(AGENPARL) – Roma, 30 Agosto 2026 – L’Estremo Oriente russo continua a rivelare nuove risorse minerarie. Dall’inizio dell’anno sono stati inseriti nel bilancio statale 105 giacimenti di minerali solidi situati nel Distretto Federale dell’Estremo Oriente, secondo quanto dichiarato dal ministro russo delle Risorse Naturali e dell’Ambiente, Alexander Kozlov.
Tra le scoperte indicate dal ministro spicca il giacimento aurifero di Televeyem, in Chukotka, al quale vengono attribuite riserve per 26,7 tonnellate di oro e 292 tonnellate di argento.
Kozlov ha fornito i dati in un’intervista all’agenzia TASS in vista del Forum Economico Orientale (EEF), uno degli appuntamenti attraverso i quali Mosca promuove investimenti e sviluppo economico nelle regioni orientali della Federazione Russa.
Ma le nuove scoperte rappresentano soltanto una parte del quadro.
Parallelamente all’individuazione dei nuovi depositi, rivalutazioni e ricalcoli effettuati su circa 150 giacimenti già conosciuti avrebbero determinato un considerevole aumento delle riserve contabilizzate di diamanti, oro, argento e metalli industriali.
Kozlov: 105 giacimenti aggiunti al bilancio statale
«Dall’inizio dell’anno, le riserve provenienti da 105 giacimenti di minerali solidi nel Distretto Federale dell’Estremo Oriente sono già state aggiunte al bilancio statale», ha dichiarato Kozlov.
Il riferimento al bilancio statale delle riserve è importante: non significa semplicemente che siano stati individuati 105 punti nei quali potrebbe trovarsi del minerale, ma che nuove risorse sono entrate nel sistema ufficiale russo di contabilizzazione delle riserve minerarie sulla base delle procedure previste.
L’Estremo Oriente rappresenta da tempo una delle principali frontiere dell’esplorazione geologica russa.
La vastità del territorio, la bassa densità demografica e le difficoltà infrastrutturali hanno storicamente limitato l’accessibilità di numerose aree, ma allo stesso tempo la regione ospita enormi quantità di risorse naturali.
Televeyem: quasi 27 tonnellate d’oro
La scoperta maggiormente evidenziata dal ministro è quella di Televeyem, nella Chukotka.
Secondo i dati comunicati da Kozlov, il giacimento possiede riserve stimate in 26,7 tonnellate d’oro.
Una quantità significativa che, convertita in once troy, corrisponde a circa 858.000 once d’oro.
A queste si aggiungono 292 tonnellate d’argento.
Il valore economico potenziale del deposito dipenderà naturalmente da numerosi fattori: concentrazione del minerale, profondità, caratteristiche geologiche, costi energetici, infrastrutture disponibili, tecnologie estrattive e andamento futuro dei prezzi dei metalli.
Una riserva geologica, infatti, non coincide automaticamente con una quantità di metallo immediatamente estraibile con profitto.
La rilevanza di Televeyem deriva comunque dalla combinazione tra oro e argento e dalla sua collocazione in una regione già strategica per l’industria estrattiva russa.
Chukotka, nuova frontiera mineraria russa
La Chukotka si trova all’estremità nord-orientale della Federazione Russa, affacciata sul Pacifico e separata dall’Alaska dallo Stretto di Bering.
È una delle regioni più remote e scarsamente popolate del Paese, caratterizzata da condizioni climatiche estreme e da enormi distanze.
Proprio queste caratteristiche rendono particolarmente complesso lo sviluppo di nuovi progetti minerari.
Per trasformare una scoperta geologica in una miniera operativa servono infatti strade, energia, strutture logistiche, personale specializzato e collegamenti attraverso i quali esportare o trasferire il materiale estratto.
Di conseguenza, la presenza di grandi riserve non rappresenta da sola una garanzia di rapido sfruttamento commerciale.
Allo stesso tempo, l’aumento della domanda mondiale di oro, metalli industriali e materie prime strategiche può rendere economicamente interessanti depositi che in passato sarebbero stati considerati troppo remoti.
