Italia e Grecia hanno firmato a Roma l’Accordo di attuazione relativo al trasferimento alla Marina ellenica di due fregate Fremm, Carlo Bergamini e Virginio Fasan, attualmente in servizio nella flotta della Marina Militare italiana. A rivestire un ruolo chiave sarà Fincantieri. Il gruppo non si limiterà alla cessione materiale delle due navi, ma avrà un ruolo importante sia nel loro trasferimento sia nel supporto durante l’intero ciclo di vita operativo, rafforzando la collaborazione con l’industria navale greca e aprendo la strada a nuove strategie a lungo termine. L’accordo rappresenta il passaggio concreto successivo al Memorandum of Cooperation e alla Declaration of Intent sottoscritti dai due Paesi nel settembre 2025. Non si tratta quindi soltanto di una vendita di navi, ma dell’avvio di una collaborazione più ampia tra Italia e Grecia nel settore navale e della difesa.
Compiti delle fregate
Le due Fremm sono unità già operative e relativamente moderne. La Carlo Bergamini è una fregata multiruolo, progettata per l’attacco e la difesa in superficie (contro altre navi o bersagli a terra) ed è equipaggiata anche con un cannone a lungo raggio. La Virginio Fasan è specializzata nella guerra antisommergibile (caccia ai sottomarini nemici e nella difesa ravvicinata). Per la Grecia significa poter rafforzare rapidamente le proprie capacità navali senza aspettare i tempi necessari per costruire navi completamente nuove e aumentare nell’immediato la sicurezza nel Mediterraneo orientale. Il valore dell’operazione è stato indicato attorno ai 460 milioni di euro, anche se l’importo complessivo deve essere considerato nel quadro dell’intero accordo e delle attività di trasferimento, supporto e aggiornamento.
Cosa cambia per la Marina Militare italiana
L’Italia, cedendo la Bergamini e la Fasan, rinuncia a due fregate operative, subendo una riduzione della flotta. Tuttavia, l’operazione va inserita nel processo di rinnovamento della Marina Militare italiana. Le Fremm trasferite alla Grecia sono unità della prima generazione e il loro posto sarà progressivamente occupato da navi più moderne, comprese le Fremm EVO, versione aggiornata delle Fremm. Le tempistiche indicate nell’accordo prevedono il trasferimento della Bergamini entro il primo semestre del 2028 e quello della Fasan entro il primo semestre del 2029. Questo significa che esiste una fase di transizione nella quale la Marina Militare italiana deve gestire attentamente il rapporto tra le unità cedute e quelle nuove che entreranno in servizio.
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