Roma, 4 settembre 2026 – Ora più che mai la Finlandia teme un’offensiva russa. È per questo che ha deciso di organizzare la più grande esercitazione di protezione civile dalla fine della seconda guerra mondiale.

    L’esercitazione con 2mila volontari

    Nello scenario ipotizzato, le infrastrutture critiche nella città finlandese di Kuopio, come la rete elettrica e l’acqua, sono messe fuori uso da attacchi informatici, mentre incombe la minaccia di attacchi missilistici da Mosca. 

    Alla simulazione partecipano oltre 2mila volontari con l’obiettivo di testare in maniera concreta la risposta in caso di attacco. Secondo Abc News, la maxi-esercitazione ha incluso l’ipotesi di incendi dolosi e attacchi contro infrastrutture idriche ed elettriche. Così come il lancio di droni per scopi di sabotaggio sullo spazio aereo dell’Unione europea.

    I timori di Helsinki 

    A giustificare la preoccupazione dei finlandesi è proprio la sua posizione che la vede confinare con la Russia per 1.300 chilometri, dal Mar Baltico al Circolo polare artico. Un’area che Helsinki considera particolarmente esposta alle interferenze di Mosca. Nel 2024, insieme alla Svezia, la Finlandia è entrata nella Nato dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin. Fino ad allora, il Paese aveva costruito la propria sicurezza su una capacità di difesa autonoma, radicata nella storia e nella cultura nazionale.

    Un'esercitazione congiunta di riservisti e arruolati in Finlandia (dalla pagina Instagram dell'esercito finlandese)

    Un’esercitazione congiunta di riservisti e arruolati in Finlandia (dalla pagina Instagram dell’esercito finlandese)

    La difesa del Paese – ha affermato il colonnello in pensione dell’esercito finlandese Asko Muhonen, come riporta Abc News – si basa infatti non soltanto sulle forze armate, sull’esercito regolare, ma anche sulla “mentalità” dei comuni cittadini della Finlandia, pronti ad assumersi la responsabilità della sicurezza del proprio Paese. Secondo Muhonen la Finlandia deve imparare la lezione dall’Ucraina e farsi trovare pronta in caso di eventuali attacchi.

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