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Radio Radicale, ci occupiamo del patto sull’immigrazione, l’asilo, un patto europeo che restringe i diritti dei migranti, è una dimostrazione plastica, è data da quello che succede in Bulgaria, dove, nel nel centro di Pastro Gore, che era un centro di transito il centro di passano perché non certo di transito è stato trasformato in un centro di detenzione come ci ha raccontato magistralmente la settimana scorsa in un articolo sul domani Mattia Fonzi, Mattia Fonzi, che è rientrato dalla Bulgaria e che abbiamo ora in collegamento con Radio Radicale, benvenuto sulla nostra emittente.
Grazie a tutti voi, allora Mattia.
Vuoi raccontare agli ascoltatori di radio radicale di questa tua esperienza, tra questi che possiamo, penso ben definire, disperati.
Sì, io ho fatto un nel sud della Bulgaria, parliamo di una località di dimensioni molto ridotte, circa 500 abitanti a 15 chilometri dal confine con la con la Turchia e quindi con appunto condanne pronunciate Starnini europea e a una trentina di chilometri al confine con,
Con la Grecia e si chiama Pastro Gore e qui nasce già nel 2012 un una struttura di accoglienza, come ce ne sono molte, anche in Italia.
E per richiedenti asilo, che però via via con il tempo, diventa sempre più, diciamo meno, per l’accoglienza più per la detenzione e la repressione di quello che di quella che con diciamo chiamato da molti la la rotta balcanica a volte più praticamente a volte nemmeno praticamente, perché appunto si dovrebbe parlare di rotte balcaniche in quanto sono, diciamo, diversi, i percorsi che che le persone cercano di fare per cercare di raggiungere l’Europa. Uno di questi percorsi, appunto, passa dalla dalla Turchia e si entra in Europa, entrando appunto appunto, in Bulgaria. Questo questo centro però, ha cambiato la sua natura, anche se non formalmente ha cambiato struttura nella nel corso di quest’anno, perché il 12 giugno, come
Giustamente premettere, è entrato in vigore il nuovo patto europeo per l’immigrazione e l’asilo che prevede tra le tra i vari cambiamenti radicali rispetto al tema della della migrazione dell’asilo, prevede anche allo stato di fatto di detenzione da parte dei richiedenti asilo in attesa dell’esame della propria domanda rispetto a quel principio introdotto di de delle delle delle cosiddette procedure d’asilo alla frontiera è chiaramente un escamotage da parte delle istituzioni europee spinte dai governi, diciamo più,
E sovranisti più anti immigrazione che Trump tra gli Stati membri e appunto una un modo per trattenere e migliaia di richiedenti asilo ai paesi di frontiera e privarmi privare della loro libertà, nonostante appunto queste persone, non come attestato sopra.
Stato possibile entrare nel centro di detenzione grazie al lavoro incredibile che fa da anni ormai un
Collettivo di attivisti e attiviste nato in Veneto,
Anche col o contare morte o ti volontari e volontarie, da da da ogni parte d’Italia, che chiama collettivo rotte balcaniche, che appunto da anni opera solidarietà proprio sul confine tra la Bulgaria e la Turchia su vari fronti e Marini modi.
Ecco.
Spiegaci un po’che cosa come come
Organizzata questa detenzione, tra l’altro nella tua articolo su domani, ci racconti anche di una rivolta e di un brutale pestaggio per reprimere questa rivolta,
Sì, diciamo che la Consob ha da.
In vari modi dipende perché, ovviamente, quello di quattro gare non è l’unico centro del genere, il cosiddetto centro di transito, diciamo per richiedenti asilo e nella fattispecie lì e al passo con le persone vengono di fatto detenuto come non in un carcere possono tuttavia avere telefoni mentre in altri centri di transito non è possibile.
Come telefoni o è possibile avere solo telefoni senza fotocamere proprio per non riprendere appunto i luoghi e quello che accade e
Commercializzata detenzione nelle persone appunto hanno accesso a poche ore d’aria al giorno, prima della rivolta di quello a cui accennavi, avevano accesso a due ore d’aria al giorno dopo i fatti del 26 luglio.
Adesso vado un attimo a spiegare, hanno, hanno la la, il centro ha ridotto l’accesso alla all’ora d’aria a soli 45 minuti al giorno, che cosa è successo il 26 luglio scorso è successo che i detenuti, le persone detenute molto come dire, disorientate rispetto alla loro condizioni di detenzione perché di fatto parliamo delle prime persone delle prime centinaia diciamo diversione di migranti che,
Subiscono gli effetti del Patto, no, quindi comunque è un cambiamento di condizioni repentino dal 12 giugno in poi a luglio si cominciano a scaldare gli animi perché le persone non riescono a capire perché sono detenuti, nonostante avessero inoltrato domanda alla fine, nonostante venissero per diciamo buona parte da Paesi in guerra o comunque anche se considerati sicuri e diciamo loro domanda di asilo ad un corso di,
Gli esami e quindi dopo varie, diciamo proteste, scioperi della fame e si arriva al 26 ville io con un presidio pacifico, fuori le sbarre e in parte anche per chi era nel nell’ora d’aria, all’esterno nel cortile.
E e al contempo un un saluto, diciamo solidale dall’esterno da parte proprio del collettivo rotte balcaniche
E succede che dopo il diciamo questa forma di protesta, assolutamente, diciamo, pacifica e non mansueta viene.
