagnata da un lungo e commosso applauso. Fuori, ad aspettarla, c’erano ancora centinaia di persone. Una comunità intera che ha voluto rimanere accanto alla famiglia fino all’ultimo momento. Poi il cielo si è riempito di palloncini bianchi e gialli, lasciati volare verso l’alto. Su quelli gialli era stata affidata una dedica speciale da parte dei genitori e del fratello Federico. Mentre i palloncini si allontanavano nel cielo, una canzone di Olly ha accompagnato l’ultimo saluto a Leonardo. Ancora una volta è partito un applauso, lungo e spontaneo, che ha avvolto la bara prima che il corteo si sciogliesse. Anche il nonno di Leo ha voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone presenti, rivolgendosi idealmente a quella folla con un grande abbraccio collettivo.

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