CONEGLIANO – «Cosa ho portato di Conegliano nella nazionale turca? È ovvio che ho una mia idea di gioco e di pallavolo, ed è sempre quella. Ho un mio modello e su quello lavoro. E cerco di portare queste mie idee più o meno in tutte le squadre che alleno».
Daniele Santarelli, ancora in Turchia a godersi il successo agli Europei ottenuto domenica in finale contro l’Italia, svela uno dei suoi segreti: il modello Conegliano funziona anche se a metterlo in pratica sono le atlete della nazionale turca a cui di certo non difetta talento ed esperienza. In campo si traduce in una grande solidità a muro e nella capacità di marcare gli attaccanti avversari presidiando le traiettorie di attacco preferite. E questo lo si può fare solo con un grande studio degli avversari e con una preparazione specifica delle atlete.
Non a caso Santarelli ha voluto con sé, sulla panchina turca, parte del suo staff della Prosecco Doc: il vicentino Marco Greco addetto alle statistiche e la fisioterapista Ilenia Marin.
Il metodo
«Possiamo parlare di modello – dice Santarelli – in realtà poi il mio modo di intendere la pallavolo viene modificato in base a chi sono le ragazze che alleno e alle caratteristiche di ognuna di loro». E come ogni allenatore d’esperienza sa bene, alcune modifiche servono per esaltare punti di forza della squadra e nascondere quelli deboli: «Sì a volte cerco di modificare qualcosina un po’ per nascondere i difetti, ma in realtà il mio modo di interpretare la pallavolo è quello e cerco di portarlo più o meno in tutte le squadra che alleno».
Un esempio lampante è successo durante la finale, dove Santarelli a un certo punto ha fatto un mossa che con la Prosecco Doc si vede spesso: rafforzare la linea delle ricezione per sgravare l’elemento più debole ma magari più utile in attacco. E a fine partita, nella bolgia di un palazzetto impazzito dalla gioia, ha ammesso: «Ho iniziato il quarto set con Saliha Sahin. Dato che avevano problemi con la risposta al servizio di Derya Cebecioglu, ho deciso di iniziare con una giocatrice più brava in ricezione. Poi ho cercato di coinvolgere tutte le mie giocatrici in panchina. Le mie ragazze hanno fatto di nuovo un lavoro incredibile nel quarto set».
Rivalsa
Il titolo europeo conquistato, dopo la Vnl, zittisce anche quella critica che a inizio estate aveva accolto alcune sue convocazioni. Santarelli ribatte: «Non mi sono preso nessuna rivincita. Qui non si tratta di rivincite, ma di dimostrare che faccio il mio lavoro sempre con tanta professionalità e cerco di dimostrare di essere all’altezza del ruolo che mi viene dato. Non sempre mi riesce bene, a volte però mi tolgo delle belle soddisfazioni. E questa è una di quelle. Abbiamo vinto contro una squadra fortissima come la nazionale italiana. La finale è stata una partita meravigliosa. Sono veramente orgoglioso del percorso che abbiamo fatto».
Infine chiude la polemica nata dalla sua esultanza, da qualche tifoso italiano ritenuta eccessiva perché fatto dopo una vittoria contro la nazionale del proprio paese: «Sono italiano. Lo sapete tutti, ma lavoro per la Turchia. Do tutta la mia energia alla Turchia. Metto tutto quello che ho per aiutare questa squadra a fare meglio. Certo, è normale che diciate che sono cittadino italiano, ma amo moltissimo questo paese. Amo moltissimo il popolo di questo paese. Voglio davvero raggiungere qualcosa con questa nazionale, avere successo in questo modo. Io e la mia squadra stiamo dando il massimo per far sì che ciò accada».
Adesso però il capitolo della nazionale si chiude almeno per fino alla prossima estate. E Santarelli si prende qualche giorno di pausa: «Per staccare. Penso di tornare a Conegliano per il fine settimana, ma non ho ancora deciso».
