La Bosnia ed Erzegovina ha annunciato il richiamo del personale della propria ambasciata e la sospensione degli incontri bilaterali con la Serbia, in risposta alla glorificazione del criminale di guerra condannato Ratko Mladić.
Il ministro degli Esteri Elmedin Konaković ha reso note le misure nel corso di una conferenza stampa, secondo quanto riferito da una nota del ministero.
Konaković ha spiegato che verrà ritirato tutto il personale dell’ambasciata bosniaca a Belgrado su cui il ministero ha facoltà diretta di richiamo. I servizi consolari verranno trasferiti alle ambasciate del Paese a Zagabria, in Croazia, e a Podgorica, in Montenegro, oltre che al Consolato generale di Novi Pazar, in Serbia.
Il ministro ha inoltre annunciato la sospensione degli incontri bilaterali, precisando che la comunicazione con Belgrado sarà ridotta al “livello minimo possibile”.
Konaković ha aggiunto che Sarajevo intensificherà invece l’impegno diplomatico con l’Unione Europea e i suoi Stati membri, oltre che con Stati Uniti, Regno Unito e Paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica.
Mladić, soprannominato il “Macellaio di Bosnia”, era stato condannato da un tribunale delle Nazioni Unite per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, incluso il suo ruolo nel genocidio di Srebrenica del 1995. È morto il 27 agosto scorso mentre scontava l’ergastolo nel carcere dell’Aia.
L’UE condanna la “glorificazione” del criminale di guerra Mladić. Ma l’accordo con Belgrado sul litio continua…
L’Unione Europea ha successivamente condannato quella che ha definito la “glorificazione” del defunto criminale di guerra condannato Ratko Mladić, sottolineando che ogni forma di celebrazione di criminali di guerra “non ha posto nell’UE”.
Mladić, soprannominato il “Macellaio di Bosnia”, era stato riconosciuto colpevole dal tribunale delle Nazioni Unite di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, anche per il suo ruolo nel genocidio di Srebrenica del 1995. È morto il 27 agosto scorso mentre scontava la pena nel carcere dell’Aia.
“Ogni glorificazione di criminali di guerra, ogni negazionismo del genocidio e ogni forma di revisionismo contraddicono i valori fondamentali europei e non hanno posto nell’UE né nei Paesi candidati all’adesione”, ha dichiarato un portavoce del blocco comunitario in una nota.
Ricordando che Mladić è stato condannato per crimini di guerra, genocidio e crimini contro l’umanità, il portavoce ha ribadito la solidarietà dell’Unione Europea verso tutte le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie, colpiti dai crimini di guerra commessi nei Paesi dell’ex Jugoslavia.
La dichiarazione arriva dopo che la salma di Mladić è stata trasportata in aereo dall’Aia a Belgrado, dove è stata accolta con gli onori militari, a pochi giorni dai funerali previsti.
In precedenza, la commissaria UE all’Allargamento, Marta Kos, aveva cancellato la propria visita in Serbia proprio in seguito alla “glorificazione” del criminale di guerra condannato dopo la sua morte.
Nel frattempo, uscite ruggenti a parte da parte dell’Ue, resta in vigore il partenariato sulle materie prime critiche e sostenibili firmato a Belgrado tramite un Protocollo d’Intesa (MoU) e consolidato dalla Commissione Europea, che ha inserito il controverso progetto minerario di Jadar (guidato dal colosso Rio Tinto) tra i progetti strategici ufficiali dell’UE nell’ambito del Critical Raw Materials Act.
Per la realpolitik europea non c’è indignazione alcuna!
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