È d’argento l’Italia maschile della ginnastica artistica ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Gli Azzurri chiudono il concorso generale a squadre al secondo posto con 237.000 punti, alle spalle di una Turchia capace di imporsi con 238.400. Sul terzo gradino del podio sale la Spagna, con 234.400, davanti alla Francia, quarta a quota 233.100. Una gara combattuta fino alle ultime rotazioni per la formazione italiana composta da Tommaso Brugnami, Ivan Brunello, Matteo Levantesi, Stefano Patron, Niccolò Vannucchi e Diego Vazzola, quest’ultimo rimasto a disposizione dei compagni. La formula prevedeva quattro esercizi per attrezzo, con i migliori tre punteggi validi ai fini del totale di squadra.
L’Italia comincia il proprio cammino al cavallo con maniglie, dove qualche sbavatura, soprattutto nelle uscite degli esercizi, impedisce ai ragazzi di Giuseppe Cocciaro di partire con il ritmo sperato. Il parziale è di 37.350, quinto punteggio di squadra all’attrezzo: 12.700 Brugnami, il migliore dei nostri, 12.400 Levantesi, che ha l’ingrato compito ma anche l’esperienza, essendo l’unico reduce del gruppo di Orano 2022, di rompere il ghiaccio, e 12.250 Patron, mentre resta fuori dal conteggio il 12.000 di Brunello, costretto a ripetere il finale sbagliato per non vedersi annullare il tutto.
La reazione arriva immediatamente agli anelli. Sul castello del Pala Campitelli di Grottaglie gli “Aquaman” della FGI ritrovano la rotta nel “Mare Nostrum” in tempesta e portano nel porto di Taranto 2026 ben 39.450 punti, secondo parziale della gara dietro alla Turchia: 13.700 Vannucchi, 12.950 Brunello – ed entrambi centrano la final eight del 2 settembre con, rispettivamente, il terzo (dietro al turco Mehmet Ayberk Kosak e all’egiziano Omar Mohamed) e l’ottavo parziale – e 12.800 Patron. Scartato il 12.550 di Brugnami.
Al volteggio l’Italia totalizza 40.750, ancora secondo miglior punteggio di squadra (stavolta, per cinquanta millesimi, dopo la Francia che stampa sulla tavola pugliese un 40.800) pur con qualche imprecisione che lascia un po’ di rammarico. Vannucchi, non al meglio della condizione, firma un 14.100 sul Kasamatsu con un avvitamento e mezzo, per la squadra, ma poi sporca il Roche, la ribaltata doppio avanti, o più genericamente il triplo, nella seconda esecuzione da 12.650. La media del 13.375 è comunque sufficiente al talento della Gymnastics Romagna Team per entrare nell’ottetto d’élite con il terzo pettorale. Brugnami vola a 13.500 con lo Yurchenko con tre avvitamenti, lo Shirai, al quale aggiunge un altro 13.550 sul Driggs, per la media migliore di giornata sulla rincorsa dei 25 metri, 13.525, con la quale frena, al momento, le ambizioni del marocchino Hamza HOSSAINI, fermo a 13.450. Patron – che sugli spalti, tra i tanti supporter che tifavano a squarciagola, aveva la spinta speciale della fidanzata Asia D’Amato (una che di volteggio se ne intende) chiude il terzetto italico con 13.150; non entra nel totale il 12.750 di Brunello.
Molto positiva la successiva rotazione alle parallele pari, dove l’ItalGAM, guidata da Roberto Germani e Fabrizio Marcotullio, mette insieme 40.650 punti, addirittura il parziale più alto di tutta la competizione. A trascinare il gruppo è Matteo Levantesi con un bel 14 netto, seguito dal 13.450 di Patron e dal 13.200 di Brugnami. Fuori dal conteggio ancora la promessa della Ginnastica Salerno con il suo 13.050. L’aviere dell’Aeronautica Militare si piazza in pole position per la finalissima di dopodomani, e al suo fianco avrà, come, la seconda guida il compagno della Spes Mestre, momentaneamente sesto.
Qualche difficoltà in più arriva alla sbarra. Gli Azzurri raccolgono 38.300 punti, quarto parziale: valgono il 13.400 di Levantesi, sesto finalista, il 12.550 di Brunello e il 12.350 di Brugnami – bravissimo il nostro Vigile del Fuoco a risollevarsi sul ferro dopo una brutta ripresa – mentre, in questa occasione, viene scartato il 12.050 di Patron. È proprio qui che la Turchia piazzerà l’allungo decisivo, dopo il 40.150 alle parallele, con un eccellente 39.250 alla sbarra, proprio all’ultimo giro, diventando di fatto irraggiungibile.
