Ha deciso di andare a vivere in un altro continente, dopo anni passati a Londra e a viaggiare per l’Europa in barca a vela. Così ha lasciato per andare a vivere a New York, pensando di essere pronta grazie gli anni passati nella City. Invece, si sbagliava di grosso.


    È la storia di Laura Keys, scrittrice e chef che ha dato una svolta alla sua vita. Pensava di essere pronta a tutto, dopo anni passati in mare, e che si sarebbe ambientata facilmente Invece, ci è voluto più di un anno, e non è stato facile stare dietro alle infinite pratiche burocratiche che l’hanno accolta una volta arrivata nella Grande Mela. Ma adesso si dice soddisfatta: nonostante la fatica, adesso, a New York, è felice, racconta a Business Insider. Ecco come ha fatto a superare tutti gli ostacoli.





    La burocrazia

    La difficoltà più importante? Laura non ha dubbio: la burocrazia. «I primi sei mesi sono stati dominati da scartoffie e compiti noiosi». Racconta che anche le pratiche apparentemente più semplici richiedevano in realtà un sacco di tempo.«Non potevo aprire un conto in banca senza un indirizzo di residenza, e non potevo trovare un indirizzo di residenza senza un conto in banca». Era tutto più difficile in un Paese straniero: «Mi sentivo esausta e, dopo aver passato gran parte della giornata alla motorizzazione, facevo fatica a trovare la motivazione per uscire ed esplorare la mia nuova città».


    Non è stato facile neanche dal punto di vista economico, racconta, a partire dal trasloco da un continente all’altro. «Avevo messo in conto le spese elevate e l’aumento probabile delle mie spese quotidiane, ma non avevo previsto quanto le preoccupazioni economiche avrebbero influito sul mio stato d’animo».

    Sebbene facesse attenzione a ogni spesa, i prezzi erano altissimi: «Rimanevo scioccata dai prezzi ogni volta che andavo al supermercato o in un bar, incapace di giustificare una spesa di 18 dollari (15,50 euro, ndr.) per due petti di pollo, o 7 dollari (6 euro) più tasse e mancia per un latte macchiato freddo».

    Gli stereotipi

    Invece, Laura si è ricreduta sugli stereoptipi che descrivono i newyorkesi come maleducati e scortesi: «Non è affatto così», specifica. Si è iscritta in una palestra vicino casa sua, ha iniziato a conoscere molte persone gentili e interessanti vicino a lei. Si stupisce di come sia facile ritrovarsi per strada, in una città così grande. «Contrariamente agli stereotipi, mi sento circondato da persone che affrontano la vita con un atteggiamento più positivo rispetto a quello a cui sono abituato a Londra. È un bel cambiamento, sono più felice».


    I continui stimoli offerti da New York sono un altro grandissimo pregio: «È difficile annoiarsi in una città dove c’è sempre un posto nuovo da visitare o qualcosa di interessante che accade a pochi passi da casa. Non so se sarà così per sempre, ma per ora me la sto godendo». Dopo le difficoltà iniziali, a un anno dal trasloco non ha dubbi: «Sto iniziando ad amare profondamente la mia nuova casa. C’è voluto più tempo del previsto e i costi sono alti, ma trasferirmi qui ne è valsa assolutamente la pena».




    Ultimo aggiornamento: martedì 8 settembre 2026, 07:29





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