Roma, 28 agosto 2026 – La Nato conferma una vasta operazione militare condotta il 18 agosto scorso nella regione baltica, nelle immediate vicinanze dell’exclave russa di Kaliningrad. L’attività, coordinata dagli Stati Uniti, ha coinvolto aerei da combattimento americani e norvegesi, forze terrestri polacche, un velivolo E-3A Sentry dotato del sistema di sorveglianza e controllo aereo Awacs e altre componenti delle forze alleate.

    A confermare l’operazione è stato il colonnello statunitense Martin ‘Marty’ O’Donnell, portavoce dello Shape, il Comando supremo delle potenze alleate della Nato in Europa. “La Nato è un’Alleanza difensiva e gli Alleati affinano costantemente le proprie capacità difensive”, ha spiegato O’Donnell, definendo l’operazione del 18 agosto “un esempio di questo approccio”.

    L’aereo da ricognizione Nato

    L’attività militare si inserisce in un quadro di crescente attenzione dell’Alleanza verso il fianco orientale e, in particolare, verso l’area baltica. Già all’inizio di agosto un aereo da ricognizione statunitense Bombardier Artemis II era stato avvistato per due volte mentre effettuava voli circolari nelle vicinanze di Kaliningrad.

    Il porto russo di Kaliningrad nel Mar Baltico (foto Afp)

    Il porto russo di Kaliningrad nel Mar Baltico (foto Afp)

    Secondo quanto riferito all’epoca da una fonte aeroportuale all’agenzia russa Tass, il velivolo operava nello spazio aereo polacco e lituano e sulle acque internazionali del Mar Baltico. Una rotta analoga era stata percorsa il 4 agosto. L’aereo, che ha la propria base a Costanza, in Romania, avrebbe raggiunto un’altitudine di circa 11 chilometri, transitando anche attraverso corridoi utilizzati dall’aviazione civile.

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    Parallelamente alle attività di sorveglianza e addestramento, Varsavia sta accelerando il rafforzamento delle proprie capacità militari lungo il confine orientale. Il ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha annunciato l’arrivo in Polonia di 28 carri armati K2 di produzione sudcoreana, destinati alla 16ª Divisione Meccanizzata, che opera nell’area vicina alla regione di Kaliningrad.

    “Sono già arrivati i primi carri armati coreani previsti dal contratto, firmato il 1° agosto 2025, per i nuovi K2 e K2PL”, ha scritto il ministro su X. Le prossime forniture comprenderanno anche i K2PL, una versione dei mezzi corazzati che sarà prodotta in parte utilizzando componenti polacchi.

    Il rafforzamento non riguarda però soltanto i mezzi corazzati. La Polonia sta infatti portando avanti il progetto Scudo Orientale, un vasto programma destinato alla costruzione di fortificazioni, sistemi difensivi e dispositivi anti-drone lungo il confine orientale del Paese.

    A questo progetto contribuirà anche la Francia. Kosiniak-Kamysz ha annunciato l’arrivo di 80 militari francesi del genio, che lavoreranno insieme alle forze polacche alla realizzazione delle infrastrutture difensive. “Entreranno prossimamente a far parte del progetto Scudo Orientale”, ha dichiarato il ministro.

    I militari francesi si aggiungeranno ai genieri tedeschi, già impegnati nella collaborazione con le forze polacche per i lavori di fortificazione lungo il confine con Kaliningrad.

    Un punto di contatto

    La sequenza di operazioni aeree, dispiegamenti militari e lavori di fortificazione evidenzia così il crescente peso assunto dalla sicurezza del fianco orientale dell’Alleanza. Kaliningrad, territorio russo incastonato tra Polonia e Lituania e affacciato sul Mar Baltico, rappresenta in questo scenario uno dei principali punti di attenzione strategica per la Nato e per i Paesi dell’Europa orientale.

    A luglio, ufficiali russi hanno condotto proprio a Kaliningrad un’esercitazione sulle procedure per mobilitare la popolazione locale, simulando anche come alloggiare, nutrire e armare le nuove reclute. Attività analoghe sono in corso in altre regioni.

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