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    Un caro saluto agli ascoltatori di Radio Radicale a cui per la rubrica Albania italiano fa una, portiamo un’altra esperienza Italo albanese, ho il piacere di farvi sapere che, ospite del nostro programma oggi e il signor all’ex Bull quale ha vissuto una lunga vita in Italia e ha voluto convertire la sua esperienza in un libro grazie di aver accettato questa intervista,
    Direttore veramente una grande accoglienza, quindi non so cosa dire veramente riesce a fare questa procedura, c’è l’exploit in tedesca, segue sia anche con il programma.
    E tutte le strade portano a Roma e.
    Te o te sei, uno che hai scelto e ho fatto la Roma, ma intanto fammi capire perché mai Kiev, chi è venuto, l’idea di scrivere la tua esperienza in un libro
    Allora l’idea mi è venuta sia perché il fatto che ho fatto cinquant’anni e di lasciare qualcosa è proprio.
    E di lasciare qualcosa ai miei figli,
    Ma anche perché il pacchetto di Dio da un articolo che avete scritto per Albania News
    Che poi è stato riportato anche da altri giornali e dove, dove dicevo, guarda noi la cosa più brutta che può succedere un paese e dimenticare la sua storia, cioè di non avere memoria del passato.
    E quindi c’è questo è stato un po’per me, gli anni 90 sono stati quelli dove io ho vissuto il cambiamento, non solo quello esterno,
    Che che stava cambiando, dove ci accompagnava questa canzone Wind of Change, no, che sappiamo del muro di Berlino e però anche dentro di me stava cambiando.
    Tanto che per il momento io ero piccolo, avevo 14 anni, però avevo questo sogno, non lo so, perché cioè di conoscere una volta che il muro è crollato e è arrivata la democrazia.
    E soprattutto qua, e non solo quando sono partiti i primi gli albanesi, quella nave loro, ma.
    è diventato
    Questo questa curiosità.
    Con un martello o no che ti piomba in testa con l’arrivo degli italiani a casa mia, infatti oggi, quando faccio intervisto la presentazione del libro in Italia, tipo guarda che prima di venire in Italia sono arrivati gli italiani a casa mia,
    C’è questa cosa qua, cioè non solo che gli sprona a loro, rimangono un po’così, però, e cioè è veramente una una vita vissuta perché è successo veramente così, cioè i primi stranieri che sono venuti a casa mia sono stati in italiano
    Che per me lei è diventato italiano, oramai un sinistro Aviano.
    E cioè per me è stato un mondo tedesco una lingua diversa, ho detto cioè da lì, poi è partito, tutto ho detto, va beh, devo conoscere, non era il mio limite di conoscenza degli amici del quartiere del paese dove vivevo Ascolese ma dovevamo allargare un po’il cerchio perché prima conoscevo solo fino a Tirana perché venivano un circo e c’è ancora chi era molto conosciuto come palazzo,
    Di cultura dell’Udc, la chiesa e tutto il mondo, era dubbio il mio piccolo mondo ed ha vinto il palazzo di che purtroppo oggi non c’è un palazzo di cultura c’è la chiesa e va bene, perché anch’io sono piuttosto oneroso una cosa giusta, poiché prima una chiesa poi, con l’arrivo della dittatura comunista, è diventato un centro culturale comunista o non sento come quando è generica, poiché sostiene che sarebbe meglio. Poi si è ricordato al suo A destra ad Alghero, la gente va a pregare, va a fare il, i diritti dovuti li oramai no,
    Sì, sì, ma per noi era anche un momento di di di Estado, di perché non solo e che c’è il tennis cinema, circo e le gioie più grandi strade venivano di però è però io abitavo proprio vicino a casa vicino al palazzo e anche gli artisti e venivano lì a bere l’acqua.