Al suono della campanella, i principi azzurri stringono i denti e si chiudono a testuggine, per evitare quanto meno, il pericoloso ritorno degli spagnoli, impegnati al cavallo. Sul quadrato centrale del corpo libero, sotto gli occhi del Presidente Andrea Facci, il quintetto FGI chiude con carattere e con il miglior parziale: 40.500 punti. Entrano nel totale il 13.900 di Vannucchi – capofila di specialità nella final eight di mercoledì – il 13.750 di Brunello – terzo nella graduatoria provvisoria e finalmente tra gli otto che si giocheranno la medaglia – e il 12.850 di Patron; viene scartato il 12.400 di Brugnami che cade purtroppo su una delle sue diagonali acrobatiche.
La somma porta l’Italia ad appena 1.400 punti dalla Turchia, che si conferma campione come ad Orano. Gli azzurri gli sono di nuovo secondi come accadde a Nicola Bartolini, Lorenzo Minh Casali, Lay Giannini, Marco Lodadio e lo stesso Levantesi, quattro anni fa in Algeria. La piazza d’onore, tra l’altro sotto la formazione ufficiale della Federazione di Istanbul, la stessa che era agli Europei di Zagabria, non può che suonare come una vittoria, soprattutto della rosa italiana, dimostratasi lunga ed affidabile.
«Siamo molto contenti di questa medaglia d’argento nel concorso a squadre – ha dichiarato Vannucchi a Casa Italia, durante i festeggiamenti e dopo il medal moment, parlando anche a nome dei compagni – Rimane un po’ di rammarico per non essere riusciti a battere la Turchia, perché il distacco è stato davvero minimo, ma purtroppo qualche errore ci ha penalizzato. Siamo comunque riusciti a conquistare diverse finali, sia nel concorso generale sia nelle singole specialità, e avremo quindi altre importanti occasioni nelle gare di domani e dopodomani. Siamo davvero una squadra bellissima, un gruppo molto unito, e credo che proprio in situazioni come questa emerga tutto il lavoro che ciascuno di noi svolge quotidianamente in palestra. Il nostro è uno sport che concede pochissimo tempo per mostrare in gara tutto ciò che si costruisce giorno dopo giorno con l’allenamento, ed è anche per questo che sono davvero contento della prestazione che siamo riusciti a offrire. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno seguito e sostenuto. Come sempre, vogliamo dedicare un pensiero speciale a Lorenzo Bonicelli: Bonni questa medaglia è anche per te!»
L’argento di Taranto 2026 arricchisce ulteriormente una straordinaria tradizione dell’ItalGAM nel concorso generale a squadre ai Giochi del Mediterraneo. Con il secondo posto conquistato il 31 agosto, infatti, diventano 17 le medaglie FGI nella storia della manifestazione: 8 ori e 9 argenti, senza alcun bronzo. La Nazionale di artistica maschile italiana aveva vinto il titolo a Barcellona 1955, Napoli 1963, Tunisi 1967, Latakia 1987, Atene 1991, Languedoc-Roussillon 1993, Bari 1997 e Pescara 2009. Gli argenti erano arrivati, invece, ad Alessandria 1951, Izmir 1971, Algeri 1975, Casablanca 1983, Tunisi 2001, Almería 2005, Mersin 2013 e Orano 2022. A questi si aggiunge ora Taranto 26, che porta a nove i secondi posti complessivi. Il successo manca invece dall’edizione abruzzese dove si imposero Alberto Busnari, Andrea Cingolani, Matteo Morandi, Paolo Ottavi ed Enrico Pozzo.
Domani si ricomincia con le prove individuali e in particolare si parte con i concorsi generali all around. Al mattino tocca alle donne, dalle 10.30 alle 13.00, con, qualificate, Sofia Tonelli e Artemisia Iorfino, poi dalle 17.00 alle 19.58 sarà la volta degli uomini, con Brunello che alla fine ha concluso al settimo posto con il personale sui sei attrezzi di 77.050, e il vigile del Fuoco di Ascoli Piceno, Brugnami nono sui 18 ammessi e bravo con il suo 76.700 a farsi preferire a Patron, decimo a quota 76.550, ma terzo degli italiani e dunque out per la regola dei due passaporti.
CLASSIFICA FINALE ALL AROUND MASCHILE A SQUADRE
ALBO D’ORO STORICO FGI AI GIOCHI DEL MEDITERRANEO (aggiornato al 31.08.2026)
QUALIFICHE ALL AROUND INDIVIDUALE
QUALIFICA CAVALLO CON MANIGLIE
