Dopo il successo internazionale di Explanation for Everything, il regista ungherese Gábor Reisz torna a Venezia 83 con Ground Floor, presentato oggi, 10 settembre, nella sezione Venezia Spotlight. Una tragicommedia ambientata quasi interamente all’interno di un condominio, che parte da un problema apparentemente banale per trasformarlo in un ritratto sociale sempre più caustico.
Il protagonista è Kristóf, un uomo alla vigilia delle vacanze estive con la moglie Vera. Proprio mentre la coppia sta per partire, Kristóf scopre della muffa nera dietro un armadio dell’appartamento. Convinto che all’origine del problema ci sia una perdita d’acqua proveniente da un altro appartamento, decide di bussare alle porte dei vicini per individuarne la causa.
Quella che dovrebbe essere una semplice questione di manutenzione domestica si trasforma però rapidamente in qualcosa di molto più grande. L’indagine di Kristóf attraversa le vite degli abitanti del palazzo e porta alla luce tensioni, frustrazioni e contraddizioni di una società sempre più divisa. Il condominio diventa così una sorta di microcosmo dell’Ungheria contemporanea, mentre la ricerca della perdita si trasforma in una surreale e progressiva “rivoluzione condominiale”.

Venezia 83: Reisz racconta il suo Ground Floor
Reisz costruisce il film mescolando realismo e linguaggio documentaristico, facendo crescere progressivamente il ritmo e l’assurdità delle situazioni. Al centro resta però la condizione di un uomo inizialmente apatico, segnato anche dal lutto per la perdita del padre, che proprio attraverso questo piccolo conflitto quotidiano viene costretto a prendere posizione.
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Nel cast figurano Ádám Tompa, Rodrigo Crespo, Bettina Józsa e Marcello Fonte, mentre la produzione vede anche una importante componente italiana, con All At Once di Andrea Romeo accanto alla ungherese Proton Cinema.
