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Un caro saluto agli ascoltatori di Radio Radicale a cui per la rubrica Albania italiano fa una, portiamo un’altra realtà Italo albanese o il piacere a farvi sapere che, ospite del nostro programma oggi e Carmine Longo, grazie di aver accettato questa intervista.
Io ringrazio voi per avermi invitato a questa intervista, io mi chiamo Carmine Longo, Carmine Longo, sono ah, allora Carmine, prima di essere auto presentato, io vorrei parlare di ascoltatori della comunità arboree Etna, minoranza storica in Italia, quale ha conservato per più di cinque secoli la lingua, le tradizioni, costumi i vestiti ma per di più,
Ha conservato anche la cucina Arbore di cui lei è esperta, se non sbaglio, è così.
Sì, è così.
Io, da oltre 45 46 anni che ho fatto delle ricerche storiche, appunto, dalla cucina arbëreshë e non ha messo in atto aprendo un ristorante tipico nel mio paese che si chiama firmo, che si trova a in provincia di Cosenza, Calabria, Italia, beh, io, dopo varie varie ricerche che ho fatto tra gli anziani, perché la cosa migliore era proprio quella di interpellare gli anziani perché se non ci fossero loro non c’è, non c’è, non ci sarebbe la scheda di adesione, sono scordarsi di loro, sarebbe sbagliato. Certo, il, il mio Paese è un Paese che ha conservato gli usi, costumi, lingua e tuttora si parla l’albanese, vero e proprio
è una lingua antica, specialmente italiani, certo certo certo è stato italianizzato, però noi conserviamo la vecchia lingua giusto e una volta, una volta che ci fu l’invasione della Turchia in Albania, i profughi che sono venuti qui in Calabria si sono sparsi un pochettino per tutta Italia ma la maggior parte è essersi stabilizzata nel Sud Italia, Calabria, Sicilia, infatti ci sono un sacco di Paesi anche in Sicilia, come qui in Calabria, anche nelle Marche ci sono ci sono dappertutto,
Abitare a Roma, Napoli, giusto fa, vicino a Roma, è una comunità che ha potuto, c’è una piccola comunità, c’è una piccola comunità, io io inizialmente, prima di aprire questo ristorante parlavo sempre con un prete che prima era firmo, che lui veniva anche quando c’era il bar il regime in Albania che non facevano entrare nessuno questo veniva in Albania,
Ed era un poeta in Albania l’anno l’anno denominato Varese ai Wilco, il vento, il vento del lupo, e lui ha scritto anche un sacco di poesie, che noi abbiamo raccolto pure tutte quante su un libro che sono state pure pubblicate io attraverso lui sono stato spinto appunto che è qui quando stavo aprendo questo ristorante dovevo fare un ristorante tipico del nostro Paese e non fanno un ristorante e comunque con qualunque quindi attraverso
Cucina l’idea era conservare Berti, ma per l’idea l’input l’input me l’ha dato lui è più altri miei amici, tra cui un altro mio cugino, che si chiamava Antonio frega, che è deceduto, e un altro professore che si chiamava Pietro un Varcasia loro mi hanno detto se stai aprendo questo litorale questo ristorante e farlo sulla nostra caratteristica cioè sulla sulla nostra cucina en deca e quindi io ho iniziato questo percorso.
Ho iniziato questo percorso, ho fatto un ho girato un pochettino tutta l’Italia, rappresentando questa nostra cucina e di cui noi abbiamo due dei due primi tradizionali, uno che si chiama promessa, e l’altro che si chiama striglia sono due piatti tradizionali, propria antichissimi del nostro della nostra cucina arbëreshë
Ma questi piatti, oltre a rappresentare la nostra cucina, rappresentano oppure tutto quando la la parte storica, perché erano dei piatti ah che facevano nei nei nostri Paesi la povera gente, perché erano tutti quanti i Paesi che erano dedicati all’agricoltura, quindi quando si ritiravano casa nelle persone che avevano lavorato tutto il giorno, cosa dovevano mangiare perché i cibi poi anche a loro non è che ce n’erano tanti, ma un pugno di farina, qualche pomodoro, un po’di olio nelle nostre famiglie bene o male ce lo avevano tutti quanti, quindi in questi due piatti erano questi piatti storici ladro, come sa, non è altro che un primo fatto si prepara in cinque minuti sia il sugo e sia Nava. Preparazione proprio della pasta, e questo era chiamato anticamente il piatto dei poveri
Che tradizionalmente si faceva quasi giornaliero nel nostro paese e nei paesi arbëreshë che abbiamo parlato, un ristorante è diventato di successo, appunto per questa diciamo che questo è il mio ristorante è diventato è diventato con con grande successo. Io ho fatto cinque volte Uno mattina, ho fatto linea Verde, ho fatto, saranno variabile, abbiamo fatto la prova del cuoco, io ho collaborato alla stesura di un libro che si chiama per quando riguarda tutta la cucina arbëreshë, che si chiama rituali e misteri della della della cucina arbëreshë, dove ci sono tutte quante le ricette storiche e antiche che si sono fatte sempre in questi paesi è iniziando da questi principi che ho detto, ci sono dei secondi, ci sono anche dei dolci tipici che noi abbiamo
Io ho fatto una grande carriera, la grande catena perché noi abbiamo avuto una una e questo è il mio ristorante è nato a livello familiare.
