Gli Houthi avanzano lungo il Mar Rosso e aprono di fatto un secondo fronte nella guerra con l’Iran, ampliando il conflitto e aumentando ulteriormente la pressione sui mercati energetici e finanziari globali, con il petrolio che resta oltre i 100 dollari. Gli Houthi hanno smentito di avere contattato gli Stati uniti per chiedere di non essere attaccati, come invece sostenuto dal presidente Donald Trump. Paesi BRICS: \”Preoccupazione per la situazione. Esortiamo al massimo contenimento in Medio Oriente\”.\n

    Il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, previsto per la settimana prossima a Roma, è stato rinviato a ottobre. Lo dichiara un funzionario degli Stati Uniti. Gli ambasciatori libanese e israeliano si incontreranno comunque la prossima settimana presso il Dipartimento di Stato a Washington.

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    I leader dei Paesi Brics riuniti a Nuova Delhi hanno approvato  all’unanimità una lunga dichiarazione congiunta, un passo tutt’altro che  scontato considerate le profonde divergenze che dividono alcuni dei  Paesi, a partire da Iran ed Emirati arabi uniti. Nel suo discorso di  apertura del vertice, il Premier indiano Narendra Modi ha spiegato che  per il blocco degli 11 Paesi con il 40 per cento del pil globale, è  arrivato il momento di tradurre unità e consenso in risultati concreti  sulla scena internazionale globale. \nSecondo  i media indiani, la dichiarazione congiunta chiede la riforma delle  istituzioni internazionali, un \”aggiornamento strutturale\” del Consiglio  di sicurezza delle Nazioni Unite, respinge \”atti unilaterali di  guerra\”, e chiede che sia garantita la sicurezza dei marittimi e delle  rotte marittime commerciali nel quadro delle tensioni militari in corso  in Medio Oriente. \”Tenendo a mente la necessità di adattare  l’architettura attuale delle relazioni internazionale per meglio  riflettere le realtà contemporanee, ribadiamo il nostro impegno al  rafforzamento del multilateralismo e del multipolarismo e al  potenziamento del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni  Unite\”, si legge inoltre nel documento.

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    \”Come al solito, con le sue menzogne da clown, il criminale Trump se ne  esce con affermazioni prive di fondamento\”. Lo ha dichiarato l’esponente  Houthi Hizam al-Assad, citato da Al Jazeera, replicando al presidente  americano Donald Trump, secondo il quale gli Houthi avrebbero contattato  gli Stati Uniti per far sapere di non volere uno scontro con  Washington. \”Ma la realtà lo riassume con un vecchio proverbio: ‘La mano  che non puoi spezzare, baciala e prega che si spezzi’\”, ha aggiunto  al-Assad.

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    I Paesi Brics, in una dichiarazione congiunta pubblicata dal ministero  degli Esteri indiano, hanno espresso \”profonda preoccupazione per le  continue violenze a Gaza, nonostante l’accordo di cessate il fuoco  dell’ottobre 2025\”. \”Chiediamo di porre fine a qualsiasi politica volta  allo spostamento forzato dei palestinesi dalla Striscia di Gaza ed  esprimiamo preoccupazione per disposizioni che possano pregiudicare i  diritti inalienabili del popolo palestinese e legittimare o prolungare  l’occupazione\”, si legge nella dichiarazione congiunta. I Paesi Brics  chiedono inoltre \”l’attuazione delle pertinenti risoluzioni  dell’Assemblea generale e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni  Unite\” e dicono di esortare \”tutte le parti a garantire il mantenimento  del cessate il fuoco e un accesso umanitario pieno e senza ostacoli  nella Striscia di Gaza.

    “,”postId”:”7f2badec-bd7c-4934-9a14-974b87d554a2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T13:11:18.753Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T15:11:18+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ft: \”Gli Usa rafforzano le modalità di protezione nello Stretto di Hormuz\””,”content”:”

    Gli Stati Uniti stanno rafforzando le modalità di protezione del traffico mercantile nello Stretto di Hormuz, imponendo alle petroliere di navigare esclusivamente in fasce orarie prestabilite per poter beneficiare della copertura di difesa aerea militare, in uno scenario che vede gli attacchi iraniani contro il transito mercantile sempre più verso le ore notturne.\n    Secondo il Financial Times, Washington fornisce protezione aerea sin dal mese di maggio alle navi che percorrono la rotta meridionale lungo la costa dell’Oman. Tuttavia, all’inizio di settembre, il passaggio sicuro è stato circoscritto a due fasce orarie giornaliere specifiche, consentendo alle forze americane di concentrare la copertura sui momenti di effettivo transito delle navi scortate, anziché mantenere un livello di protezione costante e ininterrotto.\n    L’adeguamento evidenzia come la prolungata tensione nell’area di Hormuz costringa Washington a gestire con maggiore oculatezza le limitate risorse difensive a disposizione. All’Iran non è necessario bloccare completamente lo stretto per imporre costi agli Stati Uniti e al settore marittimo globale: attacchi ripetuti possono infatti rendere necessarie le scorte, alterare i programmi di navigazione e accrescere i rischi legati al trasporto. Più la situazione si protrae, più la contesa si trasforma in una prova di resistenza, in cui le forze statunitensi cercano di preservare la libertà di navigazione senza permettere a Teheran di dettare i ritmi del traffico commerciale.

