Lorenzo non si ritira ma gioca contro l’australiano in palese condizioni di difficoltà. Un 2026 che si conferma difficile per il toscano
Giramenti di testa, energie al lumicino e un altro Slam che finisce nel modo peggiore. Il 2026 di Lorenzo Musetti si conferma maledetto nei grandi tornei: agli Us Open il toscano saluta al secondo turno, battuto in quattro set dall’australiano Dan Sweeny (3-6 6-1 6-2 6-2) dopo aver giocato per oltre metà match in condizioni fisiche precarie. Musetti è stato coraggioso e non si è ritirato, ma ha dovuto lottare contro un malessere diffuso che gli ha tolto forza e lucidità, con ancora qualche chiaro problema alla gamba. Il medical time out chiamato a metà del secondo set, mentre stava dominando, non ha cambiato la situazione. Da quel momento l’azzurro è rimasto in campo aggrappandosi a servizio, colpi da fondo e lampi di talento, mentre Sweeny continuava a spingere con costanza e pochi errori, capendo il momento. “Onestamente sono stufo di ritirarmi, sono stufo di queste cose. Quest’anno mi sembra veramente un’odissea. È uscito anche il film, sembra il mio 2026. Quindi nulla, c’è solo da accettarlo e andare avanti”. Un colpo di calore che ricorda quanto accaduto a Parigi a Sinner: “È stata una situazione secondo me simile: una volta varchi una soglia è difficile poi tornare indietro nella situazione precedente. Purtroppo portiamo spesso il nostro corpo al limite e oggi è stata una di quelle situazioni. Penso che sia stata la prima volta per me. Non credo di meritarmi tutto questo dopo la fatica che sto facendo per rientrare…”.
la sconfitta—
Ceduto il secondo set, Musetti ha provato a restare dentro una partita che avrebbe potuto diventare una maratona, trovando nel quarto parziale qualche segnale di reazione. Troppo tardi: l’australiano ha mantenuto lucidità e nervi saldi fino alla chiusura. Per Musetti resta un’eliminazione amara, l’ennesima di un 2026 sfortunatissimo negli Slam, iniziato da numero 5 del mondo e complicato dagli infortuni. Ora rischia anche di uscire dalla top 20. Serve ritrovare salute e continuità per salvare il finale di stagione.
