Il presidente americano ha affidato a Steve WItkoff e Jared Kuchner una “proposta per mettere fine alla guerra” fra Russia e Ucraina. Alla vigilia del loro viaggio nei due Paesi, un drone russo ha centrato il quartier generale degli 007 ucraini a Kyiv. Anche le scorse ore sono state segnate dall’intensificarsi di attacchi incrociati. L’ufficio del presidente Zelensky attende una risposta alla proposta di stop ai raid aerei durante la missione degli inviati statunitensi
Francesco De Remigis – Città del Vaticano
Si intensifica l’attività diplomatica da parte degli Stati Uniti per raggiungere un accordo di pace sull’Ucraina. Sono atterrati in Russia in mattinata i due inviati del presidente americano Trump, che domenica si sposteranno a Kyiv. La missione degli emissari della Casa Bianca ha già avuto una risposta, ancora prima che i due protagonisti inizino le trattative. Nella loro proposta per una soluzione alla guerra in Ucraina, gli Stati Uniti devono tenere conto della realtà sul campo, che non è a favore di Kyiv, sostiene il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, secondo cui la questione fondamentale è “fino a che punto l’Amministrazione statunitense sia disposta a impegnarsi per trovare una soluzione reale all’attuale crisi, tenendo conto della realtà sul campo”.
Raid russi combinati con missili e droni
Alla vigilia di incontri potenzialmente cruciali, l’esercito della Federazione russa rivendica d’aver hanno lanciato attacchi combinati con missili e droni contro impianti industriali, centri logistici a uso militare e altri obiettivi in tre regioni dell’Ucraina. Una delle aree colpite è quella di Dnipropetrovsk, dove l’esercito russo parla di “impianti metallurgici”, bersagliati anche un numero imprecisato di missili balistici Iskander.M/Kn-23. Almeno quattro i morti nella regione, secondo le autorità ucraine. Mosca ha colpito nella notte anche Mykolaiv e Odessa, nell’Ucraina meridionale, dove sono stati presi di mira centri logistici e una sottostazione elettrica. Uno dei nodi, su cui Kyiv ritiene di essere in vantaggio sul campo tecnologico, è legato porprio all’utilizzo dei droni. Se infatti Mosca rende noto di aver abbattutto nella notte “53 droni ucraini” mentre erano in volo su regioni russe, le forze di difesa aerea ucraine sostengono di aver neutralizzato 128 dei 167 droni d’attacco Shahed e droni-esca lanciati dalle forze russe contro il Paese dell’Est-Europa dove sono state colpite nel complesso 23 località.
Trump rassicura la Nato: Putin non la attaccherà
Un alert che non sminuisce l’attesa per la missione di Steve Whitkoff e Jared Kushner, a Mosca. Il presidente statunitense ha spiegato che i suoi inviati porteranno una proposta di pace che riguarda entrambi i fronti. Prima sottoponendo il piano a Mosca. Il giorno seguente a Kyiv. Dopo il vertice di Anchorage dell’agosto 2025, in cui si era parlato di un presunto clima di distensione e di dialogo ritrovato con Washington, ci sono stati vari altri tentativi. Trump per ora ha ribadito che parla con Putin: “Lo conosco molto bene e non ha intenzione di attaccare la Nato”, ha affermato. La Russia ha invece intensificato i raid aerei sull’Ucraina dopo la visita a Mosca del direttore della CIA, John Racliffe. Vedremo se è possibile fare qualcosa, le parole di Trump alla vigilia della missione di pace dei due inviati.
La proposta di Kyiv: cessiamo il fuoco aereo
L’Ucraina sta ancora aspettando la risposta della Russia sulla proposta di un cessate il fuoco aereo durante la visita degli inviati americani nelle due capitali, fa sapere l’Ufficio del presidente Zelensky. La proposta è stata discussa dagli americani con Mosca prima della missione. Finora si registra un silenzio radio, mentre ieri un drone russo ha centrato il quartier generale dell’intelligence interna ucraina a Kyiv. Proprio alla vigilia della missione di Witkoff e Kushner, la capitale è tornata ad essere un bersaglio quasi quotidiano. Il presidente Zelensky promette una risposta militare rapida: “I luoghi da colpire per rispondere sono già stati stabiliti, lo faremo in modo proprozionale”. Nel bel mezzo di una potenziale trattativa diplomatica, la Russia ha cercato di far apparire vulnerabile le difese gialloblù, in parte riuscendoci: l’attacco ha infatti ferito nove persone, oltre ad aver danneggiato la cattedrale di Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco. L’azione sul quartier generale dell’intelligence ha pure fornito un alibi al governo ucraino. Per il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, è stato la prova che Putin non vuole alcuna tregua nelle ostilità: “Mosca ha lanciato questo attacco durante una rinnovata iniziativa diplomatica per la pace, mettendo in luce il suo reale rifiuto della diplomazia”, il commento del ministro che dovrebbe avrebbe un ruolo di prima fascia nell’eventuale dialogo mediato da Washington.