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    Il Baherin non parteciperà alla riunione di lunedì in Oman tra i paesi rivieraschi del Golfo Persico per discutere dello stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri. Il regno, ha spiegato, non prenderà parte a riunioni con l’Iran finche’ non saranno state ristabilite le relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

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    Gli Houthi hanno smentito di avere contattato gli Stati uniti per chiedere di non essere attaccati, come invece sostenuto dal presidente Donald Trump. In una nota riportata dall’agenzia iraniana Tasnim, Hazam al-Asad, membro del movimento Ansarallah, ha definito \”una menzogna l’affermazione del presidente terrorista e criminale degli Stati Uniti\”.

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    Almeno sette persone, tra cui tre membri dei pasdaran, sono rimaste uccise sabato durante scontri armati nella città di Saravan – nell’ambito di un’operazione contro una \”cellula terroristica\” – segnando l’ultimo episodio di violenza nella turbolenta provincia del Sistan-Baluchistan, dove gli scontri si sono intensificati negli ultimi giorni.

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    In una dichiarazione congiunta, i paesi che partecipano al vertice in corso dei BRICS hanno commentato la situazione in Medio Oriente. \”Esprimiamo profonda preoccupazione per la continuata escalation delle tensioni in Medio Oriente e, richiamando le nostre rispettiva posizioni nazionali, esortiamo a esercitare il massimo contenimento e a evitare azioni che possano ulteriormente aggravare la situazione\”. I Paesi BRICS hanno espresso \”profonda preoccupazione\” per la continua violenza nella Striscia di Gaza nonostante l’accordo di cessate il fuoco raggiunto quasi un anno fa, nell’ottobre del 2025: per questo si chiede pieno e incondizionato accesso umanitario nell’enclave palestinese. I BRICS hanno anche chiesto la cessazione di qualsiasi politica volta allo sfollamento forzato dei palestinesi da Gaza e hanno espresso preoccupazione per gli accordi che potrebbero legittimare o prolungare l’occupazione.

    “,”postId”:”4af166f3-8a36-4606-8d88-0b54b2d67d75″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T11:38:28.973Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T13:38:28+0200″,”image”:{“imgSrc”:”https://www.csseo.org/wp-content/uploads/2026/09/pezeshkian modi ansa.jpg”,”imgAlt”:”Masoud Pezeshkian, presidente della Repubblica Islamica dell’Iran insieme al primo ministro indiano Narendra Modi.”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:”Masoud Pezeshkian, presidente della Repubblica Islamica dell’Iran insieme al primo ministro indiano Narendra Modi.”},”altBackground”:true,”title”:”Vertice dei BRICS: Pezeshkian ha incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi”,”content”:”

    Come riporta l’agenzia Reuters, il presidente iraniano Pezeshkian ha incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi a margine del vertice BRICS in India, lo sceicco Khaled bin Mohamed Al Nahyan. Nella foto, Pezeshskian stringe la mano al primo ministro indiano Narendra Modi.

    “,”postId”:”070474c6-1992-4864-bb04-6ac392d52c55″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T10:39:52.598Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T12:39:52+0200″,”video”:{“videoId”:”1124003″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/guerra-medioriente-houthi-conquistano-stretto-bab-el-mandeb-1124003″},”altBackground”:true,”title”:” Houthi conquistano stretto Bab El-Mandeb”,”postId”:”86a84f35-3da8-4c92-9571-6df89f212be4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T10:35:37.252Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T12:35:37+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: gli Houthi ci hanno chiesto di non intervenire contro di loro”,”content”:”

    Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che i combattenti Houthi yemeniti, alleati dell’Iran – che hanno conquistato uno strategico punto di passaggio tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden in Yemen – hanno chiesto a Washington di non intervenire. \”Gli Houthi ci hanno chiamato e non vogliono combattere con noi\”, ha detto Trump ai giornalisti durante una visita a Dublino. \”Non vogliono che li attacchiamo\”, ha aggiunto.