    Ah, non so a prendere un po’di uva un po’di Ziggy qualcosa che avevamo in casa e quindi c’era sempre questo rapporto tra palazzo, è casa mia, che poi è diventato tra chiesa e casa casa, chissà, come dicono in Italia e e quindi ho mantenuto non solo io, ma tutta la famiglia fosse un rapporto complesso luogo, infatti qua si parla tanto di questo luogo che poi, una volta arrivato il missionario, io
    E ho sognato Italia, dunque non è titolato il tuo tuo racconto della vita,
    Bello bello
    Prodi, il colloquio e ho detto
    Oramai cosa Verano
    Il sogno è partito proprio da questo luogo, da e poi un altro, un altro ispiratore, sì, è un ponte che è stato scritto da un posto di corti.
    Guardando al futuro, perché non è che serva solo dai curdi, ma è proprio di cercare di fare un fondo con una situazione che lo abbiamo chiamato ponte genuinità a Legnano e ma parte proprio da questo, da questo legame forte che è nato tra Italia e Albania proprio in questo Paese e per noi l’arrivo dei missionari è stato proprio quella goccia di acqua
    Oh fresca, quindi aiutato molto de, ma non solo agli del suo percorso da Jean Nicot, San Nicolas, possiamo tradurre così ah ah, quale provincia di Milano, se oramai?
    Ad esito della provincia di Milano e la città si chiama a Legnano, Legnano dunque d’alta moda a Legnano, a Legnano c’è una chiesa vicino a casa o no?
    E c’è la chiesa di San Magno, è una una città distrutta.
    Uno dei latitanti, e ormai sono vent’anni che sono lì, ma oltretutto poi c’è anche la messa in albanese, una volta al mese con un missionario e anzi viene anche un frate da Tirana e padre prendisole assai bello, faccio i complimenti alla Chiesa cattolica, allora è bene mantenere le preghiere in lingua della madre in lingua peones mobile
    Ma le tue figlie tuoi, figli parlano albanese o meno,
    Sì, si parla oltre ogni anno, il loro tengono qua, stanno con la nonna pago, aiutano la nonna perché c’ha un negozio a Riina che decidono a gioco.
    E si trovano bene, anzi perché ormai sono nate la però anche qua si trovano bene, ma quello che cerco di trasmettere io cioè di non vedere un po’, diciamo i continui come qualcuno sia qua che la cerca di mettere perché non l’ho mai i continui sono spesso nella nostra testa c’è proprio ideologici perché uno stipendio adeguato,
    Però l’essere umano non dovrebbero avere confini come pegno sinora anche dove dove potrà stare meglio. Giustamente, questo è un diritto sacrosanto di fondo a me, ma grazie a Dio, grazie a Dio, anche le questioni che ho incontrato e quelle del volontariato, quel mondo lì che che mia cioè mi ha chiesto io diciamo sia quelli che sono venuti in Italia sia quello che ho incontrato nel partendo dalla Comunità di Sant’Egidio che è molto conosciuta giusto e per me sono state quelle persone che mi hanno proprio spronato, io ho vissuto veramente una primavera di cioè di cambiamento, sempre perché
    C’è chi è una una persona che non dicono cose che non è tuo amico, che danno il tuo fratello, però il tuo parente, che che li faceva giocare li in quel palazzo che io prima giocavo con i miei amici,
    Loro senza coinvolgere il, ci facevano giocare anche con un semplice Sacco, la corsa dei sacchi e alla fine ci davano una caramella, ma per noi era, come dire, una cosa che nessuno aveva chi si curava di poi a 14 anni che si può, naturalmente non è che tutto il tuo percorso italo albanese è andato liscio per integrarsi per per essere quello che sei sicuramente è dovuto anche soffrire, ha dovuto essere stanco no, ci racconti nel tuo libro. Anche in questi momenti difficili, oltre a bei momenti,
    Se allora, in momenti di crisi, sono stati la prima volta quando sono uscito dall’istituto religioso, sinceramente mi sentivo come un pesce fuor d’acqua, come dicono, perché non avevo ancora anzi giusti per entrare nel mondo del lavoro, sono entrato a fare l’aiuto fornaio lì nella zona di di Roma che si chiama Grottaferrata ai Castelli Romani più su c’è la la residenza dei papi anche di papà dopo nel cor cuore di Roma, dunque, si si si è anche un posto bellissimo,
    Però il lavoro era duro perché io ho lavorato ancora con la lira, prendevo 50.000 lire, a notte tutta la notte dormivo di giorno, dormivo poco un modo di dire perché non si riesce a dormire, è vero, non pagavo niente, perché stavo ancora d’istituto, però dopo con il cambio dell’euro e hanno 25 euro
    E lì era la, dunque, la fregatura per vedere.