C’è un tentativo di evasione da parte di alcune persone e all’interno del centro e poi a diciamo già a protesta, terminata e a
Fatti avvenuti arriva da fuori città di Wind, da parte diciamo, di di forze dell’ordine esterne al centro, un ingente forze dell’ordine che diciamo in qualche modo come a dare un monito sulla sulla calma in cui de che deve persistere all’interno delle,
Né centro, insomma, sostanzialmente picchia detenuti, ci sono testimonianze raccolte dal collettivo rotte balcaniche di decine e decine di telefoni rotti, ma anche di teste spaccate, di di sangue che si riversa sul pavimento sostanzialmente una sorta di diciamo di di di di vendetta rispetto a quello che era stato probabilmente un tentativo di evasione ed un monito rispetto alle persone che devono appunto a rimanere.
È detenuto aspettandola, ma la l’esame della propria domanda, private della loro libertà.
Ecco, a me ha colpito tra l’altro una testimonianza che riporti di un giovane marocchino no, perché si è parlato tanto di seduta, eccetera, però questo è un giovane marocchino che fa la rotta dalla Turchia, cioè quindi altro che insomma rompere nello spazio Schengen con la Spagna e appunto si ritrova tra questi disperati che in questa nuova situazione così repressiva attenuta colpito,
Sì, sono molti i cittadini marocchini che si trovano nel centro di quattro gare, perché una una delle chiavi appunto del fatto migrazione, filo che prevede la detenzione per.
E soprattutto prevede la alla alla procedura d’asilo alla frontiera.
E quindi la nuova procedura per i paesi o considerati sicuri dall’Unione Europea o considerati, ma questa è ancora in corso di, diciamo, di definizione dal punto di vista giuridico ventilare figuri dai Paesi membri quindi in questo caso dalla Bulgaria oppure che ricevono normalmente almeno del 20% di accettazione delle domande quindi i Paesi che sostanzialmente, le cui domande di asilo vengono, diciamo rifiutate, quest’ultimo caso è quello del Marocco, come anche quello del Pakistan. Quindi queste queste carceri sono,
Ah, pieni di persone provenienti dal Marocco al Pakistan, ma non solo, anche dall’Iraq, nel Kurdistan iracheno, ma alla fine, anche nei luoghi che sono chiaramente quello che stavo sono chiaramente a rischio eh eh sì rimane, diciamo, rimane abbastanza, ah, ecco grottesco questo questo dibattito che c’è stato proprio nei giorni in cui ero lì in Bulgaria.
Rispetto a all’interruzione dello spazio Schengen e a tutte quelli, ma si fermano solo propaganda da parte del governo italiano, anche perché la questione è molto complessa e bisogna conoscerla molto a fondo perché molti marocchini partono dalla Turchia per la rotta di terra perché c’è un accordo tra Marocco, Turchia che prevede la il visto per i cittadini marocchini che possono andare in Turchia in aereo e possono avere un visto di mi sembra 90 giorni come quello, come lo abbiamo noi italiani quando viaggiamo no per aperturismo, abbiamo visto i 90 giorni di tre mesi fa, in quei tre mesi, ma alcune persone provano a, diciamo, ad attraversare il confine tra la Turchia, la Bulgaria ed entrare così in Europa
Mi hanno colpito molte testimonianze di persone che vivevano in Europa già e che per qualche motivo è legato al proprio documento, sono rimasti poi bloccato in Marocco una volta che che sono tornate in patria e magari per trovare i parenti o per accudire un parente che insomma in condizioni di salute precarie come mi è successo e non di parlando in un caso un caso eclatante per esempio è un cittadino.
Un marocchino che aveva vissuto vent’anni in Spagna, io ho visto i suoi documenti spagnoli perché poi, per una questione semplicemente di visto scaduto, si è ritrovato bloccato in Marocco, non è riuscito più a tornare laddove aveva vissuto per vent’anni e quindi ho provato a la rotta tramite appunto l’aereo in Turchia e poi la rotta balcanica che aveva portato in Bulgaria e adesso questa persona si ritrova.
è chiusa. In questi centri di detenzione, nonostante abbia tutta la sua famiglia in Spagna, diciamo che c’è una grande confusione, sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista proprio politico, dal punto di vista giuridico, perché le norme sono complesse perché sono appena entrate in vigore, quindi è difficile anche diciamo capire quali sono i limiti delle nuove norme eh eh eh e quelli che sono ancora le vecchie regole e dal punto di vista politico, perché, insomma, come come evidenziarvi anche tu mi sembra chiaro che ci sia, come dire, troppa propaganda rispetto rispetto a questa questione e quindi non si vada mai a quella che è la la, la natura e la complessità dei fenomeni dei fenomeni migratori che
E io ci tengo a ribadire sempre anche quando mi capita di parlare di questo argomento non non non termineranno, cioè non c’è nella storia, non sono mai terminate le migrazioni e l’umanità e non termineranno adesso, semplicemente dopo alcune in fase di assestamento si adegueranno alle nuove regole.
Le persone troveranno nuovi modi per per migrare, cioè non c’è, non c’è un fine, diciamo a questo, a questo fenomeno che chiaramente deve essere governato nel migliore dei modi, ma che chi pensa che si possa semplicemente stoppare con la depressione, secondo me non non non ha studiato bene diciamo la storia,
Io ti ringrazio, Mattia Fonzi, perché sia attraverso il suo articolo sul domani, che consigliamo appunto di leggere apparso sul Domani di venerdì 21 agosto, ma anche, appunto, attraverso queste test, quello che ci sta dicendo qui.
In radio si dimostra come, insomma.
Sia molto preoccupante questa, per esempio, applicazione del patto sull’immigrazione e l’asilo il patto europeo, appunto, è entrato in vigore a giugno.
Ti ringrazio e ti auguro una buona giornata grazie a voi
