Un furgone francese sbarca a Bari dalla nave “Superfast II” proveniente da Patrasso, Grecia. È il 9 giugno 2026. Durante un controllo, la Guardia di finanza apre il vano di carico e trova cinque contenitori: uno è vuoto, un altro contiene un missile da addestramento inerte e negli altri tre spuntano tre missili da guerra Akeron. L’autista, di nazionalità francese, sarebbe stato incaricato per il trasporto da Mbda, colosso francese degli armamenti partecipato da Leonardo. Ora è stato arrestato ed è in carcere. La vicenda è diventata pubblica in questi giorni, ma il mistero rimane, tra versioni discordanti e test con gli stessi sistemi d’arma nella base Nato di Creta appena sette giorni prima.
I cinque contenitori trovati nel furgone e il mistero delle bande blu
Secondo la ricostruzione riportata da RaiNews, sui missili erano inizialmente visibili bande blu, una colorazione utilizzata negli standard militari per identificare materiale destinato all’addestramento e non dotato di componente esplosiva. L’esame compiuto da personale specializzato dell’Esercito avrebbe però mostrato che quelle bande erano realizzate con nastro adesivo facilmente removibile e non appartenevano alla marcatura originale.
Una foto dei missili Akeron scoperti (Esclusiva TG1)
Una volta rimosso il rivestimento sarebbe comparsa una colorazione giallo-nera, ricondotta dagli specialisti al munizionamento ad alto esplosivo con capacità perforante. Sulla base di questi elementi, allo stato degli accertamenti, i tre Akeron sono stati classificati come armi da guerra. Il pm di Bari Lanfranco Marazia ha disposto una consulenza tecnica sul materiale sequestrato e, secondo quanto riferisce la stampa locale pugliese, gli esiti definitivi sono ancora attesi.
La versione dell’autista e le autorizzazioni dalla Francia
Secondo quanto riportato da RaiNews sulla base degli atti, però, il giudice ha rilevato elementi che richiedono ulteriori approfondimenti, comprese differenze nei timbri e discrepanze nelle date riportate nei documenti. La versione fornita dal conducente è però molto diversa da quella sulla quale si fonda la misura cautelare. L’autista ha riferito che i missili erano stati portati a Creta e che stava riportandoli in Francia alla Mbda dopo interventi di riparazione effettuati sull’isola.
I missili scoperti (Esclusiva TG1)
La posizione della difesa è stata poi resa pubblica dall’avvocato Fabio Schino. “Il trasporto oggetto del procedimento era pienamente autorizzato dal Ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia. Il materiale trasportato è composto da modelli inerti, privi di qualsiasi capacità offensiva”, ha dichiarato il legale in una nota.
Sempre secondo Schino, “la società Mbda France ha fornito documentazione tecnica e giuridica che chiarisce integralmente la regolarità dell’operazione”. Il 46enne autista, aggiunge la difesa, è “estraneo a qualsiasi condotta illecita” e avrebbe “sin dall’inizio collaborato spontaneamente con le autorità”.
Cosa sono gli Akeron e quanto sono potenti
Gli Akeron appartengono a una famiglia di sistemi missilistici anticarro prodotti da Mbda. Sono armamenti destinati all’impiego contro veicoli corazzati e altri obiettivi sul campo di battaglia e possono essere integrati su differenti piattaforme. Mbda è controllata da Airbus al 37,5%, Bae Systems al 37,5% e Leonardo al 25%.
Il missile Akeron (Mbda)
Secondo la scheda tecnica ufficiale Mbda, un Akeron pesa 15 chilogrammi compreso il tubo, è lungo 1,3 metri e ha una gittata superiore ai 4 chilometri. È dotato di collegamento dati in fibra ottica e può essere utilizzato contro carri armati, infrastrutture e altri bersagli. La versione operativa monta una testata tandem che, secondo il produttore, può superare i 1.000 millimetri di corazza omogenea. Nel caso di Bari, la consulenza tecnica disposta dalla procura accerterà quale fosse la configurazione del sistema.
I test con Akeron inerti a Creta sette giorni prima del fermo
Altus-Lsa, società greca attiva nel settore di droni militari, ha comunicato che il 2 giugno 2026, appena sette giorni prima del fermo Bari, ha svolto insieme a Mbda le prime prove di lancio del programma Kerveros Phase 1 presso la base Nato “Missile firing installation (NAMFI)” di Creta.
La base Nato di Creta
I test hanno riguardato prove reali di lancio di missili Akeron inerti, fino a quello che l’azienda definisce “Stage 1 ammunition”, dal drone pesante Atlas 8. L’obiettivo dichiarato era verificare l’integrazione del missile sul drone, la funzionalità operativa e il comportamento dell’intero sistema. Altus afferma che durante le prove non sono stati registrati problemi di stabilità, anomalie durante o dopo l’espulsione né oscillazioni del velivolo.
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Tuttavia, non è possibile ricollegare direttamente i missili sequestrati a quelli usati nell’esercitazione. Afp ha interpellato una fonte francese a conoscenza del dossier. Secondo questa fonte, Mbda aveva ottenuto una licenza per effettuare in Grecia test su esemplari sperimentali, descritti dalla fonte come Akeron incompleti. Mbda non ha risposto per un commento.
