BRINDISI – “Il 19 aprile 2023 avevamo eseguito un controllo presso la Bri.Ecologica. C’erano stoccati rifiuti speciali non pericolosi, una quantità ingente, che superava i limiti autorizzativi. L’azienda li ha poi inviato all’estero. Si parlava di ‘rifiuti in plastica e gomma’ in ogni viaggio. Siccome dal primo controllo non ci sembrava che ci fosse tutta questa plastica e gomma, abbiamo deciso di approfondire, chiedendo all’azienda di fornire analisi e altra documentazione”. 

    È da questa “discrasia visiva” che è partita l’indagine del Noe, coordinata dalla Dda di Lecce, su un presunto traffico illecito di rifiuti da Brindisi alla volta di aziende di recupero rifiuti bulgare. Infatti, l’ipotesi degli inquirenti è che i vari imputati, a vario titolo, avrebbero “barato” sulla qualità dei rifiuti dichiarati, per ottenere più profitto, grazie a procedure differenti.

    Il processo entra nel vivo

    Con l’udienza di oggi, lunedì 7 settembre 2026, il processo che si svolge davanti al tribunale di Brindisi (presidente: Ambrogio Colombo; a latere: Leonardo Convertini e Giuseppe Caputo) è entrato nel vivo. La pm Carmen Ruggiero (che ha coordinato l’inchiesta) ha esaminato il luogotenente del Noe Giuseppe Filaninno. 

    Il luogotenente Francesco Filaninno del Noe

    E le parole riportate nell’attacco dell’articolo sono proprio quelle del militare. E sono anche “l’attacco” della corposa inchiesta. Gli imputati a processo, dopo il giudizio immediato, sono sette.

    Imputati e collegio difensivo

    Sono: Danilo Conte (29 anni, di Brindisi), Manuela Milano (45 anni, di Brindisi), Sonia Milano (43 anni, di Brindisi), Giuseppe Mugnolo (44 anni, di Perdifumo, Salerno), Aurora Roma (28 anni, di Brindisi), Cosimo Roma (48 anni, di Brindisi) e Danilo Venera (61 anni, di Brindisi). 

    Sono difesi dagli avvocati Massimo Manfreda, Riccardo Manfreda, Daniela D’Amuri, Vincenzo Lanzilotti, Karin Pantaleo, Vincenzo Farina, Giampaolo Sechi e dal professore Francesco Vergine.

    I dubbi sulla qualità dei rifiuti inviati all’estero

    Dall’esame del carabiniere del Noe è emersa la ricostruzione degli accertamenti svolti. Dai dubbi sulla qualità dei rifiuti inviati all’estero a quelli sulle analisi necessarie per farli partire. Dopo quel controllo dell’aprile 2023, è scattato un verbale a carico della Bri.Ecologica – ricostruisce sempre il luogotenente -, che ha ottemperato alle indicazioni.

    La pm Carmen Ruggiero, udienza traffico rifiuti del 7 settembre 2026

    Nella seconda sortita dei militari, il piazzale era praticamente sgombero di rifiuti, grazie a una serie di trasporti per rifiuti in plastica e gomma. Ma i rifiuti fotografati un mese prima contenevano anche altri materiali.

    “Plastica? Non era ciò che avevamo visto noi”

    Quindi che si è fatto? I militari hanno proceduto all’acquisizione documentale per capire come avveniva questa esportazione. Hanno analizzato tutta la documentazione necessaria per l’imbarco dal porto di Brindisi. Serviva un nulla osta della capitaneria di porto. 

    I documenti parlavano di plastica al 100 per cento, “che non era ciò che avevamo visto noi”. Non sarebbe avvenuta alcuna distinzione tra i polimeri. E la procedura era così “semplificata”. Poi c’è il capitolo delle intercettazioni, anche casella posta elettronica.

    La distinzione tra “balle più belle e più brutte”

    Insomma, secondo gli inquirenti i rifiuti sarebbero stati spediti alla rinfusa, senza troppe sottigliezze, classificati in maniera errati e distinti al massimo fra, come emerge da un’intercettazione, “balle più belle e più brutte”. Altro capitolo, quello dei laboratori analisi. 

    Il collegio difensivo, udienza traffico rifiuti del 7 settembre 2026

    A un certo punto la capitaneria di porto dice che la quantità di rifiuti esonda, serve un altro nulla osta, dunque altre analisi. Il 9 marzo 2024 Sonia Milano, intercettata, parla con la sorella Manuela: “L’altro laboratorio che ti faceva analisi, la dichiarazione di non pericolosità te la dava in bianco e la compilavi come stracazzo volevi”.

    Il contro esame dell’avvocato D’Amuri

    L’esame della pm Ruggiero è proseguito per ore. Prima di passare a un secondo teste, il luogotenente Filaninno ha risposto alle domande dell’avvocato Daniela D’Amuri, che difende Mugnolo. I viaggi accertati sono oltre 200, ma l’avvocato ha voluto sapere in quanti si è proceduto al controllo: due. Sono stati fatti accertamenti in Bulgaria? “No”. Alla richiesta su quale sarebbe stato quello di Mugnolo, la risposta è “segnalatore delle aziende bulgare”. 

    È emerso che ha fatto da interprete, in almeno due occasioni in questa indagine, tra i militari del Noe e autisti bulgari. Sempre la difesa contesta la presenza di camion sequestrati con tanto di spazzatura, fermi dal maggio 2024 presso un deposito giudiziale di Brindisi. Intanto, la prossima udienza è stata fissata per il 19 ottobre prossimo, per l’ascolto di altri testi.

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