Forte dei Marmi, 7 settembre 2026 – “Oggi parliamo di numeri. Ci sarà sicuramente chi dirà “ah ma non è elegante”, però nel mondo dell’impresa i numeri esistono, vanno guardati e sono quelli che ti permettono tutti i giorni di continuare a fare il proprio lavoro e di pagare gli stipendi ai ragazzi”. Inizia così il video pubblicato sui social da Clara Fioretti, titolare della gelateria Oblò a Forte dei Marmi e moglie di Tommaso Mazzanti, l’imprenditore fiorentino che ha trasformato All’Antico Vinaio in un colosso mondiale da oltre 60 punti vendita e un migliaio tra dipendenti e collaboratori.

Clara Fioretti e Tommaso Mazzanti
La gelateria Oblò a Forte dei Marmi: 300mila euro in due mesi
Nel filmato Fioretti traccia un primo bilancio contabile dell’attività al termine della sua primissima stagione estiva. La gelateria è stata infatti aperta i primi di luglio. “Guardavo nella memoria del cellulare e ho ritrovato un messaggio dove facevamo le prime previsioni di incasso. Mese dopo mese, le stime che avevamo stilato prima di inaugurare – ed erano già previsioni molto ottimiste – le abbiamo raddoppiate. In soli due mesi, luglio e agosto 2026, il progetto Oblò ha incassato 300mila euro*. Sono numeri che mi rendono super orgogliosa e che dicono una cosa precisa: il format funziona, assumeremo nuovi ragazzi e probabilmente apriremo altre sedi”.
Per la famiglia Mazzanti-Fioretti, la gelateria artigianale rappresenta una diversificazione strategica rispetto allo schiacciate, core business dell’azienda che li ha resi famosi nel mondo. Una novità assoluta.
*Occorre precisare che si parla di cifre lorde: dall’incasso complessivo vanno infatti sottratti i costi di gestione e le spese operative.
Probabilmente apriremo altre sedi
I prezzi: quanto costa un gelato da Oblò 
Clara Fioretti e Tommaso Mazzanti a Forte dei Marmi
A fare da traino a questi incassi contribuisce anche il posizionamento di prezzo in linea con la piazza esclusiva di Forte dei Marmi. Da Oblò il gelato al chilogrammo viene venduto a 36 euro. Per quanto riguarda le porzioni individuali, invece, un cono o una coppetta formato piccolo costa 4 euro, la misura media sale a 4,80 euro, mentre per il formato grande si raggiungono i 6 euro.
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Il boom del gelato artigianale 
Gelati artigianali, un mercato da 3 miliardi di euro (foto archivio iStock)
L’exploit versiliese si inserisce in un quadro nazionale dinamico. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio SIGEP World, che monitora i consumi del settore, il mercato del gelato artigianale in Italia ha sfiorato nel 2024 la quota dei 3 miliardi di euro di fatturato, confermando il Paese come leader assoluto a livello europeo con oltre 600 milioni di porzioni servite (pari al 26,4% del mercato continentale, davanti a Germania e Spagna). E l’estate del 2025 è stata segnata da una ulteriore crescita delle vendite del gelato artigianale stimata intorno al 4 per cento.
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Quanto incassa una gelateria (normale)
I numeri svelati dalla titolare di Oblò quasi sorprendono se messi a confronto con gli standard del settore analizzati da Bar Wars, società di consulenza e affiancamento per chi gestisce un locale. L’analisi della società sul funzionamento delle gelateria tradizionali mette in luce profonde differenze di rendimento rispetto a quella di Forte dei Marmi. Una normale gelateria artigianale di quartiere situata in una buona posizione di passaggio – specifica la società – fattura mediamente tra i 120.000 e i 300.000 euro nell’arco di un anno. Con gli incassi dei 4-5 mesi estivi (da maggio a settembre) che arrivano a coprire tra il 65% e l’80% del fatturato complessivo dell’intera annualità.

Gli incassi di una gelateria tradizionale sono ben diversi da quelli di Oblò a Forte dei Marmi (foto archivio iStock)
La ricetta del successo a Forte dei Marmi
I 300.000 euro incassati da Oblò in appena 60 giorni rappresentano dunque un fatturato che una normale gelateria di quartiere impiega un intero anno a realizzare. Una forbice che si spiega con l’effetto moltiplicatore sia della location che del brand: da un lato la piazza di Forte dei Marmi, caratterizzata da un flusso altissimo di turismo internazionale ad elevata capacità di spesa; dall’altro la forza mediatica accumulata dal marchio di famiglia, capace di trasformare un acquisto come il gelato in una meta scelta appositamente da clienti e turisti.
