Ravenna, 7 settembre 2026 –  La villetta gialla ha le tapparelle abbassate e il portone chiuso: dentro non c’è nessuno. Sotto al portico sono legate a una rastrelliera due bici: una azzurra con il sellino montato sul portapacchi e una più piccola sui toni del rosa e del viola. Dal terrazzo al primo piano pendono due asciugamani lasciati stesi al sole. Segno che chi è andato via, pensava di tornare presto.

    Ma purtroppo nella casa della famiglia Bastrioski per il momento non tornerà nessuno. Lo scorso 27 agosto, mentre rientravano dopo un periodo di vacanza, la loro automobile si è scontrata contro un camion fermo in una piazzola di sosta sull’autostrada slovena.

    Un incidente dal bilancio devastante per la famiglia macedone che vive a Ravenna da molti anni. I genitori Sabit e Asjen sono stati portati in ospedale, mentre la nonna Vajda di 74 anni e i due figli, la piccola Dilara di 4 e il grande Ilkdjan di 11, sono morti sul colpo. Sarebbero dovuti rientrare tutti a casa il 30 agosto.

    La dinamica del tragico incidente in Slovenia

    L’incidente è avvenuto sull’autostrada tra Unec e Ravbarkomanda in direzione Capodistria. Secondo le ricostruzioni, l’Audi A4 su cui viaggiava la famiglia ha sbandato, strisciando contro il guard-rail e poi finendo contro un camion parcheggiato in una piazzola di sosta. Il medico non ha potuto far altro che constatare la morte dei bambini e della donna, mentre la madre, di 33 anni, è stata portata in ospedale in elicottero e il padre 39enne in ambulanza.

    Il tragico incidente è avvenuto lungo la strada che collega Lubiana alla costa slovena, tra Unec e Ravbarkomanda

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    La comunità macedone straziata dalla terribile notizia

    La comunità macedone di Ravenna, circa 600 persone, da giorni è straziata dalla notizia. Al bar Byblos, a pochi passi dall’abitazione della famiglia, tutti li conoscono. Nei giorni scorsi anche due amichetti sono andati alla villetta gialla per giocare a pallone con l’11enne, apprendendo la tragica notizia.

    I vicini di casa ricordano con affetto i bambini: avevano allestito per loro una piscinetta in cortile, dove i due si divertivano a sguazzare. Giocavano spesso con i loro volpini. Le due famiglie quest’estate avevano guardato insieme i mondiali: l’11enne era un patito dell’Inter e tra pochi giorni avrebbe iniziato la seconda media alla Ricci Muratori. “Erano una bellissima famiglia, molto unita. Che tragedia”, commenta il vicino.

    Sabit Bastrioski lavorava all’Acmar e viveva in zona Bar Bylos, dove molti lavoratori originari della Macedonia del Nord si ritrovano

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    I funerali nel villaggio della Macedonia del Nord

    I funerali si sono tenuti martedì a Žitineni, villaggio situato nel comune di Centar Župa, nella parte occidentale della Macedonia del Nord. I genitori hanno ottenuto il nulla osta dall’ospedale sloveno per partecipare. Nella disgrazia, la comunità si è attivata anche dall’Italia per dare una mano a una famiglia distrutta. “Stiamo facendo una colletta di beneficenza da parte di tutta la comunità per aiutarli ad andare avanti fino a quando non potranno tornare a lavorare – racconta il cognato –. Quando succede una disgrazia, nella nostra cultura si dona quello che si può. Siamo partiti da quelli che vivono a Ravenna, ma sono stato fino a Trento. Così li aiutiamo anche a coprire le spese dei funerali e del rimpatrio delle salme. E’ il minimo che possiamo fare di fronte a un dolore così grande”.

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