Roma, 31 agosto 2026 – Si potrebbe parlare di coincidenze se ad andare a fuoco non fossero state 5 fabbriche che forniscono armi a Kiev, tutte bruciate in agosto in Europa. L’ultima in Polonia, nella città di Skarzysko-Kamienna, dove un incendio è divampato nello stabilimento della WB Electronics, una delle principali aziende polacche nel settore della difesa, produce droni utilizzati anche dall’esercito ucraino.

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    L’incendio è scoppiato alle 00:23

    Gli inquirenti non escludono l’ipotesi di incendio doloso, anzi, secondo quanto riportato dai media polacchi. L’incendio è scoppiato intorno alle 00:23 ora locale ed i Vigili del Fuoco lo hanno domato in meno di due ore. Nessuno è rimasto ferito perché lo stabilimento non era in funzione al momento del rogo, ha dichiarato la polizia polacca.

    La polizia non esclude il dolo

    Secondo il Kyiv Independent la polizia polacca e l’Agenzia per la Sicurezza interna (Abw) stanno già indagando, e non escludono che dietro ci sia la mano dell’uomo, ma preferiscono tenere un basso profilo e hanno invitato i media alla cautela nel diffondere affermazioni non verificate.

    WB Electronics nella città polacca di Skarzysko-Kamienna

    WB Electronics nella città polacca di Skarzysko-Kamienna

    In agosto 5 incendi

    Una cosa però non si può negare, è il quinto incidente in un mese presso impianti europei coinvolti nella fornitura di armi all’Ucraina. Il primo fu il 10 agosto presso la EMCO in Bulgaria. Poi il 13 agosto una potente esplosione investì lo stabilimento della KNDS Ammo Italy a Colleferro, in Italia. Il 15 agosto esplose un edificio appartenente alla Milrem Robotics, un’azienda estone produttrice di robotica militare a Tallinn, e gli investigatori hanno sospettato proprio i servizi russi. Mentre il 28 agosto in Slovacchia è stato sventato un tentativo di appiccare il fuoco allo stabilimento della Skyeton, un’azienda ucraina produttrice di droni Raybird.

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