    Non aveva il valore della non non racconti, questa storia di albanesi che vogliono a tutti i costi diventare membri dell’Unione europea, una cosa facile,
    Sarà, ma secondo me io sono dell’idea di partire con un referendum, se veramente come un treno no, non fare proprio e poi l’Inghilterra che l’ha fatto e dopo 4 riprende un pellucida, cioè è la democrazia, deve prevalere su tutto su tutte le ideologie.
    E questo ci deve essere, secondo me, sarebbe bene che fa parte anche un referendum di raccogliere le firme che vogliono entrare in Europa, non solo così per sentito dire che il 95% per entrare in Europa va bene per noi che siamo all’estero anche se ho la doppia cittadinanza, però per chi vive qua già i prezzi sono alti e e se non hai una volta dipende anche dal coro non è più quello di
    Pongo appunto è cara, è cara per noi che siamo tra virgolette turisti figurati per chi vive qua giusto
    Siete voi che avete alzato il prezzo e perché noi dobbiamo sopportare
    In relazione ai fatti, di raccontare un altro elemento importante del tuo libro, dunque chi ci ascolta Bach, dopo a trovare a leggere tutta la tua storia, che sicuramente sarà la storia di tanti e tanti altri albanesi?
    Allora il gruppo e l’altro eravamo a 30 40 studenti che uniamo poi lì a fianco.
    C’era chi andava che dipendeva anche dalla montagna e poi da lì siamo siamo andati, avevo fatto quattro anni di poi escutere i titani dei gesuiti e sono stati veramente dei momenti all’inizio difficili anche lì perché là c’è il palazzo era anche senza finestre e il padre grigia moto dei primi che arrivato lì ha fatto tanto non solo dopo i cinque gol ma anche per tutta la zona intorno e infatti lo chiamavano più che il prezzo e lo chiamavano ingegnere perché si è molto indaffarate in questo,
    E a lui anche il merito della della formazione della Verdi riusciva a coinvolgere i giovani con una semplice chitarra a partecipare anche nel lavoro, perché dice il lavoro educa,
    Ma è l’idea del dipinto tornare tuoi, sognato Italia è stato da un altro missionario.
    Che lo conoscono, penso tutti, perché è stato anche spesso oggetto di cronaca nazionale albanese e don Antonio Sata di Denise sì, sì, sì, l’ho sentito dire anche lui e lui è stato anche l’ispiratore di Altin Prenga che ha fatto da mesi stavano per esempio per portare un altro elemento ebbe un’altra uniti, lui diciamo che un sito turistico molto noto per i tanti italiani
    C’è anche una storia. A luglio è stato premiato dal dalla Presidenza della Repubblica italiana come calcolo eucariotico allegra
    Anche io e lo stima molto e poi ogni tanto c’erano cani, se voi depositare qualcosa è presenta anche un tiranno, ah, sì, sì, sì, ok due passi dal centro e se ah okay allora vado quelle figlie a a vederlo a trovarlo, magari lo trovo lui proprio quel cibo sì, sì che io ce l’ho ospitalità su ali, probabilmente anche lui sta lì e io, ogni volta che ho mandato l’ho trovato l’ho trovato bene, infatti gli faccio tanti complimenti e pubblicità per quello che può, ma tutta l’Albania penso che l’Albania è molto pubblicizzata anche dagli stessi immigrati,
    Diaspora e questo è importante perché bisogna molto importante per l’Albania, la metà nostra è fuori dello Stato, dunque voi siete un mezzo, milioni di di albanesi, di forse di più.