Non soltanto nuove scoperte: aumentano le riserve di 150 giacimenti
Il dato forse più rilevante fornito da Kozlov riguarda però i depositi già conosciuti.
Secondo il ministro, rivalutazioni, nuovi calcoli e ulteriori attività geologiche hanno permesso di incrementare le riserve ufficialmente attribuite a circa 150 giacimenti precedentemente scoperti.
Gli aumenti comunicati sono consistenti.
Le riserve aggiuntive ammonterebbero a:
102,4 milioni di carati di diamanti;
103 tonnellate di oro;
807,8 tonnellate di argento;
32.200 tonnellate di rame;
12.600 tonnellate di piombo;
26.300 tonnellate di zinco.
Si tratta di risorse molto differenti per caratteristiche e mercato, ma che nel loro insieme mostrano la varietà del patrimonio minerario dell’Estremo Oriente russo.
Altre 103 tonnellate d’oro dai giacimenti già conosciuti
Particolarmente significativo è l’incremento delle riserve aurifere.
Oltre alle 26,7 tonnellate indicate per Televeyem, Kozlov parla infatti di 103 tonnellate aggiuntive di oro derivanti dalla revisione delle riserve di depositi già conosciuti.
Questo significa che l’aumento del patrimonio aurifero contabilizzato non dipende esclusivamente dalle nuove scoperte.
L’esplorazione di un giacimento non termina necessariamente con la sua individuazione iniziale. Nuove perforazioni, migliori modelli geologici e ulteriori analisi possono mostrare che un deposito contiene più minerale di quanto precedentemente stimato.
È proprio attraverso questo processo che le riserve possono essere progressivamente riviste verso l’alto.
Oltre 800 tonnellate aggiuntive d’argento
Ancora maggiore, in termini di massa, è l’incremento indicato per l’argento.
Le rivalutazioni avrebbero aggiunto 807,8 tonnellate alle riserve conosciute.
A queste si sommano le 292 tonnellate attribuite al solo giacimento di Televeyem.
Oro e argento mantengono un’importanza particolare non soltanto per il settore minerario, ma anche per il loro ruolo sui mercati finanziari e industriali.
L’argento, in particolare, oltre all’utilizzo tradizionale come metallo prezioso, possiede numerose applicazioni tecnologiche e industriali.
102,4 milioni di carati di diamanti
Un altro dato di grande rilievo riguarda i diamanti.
Secondo Kozlov, la revisione dei giacimenti già scoperti avrebbe aggiunto 102,4 milioni di carati alle riserve contabilizzate.
L’Estremo Oriente russo comprende alcune delle aree più importanti per l’industria diamantifera del Paese, soprattutto nella Repubblica di Sakha-Jakuzia.
La Russia dispone storicamente di un ruolo di primo piano nel mercato mondiale dei diamanti grezzi e l’aumento delle riserve rappresenta quindi un elemento strategico per la continuità di lungo periodo del settore.
La disponibilità geologica, tuttavia, deve essere distinta dalle condizioni commerciali: domanda internazionale, sanzioni, accesso ai mercati e costi di produzione possono incidere significativamente sulla redditività dell’estrazione.
Crescono anche rame, piombo e zinco
Accanto ai metalli preziosi emergono importanti incrementi nelle riserve di metalli industriali.
Kozlov indica 32.200 tonnellate di rame, 12.600 tonnellate di piombo e 26.300 tonnellate di zinco aggiuntive.
Il rame riveste una particolare importanza strategica per l’economia contemporanea.
Viene utilizzato nelle reti elettriche, nell’elettronica, nei trasporti, nell’edilizia e in numerose tecnologie energetiche.
La crescente elettrificazione dell’economia mondiale ha aumentato l’attenzione internazionale sulla disponibilità futura del metallo.
Anche zinco e piombo continuano a rappresentare materie prime fondamentali per numerosi processi industriali.
In tutta la Russia erano già stati scoperti 136 giacimenti
I dati sull’Estremo Oriente si inseriscono in un quadro nazionale più ampio.
