La casa di Cerano Intelvi di proprietà di Franco Bernardo è stata messa sotto sequestro confermativo dal giudice civile di Como. Il provvedimento, disposto in accoglimento della richiesta dei familiari, seguiti dall’avvocato Antonio Lamarucciola, si lega al processo per omicidio in corso a Soroca, in Modavia, dove il comasco di 62 anni era stato ucciso la notte del 1° giugno 2023.
A processo c’è la compagna dell’uomo, Svetlana Botas, 37 anni, ma anche in Italia, a Como, è aperto un fascicolo per omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dal legame parentale. In virtù di questi due procedimenti penali aperti e in attesa del loro esito, è stato disposto il sequestro per prevenire eventuali vendite dell’immobile a che andrebbero a discapito dei familiari.
La morte di Bernardo era partita come omicidio colposo, in base a quanto riferito dall’imputata, che aveva parlato di una brusca manovra rianimatoria nel tentativo di soccorrere l’uomo durante un malore. Ma le richieste e la produzione documentale degli avvocati di parte civile – Eduard Digore e Antonio Lamarucciola – che rappresentano i familiari comaschi della vittima hanno stravolto il processo, che ora procede per omicidio volontario dopo aver ricondotto la morte a strangolamento: a Soroca la Botas è ora accusata di “omicidio di un membro di famiglia per interessi materiali”, ma i legali di parte hanno chiesto che tale accusa venga ulteriormente integrata, inquadrando il reato come commesso da due o più persone, in considerazione di ulteriori tracce di dna trovate sui pantaloni della vittima, riconducibili a un terzo ed ignoto soggetto. I giudici moldavi hanno quindi disposto un rinvio per decidere sull’eventuale integrazione di accusa. Pa.Pi.
