Ostia torna a fare i conti con un episodio di violenza che porta la firma delle logiche criminali che si contendono il controllo del litorale romano. Poco prima delle 12.30 di oggi, in via Carlo Bosio 72, una persona incappucciata ha sparato un colpo d’arma da fuoco contro una delle vetrine del Lazio Store, l’esercizio commerciale che vende abbigliamento e gadget della Lazio e che di recente era già finito più volte al centro delle cronache.

    Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Ostia, che hanno transennato l’area antistante il negozio e avviato i rilievi tecnico-scientifici per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori stanno acquisendo bossoli ed eventuali altri elementi utili sulla scena, mentre parallelamente è stata avviata l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza private e pubbliche presenti nella zona, che potrebbero aver ripreso l’arrivo e la fuga dell’attentatore. 

    Al momento non risultano persone ferite: l’episodio si è consumato in pieno giorno, in un orario di normale passaggio pedonale, circostanza che non ha comunque impedito all’autore del gesto di agire e allontanarsi rapidamente, complice anche il volto travisato dal cappuccio. In sostanza è stato un avvertimento, il secondo in pochi mesi.

    Bombe, spaccio di famiglia e nuove leve. Chi comanda a OstiaLa bomba carta di maggio

    Quello di oggi non è infatti il primo attacco subito dal Lazio Store di via Carlo Bosio. Lo scorso maggio l’esercizio era già stato preso di mira: un ordigno artigianale, una bomba carta, era stato lanciato contro la serranda del negozio nella notte tra venerdì primo maggio e sabato, attorno alle 23. L’esplosione aveva prodotto un boato fortissimo, capace di svegliare di soprassalto i residenti delle abitazioni che si affacciano sulla strada, generando paura e sconcerto in un quartiere già abituato, purtroppo, a convivere con episodi di questo tipo.

    Anche in quel caso l’ipotesi accreditata dagli investigatori era che il gesto rappresentasse un segnale, un messaggio intimidatorio legato alle dinamiche di riposizionamento del controllo del territorio che da anni caratterizzano il litorale romano.

    Il fatto che, a distanza di pochi mesi da quell’attentato dinamitardo, la stessa attività torni a essere bersaglio di un gesto violento – questa volta con un’arma da fuoco anziché con un ordigno esplosivo – rafforza tra gli inquirenti l’ipotesi che si tratti di una azione mirata e non di un episodio isolato o casuale. 

    I rilievi dei militari

    Un’attività riconducibile alla famiglia Cossiga

    Il negozio preso di mira, che opera con l’insegna Lazio 1900 Store, è riconducibile a Gerardo Cossiga, fratello di Daniele Cossiga. Quest’ultimo, romano di 38 anni, è un nome tutt’altro che nuovo alle cronache di Ostia: nel 2018 fu arrestato dalla squadra mobile della Questura di Roma nell’ambito delle indagini su un altro grave episodio di sangue avvenuto sul litorale. Daniele Cossiga era all’epoca il titolare del bar di Dragoncello che, proprio in quell’anno, fu teatro di un agguato sfociato in una sparatoria tra il clan dei Costagliola e quello dei Sanguedolce, due famiglie che da tempo si contendono porzioni di territorio e di attività economiche nella zona di Ostia e dintorni. In questo articolo della sezione Dossier ne avevamo ricostruito il profilo. Anche Gerardo Cossiga, all’epoca dei fatti, finì indagato nell’ambito della stessa inchiesta. 

    Il legame tra il proprietario del negozio colpito oggi e il suo passato potrebbe essere utile per ricostruire l’episodio odierno, senza però al momento poter escludere piste alternative. Gli accertamenti in corso, comprese le testimonianze raccolte e le immagini delle telecamere, dovranno stabilire se dietro il colpo di pistola di questa mattina ci sia effettivamente una regia riconducibile a dinamiche di criminalità organizzata oppure un episodio di natura diversa.  

    Ostia e le tensioni tra bande

    Il litorale romano, e in particolare il quartiere di Ostia, è da anni attraversato da equilibri criminali fragili e mutevoli, con famiglie e gruppi che si contendono il controllo di attività economiche come abbiamo sottolineato in questo articolo della sezione Dossier.   

    Al momento gli inquirenti mantengono il riserbo sulle piste seguite, in attesa degli esiti dei rilievi tecnico-scientifici effettuati sul posto e dell’analisi delle immagini di videosorveglianza. Il colpo esploso contro la vetrina, fortunatamente senza conseguenze per le persone presenti, verrà ora ricostruito nei suoi dettagli attraverso il lavoro dei carabinieri. Non è escluso che l’episodio venga messo in relazione, nell’ambito di un fascicolo più ampio 

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