Bologna, 4 settembre 2026 – La prima (e a questo punto pare vera) svolta di questa lunga torrida estate in Emilia Romagna ha finalmente una data: tutto mercoledì 9 settembre quando una depressione nord-atlantica potrebbe scendere verso latitudini più meridionali, erodendo il bordo settentrionale dell’anticiclone africano portando con sé piogge e temporali, anche forti, sulle Alpi, sulla Val Padana, in particolare nei settori centro-orientali, e sulla Liguria, accompagnati da un primo importante calo delle temperature.

    Numero di giorni torridi in pianura in Emilia Romagna (Grafico Arpae)

    Numero di giorni torridi in pianura in Emilia Romagna (Grafico Arpae)

    “L’ingresso di flussi atlantici perturbati – si legge infatti nel sito dell’Agenzia prevenzione ambiente energia dell’Emilia-Romagna – favorirà sul territorio regionale condizioni di tempo instabile associato a precipitazioni anche a carattere di rovescio temporalesco, in particolare a termine periodo. Temperature in tendenziale diminuzione al termine del periodo nei valori massimi, pur restando al di sopra della media climatica”. Tra giovedì 10 e venerdì 11 l’instabilità dovrebbe attenuarsi gradualmente al Nord per estendersi verso il Centro e parte del Sud. L’indebolimento dell’anticiclone favorirebbe così un ridimensionamento delle temperature su tutta la Penisola. Il passaggio dal caldo al fresco, dunque, potrebbe essere netto, ma non è ancora una certezza. “Le temperature sono infatti attese in graduale diminuzione dal 9 settembre – si legge ancora su Arpae –, ma resteranno comunque su valori superiori alla media climatologica”.

    “Da lunedì 14 a domenica 27 settembre – scrive Arpae – potranno alternarsi condizioni di alta pressione al passaggio di onde perturbate legate a correnti atlantiche in transito a sud dell’arco alpino. Ne conseguirà una fase caratterizzata da variabilità, con possibili episodi di precipitazione intervallati da periodi più soleggiati. Nel complesso, gli apporti pluviometrici dovrebbero mantenersi intorno alla norma del periodo, mentre le temperature tenderanno a restare ancora leggermente al di sopra dei valori tipici stagionali”.

    L’estate 2026 che si è appena conclusa è stata caratterizzata da temperature eccezionalmente alte. Con la fine di agosto si è conclusa l’estate con temperature simili a quelle del 2003: ben 4 infatti sono state le ondate di calore che hanno trasformato i tre mesi estivi tra i più caldi dal 1961 sia per le temperature minime sia per le massime. 

    Un capitolo a parte merita il numero delle notti tropicali, pari a 47, che rappresenta, secondo i dati dell’Agenzia prevenzione ambiente energia dell’Emilia Romagna, il secondo valore più alto della serie, uguale al 2022 e dopo il 2003, quando sono state osservate 59 notti tropicali, mentre il numero di giorni torridi, pari a 32, è il più alto della serie, con uno scarto di 5 giorni rispetto al 2012.

    Numero di notti tropicali in pianura in Emilia Romagna (Grafico Arpae)

    Numero di notti tropicali in pianura in Emilia Romagna (Grafico Arpae)

    “L’area urbana di Bologna – scrive ancora Arpae – è stata la più calda dal punto di vista delle temperature minime: la stazione Arpae, posizionata in piazza 8 Agosto, ha rilevato 81 notti tropicali, di cui 24 notti con temperatura minima superiore a 25 °C. Per quanto riguarda le temperature massime, qui sono stati osservati 46 giorni torridi, ma valori più alti, superiori anche a quelli di Bologna, sono stati registrati nelle aree di pianura centro-occidentale. 

    Nel corso dell’estate si sono progressivamente alzate anche le temperature superficiali del mare, che hanno raggiunto valori medi mensili record in agosto e con anomalie crescenti e valori superiori alla normale variabilità stimata sul periodo 2008-2025 negli altri mesi estivi. Va infine ricordato l’evento di intenso trasporto di polveri sahariane osservato nel corso degli ultimi giorni del mese di agosto, in corrispondenza di alcune fra le giornate più calde e afose dell’estate che ha portato a un incremento dei valori di PM10.

    “Dopo questa lunga parentesi dal sapore ancora pienamente estivo, qualcosa potrebbe iniziare a cambiare proprio a cavallo tra la prima e la seconda decade di settembre. L’indicazione che sto osservando riguarda un possibile abbassamento di latitudine del flusso perturbato atlantico, che potrebbe favorire l’ingresso sul Mediterraneo di masse d’aria relativamente più fresche e instabili – spiega Roberto Nanni, tecnico meteorologo Ampro – . Sarebbe un passaggio importante, perché potrebbe riportare gradualmente le condizioni atmosferiche verso caratteristiche più coerenti con il periodo, dopo settimane caratterizzate da temperature ben superiori ai valori tipici della stagione. Siamo però ancora a 7-9 giorni dall’eventuale cambiamento e, a questa distanza, sarebbe prematuro entrare nei dettagli. Non sono ancora sufficientemente definiti né la dinamica, né la tempistica, né soprattutto l’intensità degli effetti sull’Italia. Quello che possiamo dire ad oggi è che questa possibile evoluzione inizia a emergere nelle linee generali della circolazione atmosferica. Se guardiamo quindi alla tendenza media attuale, il primo elemento che emerge è soprattutto di carattere termico: un progressivo ritorno verso valori più vicini alle medie climatiche tipiche della metà di settembre. Per capire quanto questo cambiamento sarà realmente incisivo bisognerà attendere ancora qualche giorno”.

    Le previsioni in Emilia Romagna giorno per giorno

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