Mio portone è stata quella che questa pratica diciamo di business a livello familiare, non è una cosa particolare, sperano però questa cosa, questa cosa nostra è stata una cosa familiare che ce la siamo proprio sentiti, cioè praticamente io avevo la buonanima di mia madre che lei è stato il pilastro il fulcro di questo ristorante.
E per di più, poi, sono stato io il mio fratello mia sorella e la mia ex moglie, che abbiamo collaborato sempre assieme, sempre con la stessa tenacia, sempre con la stessa continuità, quindi questo ristorante è andato avanti, appunto.
Questo io non ho mai fatto propaganda attraverso i media, attraverso i giornali, la migliore propaganda che serve.
Scusa senta, mi un po’, non serve propaganda, ma serve, ma ogni business ha bisogno di marketing, intanto dobbiamo sapere ai nostri statori perché mai noi ci siamo venuti da voi, poiché alcuni giorni prima a firmo in Calabria è stata una festa di cucina.
E c’era la cucina di casa, dunque di Di Firmo questa certamente non proprio una festa di cucire
Fammi raccontare non è stata proprio una festa della cucina.
Allora e hanno fatto per la prima volta una manifestazione Agri, firmo e praticamente hanno fatto degli stand, hanno fatto degli stand, facendo valere i prodotti tipici che si si preparano nel nostro Paese e per di più e per di più dovevano rappresentare pure a questa cucina arbëreshë io fui invitato in questo in questo convegno qui però le spiego il motivo perché non ho partecipato.
Io non ho partecipato.
Perché lo scempio?
Un’associazione che si appunto a diamo un studi e ricerche della della delle tradizioni italo albanese, dove noi abbiamo presentato un grande progetto con l’Erasmus per il cibo e per gli impianti tradizionali, le nostre, e mi è stato pure finanziato e quindi avranno molto ci metteremo a livello europeo e andremmo purtroppo l’Albania è un Paese terzo quindi è una cosa che io farò andrò anche in Albania.
E a andrò a rappresentare questa nostra cucina per far vedere che, nonostante non siamo neanche tanto distanti a livello di chilometraggio beh, voglio che debbano vedere che noi ancora qui abbiamo conservato a questa tradizione, perché io ho girato anche in Albania, sono stato pure in Albania, dove non si fa questo Paese, no, perché mai, se se n’è andato al nord dell’Albania, io sono stato al nord dell’Albania e certi certi paesini vicino Skoder è quella parte lì
Ho trovato proprio questi cibi che noi stiamo, non lo io non li ho inventati io questi primi piatti io li ho riproposti perché, come spiegavo poc’anzi, ho fatto questo ricerche proprio per far vedere la la tradizione antica e come lo abbiamo noi conservato lì. Ritornando alla questione dell’Agri, firmo io mi sono messo da parte perché volevo fare questo tipo di discorso mentre
L’amministrazione aveva già presentato un progetto e aveva invitato altri il ristorante. Ma se noi dobbiamo fare un convegno riguardante la nostra cucina arbëreshë, non può venire uno di un altro Paese e centri ci debba venire a raccontare a noi uno di un altro Paese, la cucina arbëreshë, e noi cosa ci stiamo a fare?
Io, dopo di 46 anni, mi sono sentito oppure un pochettino mortificato vedendo una cosa del genere, perché ho fatto tanti studi, gli ho rappresentato questa cucina in tutt’Italia e ovunque ho avuto sempre grandi successi, adesso non potevo permettere che venisse uno di un altro Paese nulla togliere che,
Miss Prandelli non riguarda le persone. Di quale Paese sarebbe questo? Questo è un paese limitrofo al nostro, che si chiama Altomonte, è venuto un grande chef di Altomonte e ha sottomesso il nostro piatto durò. Un sta chiamando l’US che Culiacán, come se questa Schicchi oliata loro lo fanno in un modo noi non fa la nostra rosa, non è né il cuscus e ne ha altri tipi di, ma è una pasta caratteristica che si passò
Ed esclusivamente in questi paesi arbëreshë e in Albania. Quindi non mi possono venire a infangare le mie ricerche venendo a raccontare delle barzellette e né io voglio fare polemica al riguardo di questo, perché ogni Paese, ogni città, ha la alle proprie tradizioni e la propria lingua.
