IL PUNTO – Svolta in Cisgiordania: Netanyahu ordina l’evacuazione degli avamposti illegali. Nuovi raid nel Sud del Libano

    In una mossa a sorpresa maturata sotto la forte pressione degli Stati Uniti, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ordinato l’evacuazione degli insediamenti illegali dei coloni in Cisgiordania. Il provvedimento giunge all’indomani dell’incontro tra l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, e i palestinesi-americani della regione, durante il quale il diplomatico ha bollato gli estremisti violenti come “terroristi”, sollecitando severe sanzioni. 

    A confermare la disposizione è stato il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il quale non ha nascosto la propria contrarietà. L’operazione, che secondo fonti di stampa potrebbe riguardare circa 100 avamposti situati nelle Aree A e B destinate al controllo totale o parziale dell’Autorità Nazionale Palestinese, punta a porre un freno ai continui episodi di violenza contro le comunità locali, culminati di recente nell’assedio al villaggio di Qusr.

    Parallelamente, la tensione resta altissima sul fronte settentrionale. Nonostante la tregua formale, l’aviazione israeliana ha condotto nuovi raid nel Sud del Libano, in particolare nel distretto di Nabatieh. Le autorità di Beirut denunciano la morte di almeno sette persone e il ferimento di oltre venti civili, oltre al danneggiamento di infrastrutture pubbliche e di un ex complesso ospedaliero, parlando di un’escalation pericolosa e invocando l’intervento della comunità internazionale. Da parte sua, l’esercito israeliano sostiene di aver risposto a immediate minacce e violazioni dell’accordo da parte di Hezbollah, accusato di aver lanciato droni contro i soldati operativi nella zona di sicurezza.

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