La feta all’oratorio San Filippo di Piedimonte Matese
Sono stati accolti a Piedimonte Matese e ad Alife i 52 bambini e ragazzi ucraini ospitati a Mondragone nell’ambito del progetto di accoglienza “Apri Ucraina” curato dalla Caritas diocesana di Sessa Aurunca con l’obiettivo di offrire ai bambini colpiti dalle drammatiche conseguenze della guerra momenti di serenità, accoglienza e spensieratezza. Lunedì e mercoledì hanno viaggiato verso il Matese per trascorrere due pomeriggi di festa, di scambio e di preghiera.
Intenso il programma che li vede coinvolti, insieme agli accompagnatori dal 30 agosto al 15 settembre, tra mare, divertimento, scambi culturali. Diverse le parrocchie che hanno risposto all’invito ad accoglierli (in Alife-Caiazzo e nella Diocesi di Teano-Calvi), proprio come accaduto per l’Unità pastorale di Piedimonte Matese e la parrocchia Santa Maria Assunta di Alife coordinate dalla Caritas di Alife-Caiazzo. Immediata la risposta a mettere a diposizione degli speciali ospiti, spazi e soprattutto relazioni.
Ed è infatti nella relazione che si concretizza l’obiettivo del progetto di accoglienza: il gruppo di bambini e ragazzi provenienti dalla città di Lanivtsi (nei giorni scorsi raggiunti anche dal sindaco della città Roman Kaznovetskyi) sperimenta l’accoglienza attraverso l’incontro, il dono reciproco di esperienze e del tempo messo a disposizione dai tanti volontari coinvolti: sia quelli della Caritas e della parrocchia di San Rufino in Mondragone che li seguono passo dopo passo, sia quelli conosciuti nei brevi tour parrocchiali.
Sperimentano che la diversità di culture e di lingua non separa ma diventa ponte per conoscere ancor più in profondità ciò che estraneo alle abitudini, ai costumi… Sperimentano la pace, il sorriso, la serenità che a loro manca da quando la guerra ha sottratto loro la normalità del quotidiano e portato via dalle famiglie i papà, molti dei quali non hanno più fatto ritorno.
Ma il dono più grande sono loro per le comunità che in questi giorni li accolgono: perché sono il volto di chi pur avendo perduto il tempo spensierato dell’infanzia osa sognare un futuro e non perde la voglia di giocare; nei loro corpi e negli sguardi di bambini (alcuni nati poco prima della guerra, quindi troppo piccoli per ricordare la pace) convivono il dolore e la forza di chi ha ormai perduto anni di vita importanti ma prova ad immaginare che un mondo di pace esiste; per il credente sono il volto autentico di Cristo che attende la mano tesa del fratello ricordando l’avete fatto a me .
La festa nel Matese
A Piedimonte Matese sono stati accolti nella Villa comunale; hanno attraversato le strade cittadine e raggiunto il centralissimo oratorio San Domenico Savio per il momento di presentazioni, di conoscenza e di gioco. In corteo hanno poi raggiunto l’oratorio San Filippo per condividere un nuovo momento di scambio culturale, scambio di doni e poi la cena. Scout, animatori di Azione Cattolica, bambini, catechiste, i sacerdoti, il direttore della Caritas diocesana don Alessandro Occhibove (poi presente anche ad Alife) sono stati con loro e gioito insieme per alcune ore.
Ad Alife il numeroso gruppo a cui si è unito il direttore della Caritas di Sessa Aurunca don Osvaldo Morelli, è stato accolto a Porta Napoli e successivamente in Cattedrale dove ha preso parte alla Celebrazione eucaristica con i sacerdoti. Al termine hanno ascoltato il racconto della storia e della tradizione religiosa locale, ammirato la cripta, conosciuto San Sisto, patrono della città, osservato con stupore il presepe settecentesco napoletano, simbolo per eccellenza di pace e accoglienza così come è stato spiegato loro. Poi festa e cena nel salone parrocchiale di Santa Caterina curate dalle catechiste e dai giovani della parrocchia prima di rientrare a Mondragone.
Il tour accogliente continua; sabato l’incontro con il vescovo Giacomo Cirulli tra gli ultimi appuntamenti in Alto casertano prima di tornare in Ucraina.