I propri costumi e la propria cucina. Io Miss Capello. Davanti a queste altre persone che vogliono rappresentare i loro prodotti, che vogliono rappresentare la loro cucina, indagine ci mancherebbe altro, però non potevo permettere nel mio Paese far venire le persone che non parlano nella lingua albanese, non sanno nulla della nostra storia, far rappresentare i miei piatti, che era una cosa grave, quindi io mi sono messo da parte
E quindi la gente ha fatto, come me, che ho letto da Carlo Longo, non sarebbe più razionale permettere loro fare il nostro, il loro piatto per fare anche il piatto tradizionale di casa dell’azienda ci mancherebbe altro
Allora sarebbe in primis sarebbe la cosa giusta, poiché la gente è quella che fa valutare Daccò le cose, certamente certamente, ma la cosa più bella sarebbe stato proprio questo,
Però non si può chiamare una manifestazione locale del nostro Paese di origine arbëreshë e venire a persone che hanno tutto un altro tipo di cultura e un altro tipo di tradizione e un altro tipo di cucina venire a parlare della nostra cucina, noi dobbiamo difendere i nostri diritti, dobbiamo difendere la nostra cucina e io personalmente non permetto a nessuno che venga a raccontare delle barzellette al riguardo alla della mia cucina perché io c’ho lavorato tanto tempo tanti anni e ci tengo quando vuole venire qualcuno è vuole venirci a dire va be’diciamo quando vengo la prossima volta a firma, poiché sono ostacola firmo io, ma io so che lei è già venuta fuori dei gusti.
E già impegnati,
Ma io sono a completa disposizione io al riguardo delle mie ricette e li ho pubblicati su questo libro che vi ho detto, ho collaborato a fa questa questo libro che si chiama nuovamente ve lo ripeto è un libro dove abbiamo preso tutte le ricette di questi paesi qui,
E l’abbiamo pubblicati, abbiamo fatto vedere anche la sequenza di come si preparano, quindi non sono geloso, non sono geloso questo, anzi, quando più persone lo fanno questo, questo tipo tanto per me
Cosa che mi fa, onore caro Carlo Longo, chi ha invitato questo grande, sete il Comune che l’ha fatto, la cosa occorre è certamente gli organizzatori comunale, io non so, non so io, come io personalmente non l’ho invitato, io a me prima in primis avevano dato l’incarico di di fare questa dunque questo tipo di manifestazione poi sono venuto a sapere o verso la fine che purtroppo avevano dato l’incarico oppure ad altre persone, a quel punto io ho detto guardate, io non voglio andare a fare le questioni con nessuno, perché non è nel mio
Io non solo ho fatto e nessuno invidioso delle altre,
Tre cose, però ognuno deve fare la propria parte, ognuno deve, deve conservare e deve far vedere improprie le le proprie cose che noi produciamo effettivamente nel nostro Paese, io non posso andare a dire che il pane l’abbiamo fatto, noi afferma il pane si fa ovunque, poi ci sono quelli che lo fanno meglio ci sono quelli che lo fanno, peggio però questi piatti tradizionali purtroppo sono fatti solo in questi paesi arbëreshë che poi ce lo vogliono copiare, vogliono fare delle fotocopie malva originalità. Resta nostra
Io quello
L’unica persona perché voglio difendere queste cure Longo, signor Longo, dare ascolto anche agli altri, fammi capire i nostri ascoltatori, il vostro ristorante è sempre dinamico, c’è di più, chi passa diciamo a firmo, è tornata al lavoro, noi non facciamo né ferie né niente, siamo chiusi solo il lunedì perché purtroppo per legge dobbiamo avere nella giornata di chiusura e quindi stiamo chiusi sono il lunedì,
E poi siamo al Papa da da in Calabria, da Firmo, bisogna fermare sovrana, ammalare, capricciosa que, fermarsi a capricciosa chi è capriccioso larga per mare o per forza e degustare questi piatti che son piatti tradizionali e storici secolari come la lingua Arbore.
