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    Il futuro dei Giochi del Mediterraneo dopo Taranto 2026 sta in due primi passaggi. Massimo Ferrarese, presidente del Comitato organizzatore e commissario straordinario, considerato il grande vincitore per essere riuscito a prendere in mano la situazione e a far partire la manifestazione dopo tantissimi timori, tornerà utile al Comitato Internazionale dei Giochi e al Kosovo per la prossima edizione che si svolgerà a Priština nel 2030. Il sindaco Përparim Rama ha già preso contatti e il coinvolgimento dell’imprenditore è un punto di partenza. Le attenzioni sono ora rivolte al destino dei 45 impianti costruiti in 21 Comuni e portati a termine in due anni e mezzo dalla presentazione del masterplan con un investimento di circa 300 milioni. In molti casi sono impianti la cui gestione appare complessa e molto costosa, con le preoccupazioni sulla capacità di mantenerli vitali e sostenibili.


    APPROFONDIMENTI

    Fidal in campo

    La Fidal ha mandato un segnale. La Federazione dell’atletica leggera è pronta a gestire il PalaRicciardi e lo stadio Valente, due impianti chiave del nuovo sistema sportivo tarantino. L’ha ufficializzato il presidente Stefano Mei durante la consegna della Bandiera Azzurra alla città, un riconoscimento che celebra Taranto come luogo di sport, comunità e rinascita. «Come fai a non venire a Taranto oggi? I Giochi – ha detto Mei – lasciano una speranza per tanti ragazzi» Il campo Valente è già definito «straordinariamente performante», mentre il PalaRicciardi colma un vuoto storico come l’essere un impianto indoor per l’atletica al sud (finora si è gravitato su Ancona). La Fidal regionale pugliese, con il presidente Eusebio Haliti, ha confermato di aver partecipato al bando comunale per un progetto completo con attività quotidiane, raduni, centro federale e servizi connessi.

    Al momento è l’unica candidatura per la gestione.


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