La Serbia prevede di essere
“pronta ad aderire all’area Schengen” entro la fine del 2027,
anche se “non sta prendendo in considerazione” l’introduzione di
visti per i cittadini russi, scrive Radio Slobodna Evropa (Radio
Free Europe). Ma affinché possa entrare a far parte dell’area di
libera circolazione auropea, è necessario che ogni Paese
candidato armonizzi la propria politica in materia di visti con
quella dell’Unione Europea: per Belgrado ciò significherebbe
l’abolizione del regime di esenzione dal visto con diversi
Paesi, tra cui la Russia, con cui ha rapporti tradizionalmente
amichevoli. “Al momento non è una priorità, né rappresenta
l’attività che stiamo mettendo in primo piano. Ci stiamo
muovendo gradualmente verso l’armonizzazione”, ha dichiarato,
citato da Rfe, Veljko Odalović, capo del neonato organismo di
coordinamento per l’ingresso della Serbia nell’area Schengen.
“Certamente non faremo come ha fatto e annunciato il Montenegro,
perché evidentemente ha già ricevuto segnali riguardo alla sua
adesione all’Unione Europea. Purtroppo, noi al momento non
riceviamo questi segnali”, ha affermato. A partire da novembre,
il Montenegro introdurrà i visti per i cittadini di Russia,
Turchia, Cina, Bielorussia e Arabia Saudita, armonizzando la
propria politica in materia di visti con Bruxelles. L’obiettivo
della Serbia di essere pronta per l’area Schengen entro la fine
del 2027 rientra in una strategia di integrazione graduale con
l’Unione Europea, mirando ad accedere ai benefici del mercato
unico e della libera circolazione prima ancora di completare
l’iter politico per la piena adesione come Stato membro, i cui
negoziati sono fermi dal 2022 e di recente hanno ricevuto nuovi
stop.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