Come sono le tradizioni, questa comunità ha saputo conservare tutte le cose, sono un valore aggiunto agli altri italiani, poiché sono tutti, diciamo, qualità italiani, loro integrati, perfettamente, però hanno un valore aggiunto, sono anche Arbore e quando dice che siamo Harvest dicci che parliamo ancora la lingua albanese antica italianità orgogliosi di quello abbiamo giustamente abbiamo i nostri costumi, abbiamo i nostri vestiti, abbiamo le nostre canzoni, c’è anche un grande Khan cantautore firmo,
Che De Bartolo che una voce conosciuta per Radio Radicale, dunque per capire garantisce un grandissimo amico mio, e noi abbiamo suonato anche assieme perché io ho fatto parte anche di un gruppo musicale denominato il Mediterraneo, dove abbiamo suonato svariati anni assieme a Sandrino De parto,
Mi fa piacere però Santino, non sa cucinare come te no, anche Rosa Teruzzi intende da cucina, però non sa cucinare come te.
E difatti, quando viene al primo, lei viene a degustare da me.
La prossima volta, quando vengo anche io vengo a degustare da te.
Così che è molto piacere, io è un onore, è nostro dovere avere personaggi come lei che si dedica tuttora, a queste tradizioni e questa cultura e a questa divulgazione della della nostra compassione, e l’ho fatto da da vent’anni lo sto facendo compassione, poiché secondo me noi condizionandolo 46 tante,
Scusate, io sono 46 anni che porto avanti questa storia, 46 anni, una bella, una bella lunga storia di tradizione albanese, italianizzata, ma nella cucina avete italianizzato un po’meno.
Allora la nostra cucina, quando viene un cliente da noi, la prima cosa che noi cerchiamo di di fargli assaggiare sono questi piatti tradizionali nostri e ed è difficile che la gente dica no che non li vogliono assaggiare, però abbiamo anche piatti della cucina italiana perché uno viene addirittura facciamo anche la pizza perché se ritiene uno che che volete gustare la pizza a degustare la pizza,
Uno che vuole fare la ristorazione, io in primis cerco di di dirottarlo su la nostra cucina, poi se uno vuole mangiare altre cose e noi abbiamo meno un vago dove la gente può scegliere quello che vuole, perché se, anche se viene qualcuno che non non non costa per esempio le pietanze,
La composizione dei piatti che noi andiamo a proporre gli ingredienti e non è che le possiamo dare la forza, quindi uno fa una scelta. Oltretutto io spiego al cliente, man mano che loro sono al tavolo, che aspettano gli faccio, vedere la sequenza di come lo prepariamo e di come lo cuciniamo, perché io al centro del del della sala metto, sembra una persona, una donna che gli faccio vedere perché noi glieli facciamo un momento perché questi piatti che noi ne abbiamo parlato della droga, della striglia non sono piatti che si possono preparare prima, non hanno né per le cotture né niente sono piatti che si fanno al momento è appunto vi ho spiegato poc’anzi che questi erano dei piatti che quando si ritiravano dalla campagna stanchi per prepararli non ci voleva nulla. Pochissimo tempo è pochissimo tempo, anche nella cottura, quindi noi proponiamo questi piatti, allora noi che poi ne poi sono andata a fare colpite. Sono andate a fare parte anche della della dieta mediterranea, perché tutti questi ingredienti fanno parte della dieta mediterranea, che adesso la dieta mediterranea. Lei mi insegna che è una lettera, una delle aziende più importanti che che si stanno si stanno portando avanti al riguardo sia dalla sua, poiché ho anche io l’esperienza, sono stato direttore di un istituto culinario in Albania, e ciò anche io l’esperienza dovuta, comunque vi suggerisco di fare una diciamo un po’naïf, un evento come quella cucina lì,
E io ti ringrazio di mantenere questo io esco io adesso e adesso ve lo dico in diretta da questo momento sarei molto onorato se riuscissimo a concordare con lei e fare un dà una dimostrazione per direttamente in Albania. Io mi porto dietro di me tutto quando le persone che ci lavorano, tutti gli ingredienti,
Non sarebbe più facile sfogare queste piacerebbe più giusto per riderne noi da voi è dedicare di certo quando, Fabio onore altro io son autore e moderatore di una trasmissione televisiva titolata tutte le strade portano a Roma e di amplessi, son sempre state parte di questa trasmissione organizziamoci della cosa intanto ti ringrazio per questa intervista.
Le figure a diciamo alla cucina Arbore, facciamo gli auguri di sopravvivere per sempre, poiché mantengono sempre un valore ai guai, se non fosse così e guai se non fosse così giustamente condivido anch’io l’idea, grazie ancora.
Grazie a lei, da Tirana per Radio Radicale, Arthur Nora.
