La devozione grata per la figura del Beato Papa Giovanni Paolo I è viva anche in terra romena. L’agenzia missionaria vaticana Fides riferisce come intorno alla figura del Papa nato a Canale d’Agordo si riannodino antiche prossimità e si intreccino nuove amicizie feconde di iniziative sorprendenti. Lo testimonia anche la messa solenne celebrata a Bucarest, nella chiesa del Santo Redentore. Quella che tutti conoscono come la “chiesa italiana”, costruita tra il 1915 e il 1916 per la cura pastorale della comunità sempre più folta di migranti che in quegli anni da molte regioni della Penisola andavano a cercare lavoro in terra romena. La liturgia solenne, celebrata in memoria di un Papa anche lui figlio di migranti, è stata presieduta dall’arcivescovo Giampiero Gloder, Nunzio apostolico in Romania. E ha avuto come concelebranti Aurel Perca, arcivescovo metropolita di Bucarest, l’arcivescovo emerito Ioan Robu e i sacerdoti della parrocchia. Alla celebrazione hanno preso parte cattolici romeni e italiani, condividendo per la prima volta la partecipazione a una liturgia solenne. Si tratta di un’inziativa organizzata nel quadro delle iniziative dell’Associazione Papa Luciani” presieduta da Cristina Grigore che diffonde in Romania l’insegnamento e l’esempio di santità del beato Giovanni Paolo I. Alla messa hanno preso parte anche Lina Petri, nipote di Papa Luciani, e l’ambasciatrice d’Italia in Romania, Laura Aghilarre.

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    In occasione della Messa, una reliquia “ex indumentis” e un’immagine di Papa Luciani sono state portate alla “chiesa italiana” di Bucarest da una delegazione venuta da Roma, guidata da Stefania Falasca, vicepresidente della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I e postulatrice della causa di canonizzazione del Pontefice beatificato da Papa Francesco il 4 settembre 2022. Nella sua omelia, pronunciata in romeno, l’arcivescovo Gloder, nativo di Asiago, ha potuto attingere ai ricordi personali che lo legano a Papa Luciani. Cominciando dal giorno della sua elezione pontificia a cui lui assistette da giovane seminarista in Piazza San Pietro. Il nunzio apostolico ricorda “la grande gioia che provammo nel vedere un figlio della nostra Terra veneta eletto Successore dell’Apostolo Pietro con il nome di Giovanni Paolo I”. Gloder ha fatto riferimento all’amicizia che legava Luciani a Gerolamo Bortignon, il vescovo da cui lo stesso nunzio ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. E che in precedenza, come Vescovo di Belluno, aveva dato incarichi di responsabilità al giovane Albino, apprezzando le sue “doti e capacità umane”, fino a nominarlo pro-Vicario generale. L’arcivescovo Gloder ha evidenziato la spiritualità e l’attualità di Papa Luciani attingendo alle omelie, alle catechesi e agli Angelus del suo breve pontificato. Prendendo le mosse dalle parole a braccio che il Pontefice appena eletto aveva rivolto alle comunità delle diocesi dove si era formato e aveva esercitato il magistero prima di diventare Papa.

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