L’incidente della Progress IV, abbattuta nella zona economica esclusiva della Romania, arriva mentre cresce la tensione nell’Europa orientale dopo la violazione dello spazio aereo moldavo da parte di droni russi.
ROMA – Un grave episodio ha riacceso le tensioni nel Mar Nero.
La nave mercantile Progress IV, battere bandiera della Repubblica Dominicana e salpata il 21 agosto dal porto rumeno di Sulina con destinazione Tekirdag (Turchia), è affondata nella zona economica esclusiva della Romania, a circa 15-20 miglia nautiche da Sfântu Gheorghe, a seguito di un incendio sviluppatosi a bordo.
Tutti e 12 i membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo grazie a un’articolata operazione di soccorso, come riferito dall’emittente HotNews.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Romania, Nicusor Dan, denunciando che il mercantile è stato colpito prima di affondare: “Al momento non sappiamo da chi, né perché. Verrà avviata un’indagine, non è opportuno fare speculazioni”.
L’episodio si inserisce in un quadro geopolitico già surriscaldato: il giorno precedente, Dan si trovava a Chisinau per il 35° anniversario dell’indipendenza della Moldova insieme alla presidente Maia Sandu e al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, proprio mentre cinque droni russi violavano lo spazio aereo moldavo.
Sul fronte diplomatico si registra un’ulteriore escalation verbale. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha avvertito che Mosca potrebbe colpire “qualsiasi installazione militare britannica” in Ucraina o altrove, in risposta agli attacchi condotti da Kiev sul territorio russo con armi fornite da Londra.
Tuttavia, dalla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha gettato acqua sul fuoco dichiarando che “Putin non attaccherà un territorio della Nato” e definendo “buoni” i suoi colloqui con il leader del Cremlino. Trump ha inoltre ridimensionato i timori emersi dopo la visita a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe, che martedì ha incontrato il capo dell’intelligence russa Sergey Naryshkin.
Prosegue intanto la strategia di Kiev legata alle “sanzioni a lungo raggio” per portare il conflitto sul territorio russo.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato l’abbattimento di un bombardiere strategico Tu-95MS nella base di Engels-2 (regione di Saratov), condotto dall’unità speciale “Alpha” dell’Sbu, e il ferimento delle capacità belliche russe con un attacco a una raffineria a Yaroslavl, situata a oltre 1.000 chilometri dal fronte. Dalla base di Engels decollano abitualmente i velivoli usati per sferrare attacchi missile contro l’Ucraina; il governatore di Saratov, Roman Busargin, aveva segnalato in precedenza minacce da droni ed esplosioni nell’area.
Sul territorio ucraino la replica di Mosca si fa sempre più dura.
Nella regione di Dnipropetrovsk, dieci attacchi condotti nella notte con droni, artiglieria e bombardamenti aerei hanno provocato due morti e colpito i distretti di Nikopol e Synelnykove, danneggiando attività commerciali e abitazioni. Un attacco condotto con un drone nel distretto di Korabelnyi ha inoltre ucciso un uomo di 61 anni a Kherson, mentre altre tre persone sono rimaste ferite nel distretto di Dniprovsky.
La situazione a Kherson è ormai drammatica. Il governatore regionale Oleksandr Prokudin ha lanciato un disperato appello all’evacuazione, rivolgendosi “in particolare alle famiglie con bambini e agli anziani: se ne avete la possibilità andate via, vi prego!“.
Le forze russe, posizionate sulla sponda opposta del fiume Dnipro, stanno intensificando i raid con droni a reazione e bombe guidate impossibili da intercettare, prendendo di mira le infrastrutture critiche. Dopo i gravi danni subiti da una centrale termica, il rischio è che la città rimanga “senza elettricità né riscaldamento non per ore o giorni, ma per un lungo periodo” prima dell’inverno.
A livello nazionale, con il presidente Zelensky che aveva già avvertito che l’Ucraina non possiede “quasi più alcuna centrale termica intatta”, la carenza di munizioni e l’esaurimento dei missili intercettori aggravano la difesa dello spazio aereo.
Attacchi si registrano infine anche nella regione di Kiev: le forze russe hanno colpito i magazzini di Nova Post a Bilohorodka e un impianto produttivo a Sviatopetrivske, con le autorità locali ancora impegnate nel verificare l’eventuale presenza di vittime. Solo nella giornata di giovedì, la capitale ha trascorso circa 15 ore sotto allerta aerea a causa dei continui blitz dei droni russi, spingendo il ministero degli Esteri di Kiev ad accusare Mosca di utilizzare le sue armi per “perturbare la vita civile”.
