Tale (Albania). “Cara Albania!” Non è solo il titolo di un volume storico scritto da una suora salesiana, suor Pasquina, che ripercorre la prigionia e la presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) nella Terra delle Aquile. È un’esclamazione del cuore. È un grido d’amore che attraversa il tempo, capace di unire le lacrime del passato alla speranza del presente, il silenzio forzato della dittatura alla vitalità delle comunità di oggi, il cammino delle FMA che continua a testimoniare comunione, responsabilità e appartenenza a quella terra.
Leggere le pagine di quel libro significa fare memoria della sofferenza vissuta durante i lunghi e feroci anni del regime comunista, quando l’Albania fu proclamata il primo Stato completamente ateo al mondo. Per i cristiani, per i cattolici, per le suore salesiane iniziarono gli anni delle catacombe, della persecuzione e della prigionia. Eppure, in quel buio, la fede non si è mai spenta. Figure simbolo come suor Marije Kaleta hanno testimoniato un coraggio straordinario: segnata dai lavori forzati, una volta tornata in libertà vigilata continuò a portare l’Eucaristia ai moribondi e a battezzare i bambini in segreto, usando persino l’acqua di un canale raccolta con la propria scarpa per non farsi scoprire dal regime.
A quelle sorelle, che hanno custodito il carisma di Don Bosco e Madre Mazzarello nel silenzio delle loro vite, va oggi il nostro “grazie” più profondo. È grazie alla loro fedeltà se quella terra, dopo la riapertura delle missioni nei primi anni Novanta, ha potuto vedere la rinascita di una presenza salesiana viva, attiva e profondamente radicata nel territorio.
Oggi quella stessa passione educativa e lo stesso senso di appartenenza continuano a scorrere nelle vene delle comunità FMA in Albania. Ne è stata una testimonianza luminosa la giornata del 23 agosto 2026, quando le tre comunità del Paese, appartenente all’Ispettoria Madonna del Buon Consiglio (IMR) si sono ritrovate a Tale (Lezhe). Un incontro nato per esprimere il senso profondo della comunione e della responsabilità verso questa terra, proprio in un momento delicato di passaggio, segnato dal distacco e dall’accoglienza richiesti dalle diverse obbedienze.
È stato anche un segno di attenzione alle persone e ai legami che si costruiscono tra le sorelle, mostrando come le obbedienze accolte rimandino al significato più autentico della missione delle comunità: una missione che cresce “dal basso”, nella vita condivisa e nella cura delle relazioni che generano comunità.
Ogni comunità aveva già vissuto localmente la Celebrazione Eucaristica, insieme alla propria Comunità Educante – formata da FMA e laici, giovani e adulti – per esprimere il proprio grazie alle sorelle in partenza. Nel corso della giornata a Tale, le suore si sono poi riunite come un’unica grande famiglia per condividere il pranzo e la preghiera, momento in cui si sono costituite ufficialmente le tre nuove comunità FMA.
Affidando a Maria Ausiliatrice, a Don Bosco e a Madre Mazzarello il cammino verso la nuova missione, ciascuna sorella ha acceso la propria candela da un unico cero: segno tangibile che la stessa luce — quella che un tempo brillava nel segreto della prigionia — oggi continuerà a diffondersi in luoghi diversi. Dopo la lettura della Parola, che ha richiamato tutte all’unità nello stesso Spirito, le FMA hanno pregato insieme: “Mandaci, Signore, con la tua luce nella comunità dove ci hai chiamate a vivere. Fa’ che possiamo essere sempre un cuore solo, anche se in posti diversi”.
Si sono così formati i nuovi nuclei comunitari che animeranno il territorio albanese: suor Carla Meschini con suor Malvina Doci e suor Nazarena Sabatino a Tale; suor Teuta Buka con suor Jolanda Jaku, suor Drita Krasniqie suor Mirela Jaku a Scutari; suor Michaela Kubickovà con suor Eva Bulkaku e suor Xhulja Maldaka a Tirana.
L’abbraccio finale, prima di salire sulle auto, è stato l’espressione sincera di un affetto profondo. Nonostante l’inevitabile sofferenza che ogni distacco porta con sé, le sorelle si sono incamminate con speranza e fiducia verso il futuro. Ieri come oggi, la promessa e la luce brillano con intensità, diventano testimonianza di vita. Grazie, FMA dell’Albania di ieri e di oggi, per la vostra storia, il vostro coraggio e la vostra presenza che continua a essere benedizione per questo popolo, nel cuore dell’Europa in un momento molto delicato, per la vita di tutto l’Istituto.

