..E poi qualcuno sostiene che i Paesi del Mediterraneo hanno perso importanza.. Praticamente negli stessi giorni l’Algeria ha assunto un ruolo strategico fondamentale nella lunga crisi del Sahel, la Turchia è stata protagonista nella riunione della Sco (l’organizzazione per la cooperazione di Shangai), la Grecia e Israele hanno firmato un accordo militare in funzione anti turca.

    In particolare Algeri ha aiutato il Niger, insieme all’Africa Corps russo, a respingere il tentativo di colpo di stato. Poi ha proseguito il dialogo con il Mali per favorire la non facile ricomposizione dei rapporti tra il governo maliano ed i tuareg, cercando di staccare questi ultimi dell’abbraccio con i jihadisti.

    Nel frattempo, in Kirghizistan, Erdogan ha partecipato alla riunione dei Paesi della Sco che comprendono, tra gli altri, Cina, Russia, India, Iran, Bielorussia. Non proprio un’organizzazione irrilevante sulla scena mondiale. E la Turchia rappresenta, pur con il ruolo di partner di dialogo, il Paese più vicino all’Europa. Con la concreta prospettiva di entrare nell’organizzazione come membro effettivo. Per ora Erdogan ha dialogato con tutti, ritagliando ad Ankara un ruolo fondamentale nei commerci tra Oriente ed Europa. Senza dimenticare che la Turchia, membro NATO, ha siglato un’alleanza difensiva con Arabia Saudita e Pakistan. Offrendo all’Iran la possibilità di aderire.

    Accordi che non piacciono a Grecia ed Israele. Che hanno firmato un accordo militare proprio in funzione anti turca.

    Il Mediterraneo, dunque, è in fermento. Anche se, per Tajani, l’unico problema è rappresentato dell’invasione di Ceuta. Di tutto il resto non si è accorto.

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