    Sì, sì, e in Italia si è allora il titolo è nato proprio da questo qua che lui venendo in Albania e anche da lui ho scritto il libro, ma ci raccontava proprio quando, perché è stato un po’di tempo asciutto per cinque ore, è stato anche un punto di accoglienza per tanti Miss laghi da quelli di melò e Rachel i padri barnabiti padri vincenziani dietro c’è,
    E questo quadro Antonio Zara e lui diceva ti ho sognato Albania e per me c’è questa fotocopia colpite, oramai l’Albania è diventata interessante, oramai c’è un certo orgoglio italiano verso l’Albania, non più quell’esodo albanese verso l’Italia e io io io l’ho letto quella chiave di lettura dico ma io ho sognato Albania perché cosa abbiamo cioè io da ragazzo cosa abbiamo noi, perché noi abbiamo tante cose che gli italiani purtroppo,
    Dopo li hanno persi no, non adesso, ma dico di Palo di 30 anni in paese giusto eravamo cioè noi debba andammo ancora facci, capire la casa editrice del tuo libro, poiché è importante la casa editrice, si chiama la memoria del mondo a Magenta, il libro si trova anche su Amazon e è proprio anche se come casa editrice proprio è proprio azzeccata perché ho cercato proprio di portare in Albania l’hai portato il libro sì, sì, sì, sì, scende in ritardo e le librerie di Tirano o no,
    No, nelle nebbie io sto aspettando che tradurre in albanese e quindi ho già parlato con il mio amico che lui è molto presente in questo libro, perché è stato per me un fratello per 10 anni, questo viaggio Pistoia anni quelli inglesi e quindi lui ha preso passate svuotati tradurre il libro e gli sono grato ne approfitto per ringraziarlo lui già ha scritto tanti libri di poesia e soprattutto della tradotto anche in altre lingue.
    E l’ho incontrato a Scutari e quindi ad essere un processo perché è veramente molto alto,
    Bello, beh, no, intanto ti fermi a questo libro o vai oltre
    Allora è il mio, intanto il libro è anche uno stop poco bene a scopo benefico, perché vuole essere anche come un ringraziamento per la comunità che mi ha accolto e mi ha dato questa affermazione sul gol di padri rogazionisti.
    E quindi da casa che ha detto prima era un seminario e una casa di accoglienza per gli orfani e le famiglie con i ragazzi problematici si chiama a casa Carlo Acutis, e il secondo progetto è quello di fare un libro dove raccogliere tutta la memoria di quelle persone che hanno distrutto queste le 2, il cambiamento da sia il comunismo e sia da democrazia le persone sia a quelli che vivono in Italia e quelli che vivono in Albania. Queste due ci torniamo per un momento, perché
    Non ho diciamo neanche
    Tempo e fondi per andare in Grecia o in altre parti, dove dicono gli albanesi, ma anche già raccogliete la questa, questa grande ricchezza di de del popolo albanese che ha vissuto in questi periodi, per me e ho già parlato con la giornalista bar ma una giunta che lo ringrazio anche lei perché è stato veramente mi è stato vicino in questo racconto.
    Cantante scritti, li ho preparato io le bozze e tante cose, li abbiamo preparato davanti a un caffè o davanti a una pizza davanti,
    Senza il lavoro di si lavora bene, anche se giustamente ci sono dei locali albanesi e ho voluto proprio anche far capire un po’l’ambiente albanese come il lavoro degli albanesi nell’elettorato ormai è pieno, è veramente solo il nostro orgoglio, sì all’estero, ordinanze già son diventati imprenditori d’Amuri. Io, quando
    Ahi ahi alle ditte edili
    Dai aereo accoppiati al capo capo ristorante richiamano alle ideologie non gravi. Bisogna rispettare
    Ah, se ognuno rispetta io, quando scopre italiani, parlare bene di questi qua che hanno dei ristoranti, veramente sia solo per me, così io stia stili di lavoro. Ho provato Roma, Puglia, Bari,
    Bologna, gli albanesi sono bravi nel ristorazione e né nel campo edile con questi due campi che loro sono diventati, diciamo di grande successo. Poiché io ti ringrazio per questa intervista, ti faccio i miei complimenti per aver scritto convertito la tua esperienza in un libro e sicuramente chissà al secondo libro. Ci facciamo parlare ancora e facciamo in un’altra intervista.
    Con molto piacere. Ti ringrazio
    Grazie mille Ettore e grazie a tutti per cena da Tirana per Radio Radicale Arthur Nora.

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