Bruxelles, 11 settembre 2026 – La Commissione europea ha dato il via libera a un ulteriore stanziamento di 6,1 miliardi di euro per l’Ucraina, destinato all’acquisto di diversi prodotti per la difesa nei settori della difesa aerea e missilistica, delle munizioni, dei droni e della guerra elettronica. I nuovi fondi sosterranno l’acquisto di prodotti per la difesa da aziende sia dell’UE che ucraine. Inoltre, la decisione consente all’Ucraina di acquistare missili PAC-3 per i sistemi Patriot, a seguito dell’accordo raggiunto lunedì dagli Stati membri dell’UE.
Finanziato nell’ambito del prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro, il pacchetto include cinque deroghe alle condizioni di ammissibilità standard: tre per droni e componenti di fabbricazione ucraina che superano determinate soglie di costo e due per apparecchiature di fabbricazione statunitense, in particolare i missili PAC-3, anche tramite il meccanismo PURL coordinato dalla NATO. Come sottolineato dall’esecutivo europeo, il finanziamento è mirato a rafforzare la capacità dell’Ucraina di resistere alla continua intensificazione degli attacchi missilistici balistici e dei droni russi.
“Oggi abbiamo approvato uno stanziamento di 6,1 miliardi di euro per aiutare l’Ucraina ad acquistare diversi prodotti per la difesa nei settori della difesa aerea e missilistica, delle munizioni, dei droni e della guerra elettronica”, ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un comunicato stampa.
Per la presidente dell’esecutivo comunitario, con questa approvazione l’Ucraina potrà ora acquistare anche le apparecchiature Patriot necessarie per proteggere meglio i propri cieli dagli attacchi indiscriminati della Russia.
Il prestito di sostegno all’Ucraina comprende 30 miliardi di euro per gli aiuti di bilancio e 60 miliardi di euro per la difesa nel periodo 2026-2027. Con questa approvazione, i 28,3 miliardi di euro destinati al sostegno alla difesa dell’Ucraina per il 2026 sono stati ora completamente stanziati, definendo con precisione gli acquisti di attrezzature, i fornitori selezionati, le quantità necessarie e le tempistiche di attuazione. In una nota, Bruxelles ricorda che nel corso del 2026 sono già stati erogati 8,35 miliardi di euro in finanziamenti per la difesa all’Ucraina, precisando che “altri fondi seguiranno a breve”.
L’UE tenta di rispondere alle necessità ucraine
La priorità, secondo il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius, resta ora quella di mettere rapidamente a disposizione di Kyiv i sistemi di cui ha maggiore necessità. “Il vantaggio militare ucraino dipende dalla rapida disponibilità di prodotti critici nelle quantità richieste e in tempi molto brevi”, ha spiegato il commissario parlando ai giornalisti nella conferenza stampa organizzata al termine del primo incontro dell’Alleanza UE-Ucraina per i droni, sottolineando che resta cruciale accelerare le consegne europee attraverso il ricorso alle scorte esistenti, la riorganizzazione degli ordini e l’aumento della produzione.
Particolare attenzione è rivolta agli intercettori PAC-3, prodotti negli Stati Uniti e utilizzati dai sistemi Patriot per contrastare soprattutto i missili balistici russi. Secondo quanto riferito, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky stima che Kyiv avrà bisogno di circa 300 intercettori Patriot per affrontare l’inverno in condizioni di maggiore sicurezza. La disponibilità dei PAC-3 resta però limitata, mentre l’intensificazione degli attacchi russi aumenta l’urgenza di rafforzare le capacità di difesa aerea ucraine.
Per accelerare le consegne, Bruxelles sta cercando di convincere gli Stati membri che dispongono già di intercettori Patriot nelle proprie scorte a trasferirne una parte all’Ucraina, per poi ricostituire le riserve con le consegne programmate per il 2027. “Gli ucraini, per quanto comprendiamo, faranno ora tutto il possibile per avere il maggior numero di questi intercettori prima dell’inverno”, ha affermato Kubilius.
Anche la NATO, ha aggiunto il commissario, sta lavorando intensamente attraverso il programma PURL, che consente di mobilitare armamenti di fabbricazione statunitense per l’Ucraina. “Spero che questo venga realizzato in modo davvero efficace”, ha concluso Kubilius.
Sul funzionamento del pacchetto il portavoce della Commissione europea, Balazs Ujvari, ha spiegato che una parte consistente dei 6,1 miliardi approvati richiede deroghe alle normali condizioni di ammissibilità previste dal prestito europeo. “Dei 6,1 miliardi, 3,2 miliardi richiedono una deroga”, ha affermato il portavoce UE rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing di mezzogiorno a Palazzo Berlaymont. Ujvari ha inoltre aggiunto che la deroga riguarda, tra gli altri prodotti, i missili PAC-3 per i sistemi Patriot, ma anche i droni.
Ujvari ha precisato che i 3,2 miliardi non sono quindi destinati esclusivamente all’acquisto degli intercettori Patriot. Il portavoce ha poi voluto chiarire che la Commissione mantiene inoltre riservati i dettagli sui singoli prodotti e sulle quantità, per ragioni legate alla sicurezza operativa. Bruxelles distingue inoltre tra fondi già approvati e risorse effettivamente erogate. A fronte dei 28,3 miliardi ormai completamente allocati per il sostegno alla difesa ucraina nel 2026, finora sono stati versati circa 8,4 miliardi di euro.
Secondo Ujvari, il ritmo dei pagamenti è però destinato ad aumentare sensibilmente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. “Ci aspettiamo che il prossimo esborso ammonti a circa 4,7 miliardi di euro per scopi di difesa”, ha spiegato il portavoce, indicando questo passaggio come uno dei prossimi sviluppi da seguire. Prima dell’erogazione, la Commissione continuerà a verificare i contratti sottoscritti da Kiev per assicurarsi che rispettino le condizioni previste dal prestito e i termini concordati con gli Stati membri.
