di Gabriele Manfrin
Gli occhi si arrossano, il volto cambia. Per un istante il ragazzo alla reception della palestra frequentata dalla coppia, sembra quasi non voler riconoscere quella fotografia. Poi fa un passo indietro. “L’ho saputo un quarto d’ora fa, non c’è niente da dire”. Federico Vella e Lorena Isceri, lui carnefice e lei vittima dell’omicidio-suicidio di Barberino, li ha visti entrare da quella porta tante volte. Oggi, davanti alle loro fotografie, non riesce a trovare una parola. E forse non serve. Gli occhi lucidi raccontano già tutto quello che la voce non riesce a dire. In quella palestra tra Novoli e Rifredi, Federico e Lorena, si sarebbero addirittura conosciuti. “Venivano sempre insieme, spesso nel primo pomeriggio”, racconta un ragazzo che li incontrava di frequente, con la voce rotta dall’incredulità. “Lui tranquillo, riservato”, racconta. “Lei più espansiva, una di quelle persone solari”. Lorena frequentava i corsi, Federico si dedicava ai pesi. Poi, con il tempo, per lui la palestra era diventata una cosa seria: allenamento dopo allenamento, il fisico era cambiato.
Adesso in quella sala dove per loro c’erano esercizi, corsi, incontri e abitudini rimane soprattutto il silenzio. Quello di chi li aveva conosciuti e ora preferisce non parlare. Federico lavorava nel settore del noleggio auto, Lorena, manager di un’azienda di farmaceutica veterinaria. Due mondi diversi, due percorsi di studio e di lavoro. Lui aveva anche la fotografia tra le sue passioni, come raccontano le immagini del profilo Instagram. Lei aveva fatto della veterinaria il proprio campo professionale. Anche al bar vicino al lavoro di Federico lo riconoscono. Di vista. Quando arriva la notizia, le bocche si spalancano. Per qualche secondo sembra impossibile collegare quel nome alla notizia appena arrivata. È la stessa reazione che si incontra in palestra: lo stupore prima delle parole. E poi ci sono loro due come coppia. Ci sono le fotografie che oggi fanno ancora più male: Lorena sorride, con un vestito rosso. Federico è in camicia e cravatta. Sembrano fotografie di una vita qualsiasi, di una coppia che si prepara a uscire, a partire, a trascorrere insieme una giornata. Questa estate erano stati sulle isole greche di Koufonissi e Naxos. Lo scorso inverno a Gand nelle Fiandre, in Belgio.
C’erano state le gite al Quartino Frescobaldi, le giornate a Livorno, la Terrazza Mascagni. Piccoli pezzi di una vita raccontata attraverso le storie Instagram: il mare, una cena, un viaggio, un posto bello da fotografare. La felicità, almeno quella che appariva nelle immagini. È forse questo che oggi lascia più disorientati chi li aveva incrociati. Perché nelle fotografie non c’è nessun segnale che permetta di capire quello che sarebbe arrivato. Ci sono soltanto due persone insieme, dentro una successione di giornate normali. Le immagini restano lì. Lorena che sorride, Federico accanto a lei. I luoghi delle loro vacanze, le cene, le passeggiate. Fuori dai social, oggi, nella vita reale restano solo dolore e disperazione.
