Il francese è subentrato in avvio di ripresa e regalato alla squadra la profondità necessaria per colpire. Il jolly Carlos Augusto ha fatto il suo come sempre, e Chivu imparato dagli errori


    Francesco Pietrella

    Giornalista

    6 settembre – 12:17 – MILANO

    “L’arte della guerra” ha più di duemila anni, ma frasi e concetti bussano forte alle porte dell’attualità. Chissà se Chivu ne ha sfogliato qualche pagina. Di sicuro sarà d’accordo con quanto scritto da Sun Tzu: “Con ordine, affronta il disordine; con calma, l’irruenza”. Così ha costruito la rimonta contro il Napoli al 91esimo, sfruttando le disattenzioni di Allegri e graffiando gli azzurri nelle loro fragilità: la tenuta difensiva e la profondità.

    dentro thuram—  

    Chivu ha intuito subito la prima difficoltà: non è stata la partita di Pio, stretto nella morsa di Marin e Rrahmani e cercato spesso dai lunghi rinvii di Martinez, ma mai incisivo sul piano della tenuta del pallone. L’azzurro ha duellato, ha colpito un paio di volte la sfera di testa e ha incassato “calcioni”, ma per sganciare Lautaro bisognava dare più profondità alla squadra. Da qui l’ingresso di Thuram a fine primo tempo. Al netto del gol del 2-2 – un bel colpo di testa dopo aver sovrastato Badiashile – Marcus ha allungato la squadra e permesso a Lautaro di “sganciarsi” lì davanti: strategia vincente.

    spingere a sinistra—  

    Qui serve rispolverare “Il sapore della vittoria”, film con Denzel Washington nei panni di Herman Boone – il coach di una squadra di un liceo statunitense capace di vincere un campionato storico – e quel “left side, strong side” pronunciato da due dei suoi giocatori più rappresentativi. Anche l’Inter ha un lato mancino di livello: i gol contro gli azzurri sono nati da lì. Dimarco ha sfornato il suo primo assist stagionale, Carlos Augusto ha messo il pallone sulla testa di Thuram dalla trequarti mancina – e dopo un affondo di Bonny sempre da quel lato… -, mentre il guizzo di Lautaro è nato da un traversone di Jones dalla stessa posizione di Carlos. Ebbene sì, “lato sinistro, lato forte”. Si può dire anche in italiano.

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    imparare dagli errori—  

    Chivu ha battuto Allegri per la prima volta. L’anno scorso ha perso entrambi i derby per 1-0, pagando disattenzioni difensive dei singoli – vedi il gol di Estupiñan al ritorno, con Luis Henrique colpevole – e l’inesperienza. Stavolta ha saputo soffrire. Due le chiavi di volta: il saper affrontare il blocco basso allegriano dando più profondità e la capacità di stravolgere il modulo. Nel finale ha chiuso col 4-3-3, con Bonny, Lautaro e Thuram in avanti. Un messaggio a Mourinho, a tutto il Real e anche alle emozioni. L’ultima volta che Chivu ha messo piede al Bernabeu è diventato campione d’Europa.

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