Altri 570mila euro sono rientrati dalla Croazia e confiscati nell’ambito dell’inchiesta “Evasione continua“ della Procura di Brescia che aveva scovato nello studio di un’ex commercialista bresciana, Stefania Franzoni, la regia di una frode fiscale internazionale milionaria. Condannata a sei anni e sei mesi in via definitiva, la professionista cinquantenne – non più iscritta all’Ordine dei commercialisti – per la giustizia era la mente organizzativa di una vera e propria “fabbrica dell’evasione”.

    Un sistema i cui pilastri erano le immancabili fatture false, le società cartiere, contenitori vuoti intestati a prestanome, e i crediti Iva fittizi certificati però come reali per le compensazioni con l’F24. La vicenda è tornata nelle scorse ore di attualità perché è stata ultimata una nuova confisca: altri 570mila euro sono stati recuperati falla Guardia di Finanza dalla Croazia e trasferiti in Italia. Una somma che va ad aggiungersi ai 400mila già confiscati nei mesi scorsi a un coimputato, portando nel complesso a quasi un milione il totale del maltolto drenato dai conti croati individuati con a maxi inchiesta che conta ottanta indagati.

    Per l’accusa un connubio tra imprenditori desiderosi di evadere le imposte e professionisti infedeli era alla base di un sodalizio di cui Franzoni sarebbe stata il capo. Il gruppo, stando alla prospettazione accusatoria, vendeva falsi crediti generati da una triangolazione di società cartiere tra Croazia, Slovenia e Ungheria e poi asseverati, ossia certificati, come reali per cederli appunto in compensazione. Il valore complessivo dei crediti e delle false fatture era dell’ordine di mezzo miliardo, con un profitto superiore ai venti milioni, accertò la Finanza. I profitti venivano trasferiti all’estero e messi al riparo in conti correnti e cassette di sicurezza. Franzoni era indicata dagli inquirenti come la regina dei conti in nero e la referente delle pratiche di accollo. La condanna nei suoi confronti è diventata definitiva nel novembre 2023. La sentenza aveva disposto anche la confisca delle somme e dei beni sequestrati in fase d’indagine.

    Per ottenere il recupero di quanto occultato in Croazia la Procura generale di Brescia aveva trasmesso la sentenza alle autorità croate e il Tribunale di Pols il 25 marzo 2024 ha emesso la confisca. Un provvedimento divenuto irrevocabile nel maggio 2026, con a seguire il trasferimento effettivo delle somme.

    Beatrice Raspa

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