di
Emanuele Buzzi
La notizia dell’operazione effettuata a Cuba ha preoccupato amici e colleghi di Alessandro Di Battista, che era atteso per sabato in Italia. Impossibile, invece, la partenza
Il riserbo, i timori, la speranza. L’operazione di Alessandro Di Battista a Cuba, proprio mentre si attendeva il suo rientro in Italia, è un nuovo choc per i suoi cari e per gli ex colleghi. Nelle ore che seguono l’intervento è un rincorrersi di domande, voci, dubbi. «Che è successo?», «Come sta?», «L’operazione è riuscita?»: un crocevia di quesiti e silenzi.
Accanto all’ex deputato, nelle ore cruciali, la compagna Sahra Lahouasnia. Amici e familiari sono in costante contatto, ma il riserbo in queste ore è di rigore. «Faremo sentire ad Alessandro tutta la nostra vicinanza e il nostro affetto», assicurano dal suo inner circle. C’è chi sta pensando di fare qualcosa di più concreto per aiutare l’ex M5S. Si va da ipotesi di viaggi a Cuba per vedere di persona l’evolversi del decorso e riabbracciare l’ex stellato, ad aiuto e sostegno sul fronte medico.
«Serviranno settimane e molta pazienza», c’è chi sottolinea dopo l’operazione. Nelle ore febbrili della notte cubana, gli umori sono cupi. La preoccupazione, specie negli ex colleghi del Movimento, è alta. «Alessandro è battagliero, non mollerà», ripete un ex parlamentare come viatico di speranza. Diventa quasi un mantra, il filo rosso che di chiamata in chiamata dà il senso dell’affetto.
L’associazione Schierarsi, il nuovo soggetto civile-politico, a cui Di Battista si è dedicato in questi ultimi anni e a cui — si vocifera da mesi — avrebbe fatto da volto per una possibile candidatura, è cauta. E soprattutto chiede la «massima discrezione». «Saremo al suo fianco in tutti i modi possibili», spiegano dall’associazione. La prudenza è d’obbligo. «L’iter non è andato come era stato programmato, ma senza dubbio sono state fatte le scelte migliori per la sua salute», puntualizza una fonte.
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Una situazione complessa, che ha mostrato anche quanto «Alessandro sia una persona di cuore e quanto affetto per questo abbia ricevuto». Nel pomeriggio di sabato iniziano a filtrare notizie più rassicuranti sull’intervento, anche se il livello di guardia rimane molto alto. «Noi incrociamo le dita. Aspettiamo a parlare solo quando potremo avere notizie dirette. In queste fasi, dopo una operazione comunque urgente, dire qualsiasi cosa sarebbe inopportuno e fuorviante», sostiene una fonte.
«Bisogna attendere, ma io voglio essere fiducioso», sostiene un ex collega di partito. Nessuno si sbilancia in previsioni ovviamente ma la speranza è che tutto proceda per il meglio e che Di Battista possa tornare a curarsi in Italia non appena i medici lo riterranno possibile. Molti, infine, ringraziano i dottori che lo hanno assistito.
Nonostante la preoccupazione per il decorso post operatorio, c’è anche chi non dimentica le polemiche dei giorni scorsi. «Abbiamo visto tutti come è andata. Vedere speculazioni su una malattia ricamando su un volo di Stato che non c’è mai stato credo abbia lasciato incredulità e amaro in bocca a tutti quelli che conoscono davvero Alessandro. Ora confidiamo tutti in un decoroso silenzio». La querelle politica, insomma, trova le porte sbarrate in questa vicenda.
6 settembre 2026 ( modifica il 6 settembre 2026 | 09:55)
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