“Stretta sulla targhe polacche? Non cambierà nulla”. Ne è certo Angelo Coviello, broker assicurativo e amministratore delegato della società Igb. Il tema è tornato caldo ad agosto dopo che il Governo di Varsavia sembra essersi reso conto della quantità di immatricolazioni polacche per automobili circolanti in Italia, oltre 70mila, e in particolare a Napoli, oltre 50mila (dati Aci). Secondo Igb, solo nel 2025, nel capoluogo partenopeo sono state immatricolate oltre 14mila nuove targhe estere. Un trend che ha portato la Polonia ad annunciare controlli e nuovi controlli. Di conseguenza, anche lo Stato italiano si è destato dal sonno profondo e sta cercando le contromisure contro coloro che, in questo modo, cercano di eludere l’obbligo alla Rca. Il risparmio, ricorrendo a una targa polacca, può arrivare anche a 4/5 della cifra che verrebbe normalmente pagata.
Cosa dice il testo del Ministero
“Il testo al vaglio del Ministero – spiega Coviello – stabilisce che la targa estera che permane in Italia oltre un certo tempo è soggetta a una serie di provvedimenti italiani, tra cui anche la sottoscrizione di un’assicurazione italiana, oppure estera ma riconosciuta in Italia”. Ed è qui che sta l’inghippo: “Le assicurazioni stipulate da chi sceglie una targa straniera sono quasi sempre riconosciute in Italia. Quindi, in questo modo non si risolve il problema e la truffa proseguirà”.
In cosa consiste la truffa
Il broker parla apertamente di sistema truffaldino. Il procedimento è il seguente. Un cittadino italiano cede la sua vettura a una società di noleggio con sede in Polonia. Questa società porta il veicolo in patria e dopo una revisione procede all’immatricolazione con targa e assicurazione polacche e la noleggia all’ex proprietario con una spesa decisamente inferiore al costo della Rca in una città come Napoli. Fino a qui, il processo si insinuerebbe nelle maglie larghe della legge italiana. La truffa avviene quando, come scoperto da diverse operazioni delle forze dell’ordine, il trasferimento della vettura in Polonia non avviene realmente, ma solo sulla carta, così come succede per la revisione.
“Siamo di fronte a una truffa ai danni dello Stato, dei Comuni e delle Regioni – prosegue Coviello – Non si risparmia solo sull’assicurazione, ma anche sul bollo e sulle tasse locali. Senza considerare tutte le multe che non verranno mai pagate da nessuno”. Varsavia ha denunciato la richiesta di 80 milioni di euro di risarcimenti circa giunti dall’Italia, aprendo un contenzioso con il nostro Paese.
Cosa fare
Anche se la Polonia dovesse trovare il modo di arginare l’emergenza, il problema non troverebbe una soluzione: “Alle prime notizie emerse in queste settimane, già sono aumentate le targhe di altri paesi. C’è un business troppo grande. Serve cambiare la nostra legge. Un veicolo con targa straniera non può circolare in Italia a vita” afferma Coviello.
Chi ha fatto ricorso alla targa polacca ha spesso indicato come motivazione l’alto costo della Rca, Napoli resta la più cara città d’Italia: “Una truffa resta una truffa – conclude il broker – cittadini e società sono responsabili penalmente in concorso. Non possiamo giustificare il tutto con un’esigenza sociale”.
