Foto: MMC RTV SLO/Foto: Shutterstock

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    Dal primo luglio scorso, quando l’Unione europea ha introdotto un dazio forfettario di tre euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro, le importazioni di piccoli pacchi, soprattutto dalla Cina, sono diminuite del 30-40 percento.
    Negli anni, i cittadini europei ordinavano in massa piccoli pacchi dalla Cina. Prodotti come vestiti, accessori, dispositivi elettronici e oggetti di uso quotidiano arrivavano direttamente a casa, spesso pagando solo pochi euro.
    L’Unione Europea ha deciso di limitare questo fenomeno, quindi a luglio ha introdotto un dazio obbligatorio sull’importazione di pacchi di valore medio-basso, o il pagamento di tre euro per ogni singola categoria di prodotti importati, confezioni che prima erano esentate da tariffe doganali. Come riporta il portale Euronews, l’effetto è già visibile. Secondo i dati pubblicati questa settimana dal ministero dell’Economia francese, si assiste a un vero e proprio crollo delle consegne. Da giugno a luglio le vendite sulle varie piattaforme hanno registrato cali fino al 50 percento; alcune sono riuscite a limitare i danni con flessioni contenute al 15 percento. Nel 2025 erano stati importati nell’Unione europea 5,9 miliardi di pacchi di piccolo valore, più di 16 milioni al giorno. Bruxelles aveva avvertito del vantaggio dei venditori cinesi rispetto a quelli europei, oltre a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza. Secondo una ricerca condotta nell’UE nel 2025, più del 60% dei prodotti di piccolo valore non rispettava i requisiti o gli standard di sicurezza europei. La novità dei dazi introdotta il primo luglio vuole garantire parità di condizioni da un lato, e dotare le autorità doganali degli strumenti necessari per affrontare, controllare ed eventualmente rimuovere dal mercato i prodotti pericolosi.

    Delio Dessardo

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