Kozlov aveva precedentemente dichiarato alla TASS che nella sola prima metà dell’anno erano stati scoperti in Russia 136 giacimenti di minerali solidi.
Il fatto che 105 depositi dell’Estremo Oriente siano stati aggiunti al bilancio statale dall’inizio dell’anno evidenzia il peso della regione nella strategia russa di esplorazione e ampliamento della base mineraria.
L’obiettivo non è soltanto incrementare la produzione attuale.
L’esplorazione serve anche a sostituire progressivamente le riserve consumate dalle miniere operative e a garantire una base di risorse utilizzabile nei prossimi decenni.
L’Estremo Oriente al centro della strategia economica russa
Da anni Mosca cerca di accelerare lo sviluppo economico delle proprie regioni orientali.
L’area possiede enormi risorse naturali, ma deve affrontare difficoltà altrettanto considerevoli: grandi distanze, infrastrutture limitate, condizioni climatiche difficili e popolazione relativamente ridotta.
Per questo l’estrazione mineraria assume un ruolo particolare.
Una nuova miniera può richiedere la costruzione di strade, linee elettriche, insediamenti, infrastrutture logistiche e collegamenti ferroviari o portuali, generando investimenti che vanno oltre il singolo progetto estrattivo.
È anche per questo che le dichiarazioni di Kozlov arrivano alla vigilia del Forum Economico Orientale.
Il forum rappresenta per il governo russo una vetrina attraverso la quale promuovere opportunità economiche nell’Estremo Oriente e rafforzare i rapporti commerciali con i mercati asiatici.
La crescente importanza dell’Asia
La geografia rende l’Estremo Oriente russo naturalmente orientato verso l’Asia-Pacifico.
Cina, India e altre economie asiatiche rappresentano grandi mercati per energia e materie prime, mentre la progressiva trasformazione dei rapporti economici tra Russia e Occidente ha ulteriormente aumentato l’importanza strategica dell’Asia per Mosca.
Nuove riserve di oro, argento, diamanti e metalli industriali possono quindi avere una funzione che va oltre il semplice aumento della ricchezza mineraria nazionale.
Possono diventare una componente della strategia russa di integrazione economica con i mercati asiatici e di diversificazione delle rotte commerciali.
Dalla scoperta alla produzione, però, la strada è lunga
I numeri comunicati dal Ministero delle Risorse Naturali descrivono un patrimonio geologico considerevole, ma devono essere interpretati con cautela.
L’inserimento di una riserva nel bilancio statale non significa che il minerale verrà immediatamente estratto.
Tra scoperta e produzione commerciale possono trascorrere molti anni.
Servono studi di fattibilità, licenze, investimenti, infrastrutture, valutazioni ambientali e tecnologie adeguate.
Nell’Estremo Oriente russo questi problemi sono amplificati dalle condizioni geografiche.
Un giacimento particolarmente ricco può risultare molto costoso da sviluppare se si trova a centinaia di chilometri dalle principali infrastrutture.
Una riserva strategica per i prossimi decenni
È proprio sul lungo periodo, tuttavia, che i dati assumono maggiore rilevanza.
Le 26,7 tonnellate d’oro e 292 tonnellate d’argento di Televeyem, le ulteriori 103 tonnellate d’oro, gli oltre 100 milioni di carati di diamanti e gli incrementi di rame, zinco e piombo rafforzano la base di risorse sulla quale l’industria mineraria russa potrà fare affidamento in futuro.
Per Mosca, l’Estremo Oriente non rappresenta quindi soltanto una periferia geografica.
È sempre più una riserva strategica di materie prime e uno dei territori attraverso i quali la Russia punta a sostenere la propria industria estrattiva e approfondire i rapporti economici con l’Asia.
Le 105 aggiunte al bilancio statale dall’inizio dell’anno rafforzano questa prospettiva: sotto gli enormi territori orientali della Federazione Russa rimane un patrimonio minerario ancora in parte da esplorare, quantificare e trasformare in produzione industriale.

