Messina: “Per il basket la cosa più bella sarebbe tornare alle Olimpiadi”
Fonte del video: Eurosport
L’Italia vince una partita ai Mondiali. Non accadeva da 32 anni, ultima partecipazione a un torneo che le Azzurre hanno sempre mancato nell’era moderna della pallacanestro. È una vittoria che sa di gruppo e carattere. Parole che possono sembrare trite o scontate, vero. Ma che, in realtà, sono lo specchio fedele di una squadra che non ha smarrito la propria identità dopo lo storico terzo posto agli Europei del 2025 e il bellissimo torneo di qualificazione giocato in inverno a Porto Rico.
Lo spiegano bene i soli 22 punti concessi nell’intera ripresa, lì dove l’Italia alza in maniera eclatante il livello nella metacampo difensiva. Intense, fisiche, coordinate tra i reparti, le Azzurre soffocano la Cechia in una stretta mortale. Così come avevano già fatto la scorsa estate contro tutte le avversarie fonteggiate a Eurobasket. L’attacco arriva dopo, di rincorsa e rincalzo, come la pallacanestro di vecchia scuola. La priorità è schermare l’area, far valere la superiorità delle lunghe, pressare il pallone, togliere linee di passaggio e lavorare in aiuto, recupero e negli show sui pick’n’roll, portati in maniera pregevole.
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Una volta messa la museruola alle bocche da fuoco avversarie, il canestro, dall’altra parte, lo si buca in qualche modo. In contropiede, su palla sporca, da rimbalzo d’attacco (13 in totale). Oppure chiamando a gran voce il nome delle nostre star. Cecilia Zandalasini parte in sordina, ma poi emerge in tutta la sua bellezza cestistica: 19 punti con un 7/20 dal campo rivedibile, sì, ma leader totale. Si può appoggiare sulla spalla di Matilde Villa, glaciale con una serie di giocate antologiche a cavallo dei due periodi finali, dove le Azzurre mettono la testa avanti dopo una lunghissima rincorsa e scavano, minuto dopo minuto, un solco in doppia cifra. Chiude a quota 14, dando a ogni azione un peso specifico clamoroso.

Matilde Villa al tiro nella partita tra Italia e Cechia, Mondiali femminili 2026
Credit Foto Getty Images
Per il lavoro sporco ci sono invece manciate di protagoniste. Comincia Mariella Santucci, sguinzagliata da vera e propria enforcer in avvio di ripresa. È lei che suona la carica per cambiare il registro difensivo. Il box-score non dice nulla, è il campo che parla. Francesca Pan, grande veterana del gruppo dopo l’addio di Laura Spreafico, fa di tutto. Segna 5 punti in una manciata di secondi quando l’Italia, nel primo tempo, batte costantemente in testa nella metacampo d’attacco. Gioca da 3 e da 4, dando a coach Capobianco versatilità per adattarsi ai quintetti leggeri avversari o per sfruttare i vantaggi fisici, dove le Azzurre fanno la differenza. La big-ball funziona. L’innesco è diesel, ma la ripresa è dominata dalla forza del front-court delle nostre ragazze. Lorela Cubaj, dopo un primo tempo incolore, si allunga come una piovra su ogni pallone (9 rimbalzi). Olbis André la affianca in maniera splendida, rendendosi anche bersaglio invitante per le nostre passatrici sui tagli centrali. Jasmine Keys è cheta (soltanto 2 punti in 17′), ma c’è anche lei nel tris di lunghe che cambia faccia alla partita.
Ora ci attende il Team USA, ingiocabile, ça va sans dire. Ha trotterellato all’esordio, rifilando 33 punti alla Cina, quarta forza del ranking mondiale FIBA. Ma sarà proprio lo scontro diretto tra Cina e Cechia che darà senso alla terza e ultima gara della fase a gironi. L’Italia potrà affrontare la stessa Cina già sicura di un posto al play-in per i quarti di finale, oppure dovendo ancora lottare per la qualificazione. 
Mariella Santucci esulta con le compagne di squadra dopo la vittoria dell’Italia sulla Cechia, Mondiali femminili 2026 (foto: FIBA)
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Italia-Cechia 63-54Italia: Keys 2, Villa 14, Verona 6, Zandalasini 19, Cubaj 5; Pasa 2, Pan 5, Madera 3, André 6, Blasigh, Santucci 1. N.e.: Fassina. All.: Capobianco. Cechia: Pospisilova 21, Stoupalova 2, Vorackova 12, Joklova 7, Holesinka 2; Zeithammerova, Hanusova 5, Andelova 5, Malinkova, Koucka. N.e.: Kalna, Fucikova. All.: Ptackova.
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