    “,”postId”:”e1a929d3-b8f1-4281-bc63-47685765ce86″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T08:57:00.932Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T10:57:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Capo commissione Sicurezza: per ora negoziati inutili”,”content”:”

    L’Iran non intende trattare con gli americani fino a quando non vi saranno le dovute premesse. Ad assicurarlo è stato Ebrahim Azizi, capo della commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano. \”Nessun negoziato. Finché le condizioni dell’Iran non saranno soddisfatte, i colloqui sono inutili\”, ha scritto su X.

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    \”Non cerchiamo la guerra né vogliamo che continui. Nonostante tutte le ingiustizie subite dal nostro popolo, diamo priorità alla pace\”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, a margine del summit dei Brics a New Delhi. \”Non abbiamo bisogno di un gendarme nella regione. L’integrità territoriale degli Stati e la sicurezza regionale possono essere garantite soltanto dagli attori della regione stessa\”, ha aggiunto.

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    Il presidente libanese, Joseph Aoun, conferma che \”al momento non ci sono nuovi colloqui con Israele\”. Lo riferiscono i media locali. Le dichiarazioni, effettuate durante la visita a sorpresa a Nabatieh, nel sud del Libano, insieme al comandante delle forze armate libanesi, giungono dopo che un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha reso noto che il prossimo ciclo di negoziati mediati dagli Stati Uniti – previsto inizialmente a Roma per la prossima settimana – è stato rinviato a ottobre. 

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    I colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti sono inutili, a meno che Washington non accetti tutte le richieste di Teheran. Lo ha scritto in un post su X il presidente della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi. \”Finché la parte americana non accetterà tutte le condizioni dell’Iran, il dialogo e i negoziati saranno inutili\”, ha detto Azizi.

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    In un altro post su X, Azizi ha aggiunto: \”Nessun negoziato. Finché non saranno soddisfatte le condizioni dell’Iran, i colloqui sono inutili\”.

    “,”postId”:”cb2c7fd7-253b-401f-b7c5-742000ee4914″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T06:32:29.365Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T08:32:29+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: centinaia di rifugiati yemeniti salvati in mare e trasferiti a Gibuti”,”content”:”

    Circa 500 rifugiati provenienti dallo Yemen hanno raggiunto la città costiera di Obock, a Gibuti, dopo essere stati salvati in mare: lo ha reso noto un funzionario, scrive Al Jazeera. Il gruppo comprendeva donne e bambini \”recuperato da imbarcazioni rimaste alla deriva senza carburante\”, ha scritto su X il ministro dell’Economia e delle Finanze di Gibuti, Ilyas Dawaleh, aggiungendo che le istituzioni stanno conducendo operazioni di salvataggio e fornendo assistenza. Almeno 46.000 persone sono state sfollate in Yemen da quando, la scorsa settimana, i combattimenti si sono intensificati, secondo quanto rende noto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) delle Nazioni Unite. Il dato è in aumento \”di ora in ora\”, ha avvertito l’agenzia. 

    “,”postId”:”baaa8793-9cee-4371-81ae-8db592ee1d78″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T06:30:11.960Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T08:30:11+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, Aoun visita città colpita da Israele: ‘Non sono in corso negoziati'”,”content”:”

    Il presidente libanese Joseph Aoun è arrivato a sorpresa in visita nella città di Nabatieh, nel sud del Paese, colpita ieri da raid israeliani. \”Al momento non sono in corso nuove negoziazioni con Israele\”, ha dichiarato il presidente del Libano, accompagnato dal comandante dell’esercito, il generale Rodolphe Haykal. Secondo Aoun, \”il ritiro di Israele, il ritorno dei prigionieri e degli sfollati e la ricostruzione” del Libano meridionale ”sono principi nazionali che ci impegniamo a realizzare\”.  Il presidente libanese ha quindi smentito il rinvio a ottobre dei colloqui con Israele che erano stati programmati per settembre a Roma.

    “,”postId”:”0a8b282a-7e3f-49bf-ad0f-03810ea2e762″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T06:12:47.101Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T08:12:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pezeshkian: ‘Non ci piegheremo alle prepotenze degli Usa’”,”content”:”

    \”Oggi l’Iran resta saldo di fronte agli Stati Uniti e al regime sionista e non cederà alle loro prepotenze\”. Lo afferma il presidente, Masoud Pezeshkian, incontrando esponenti religiosi e del mondo degli affari indiani nella tarda serata di ieri, a margine del Forum Brics a Nuova Delhi. \”Questi sedicenti paladini dei diritti umani sono, in realtà, attori malevoli che ci etichettano come terroristi\”, ha aggiunto, citato dall’agenzia Irna, sottolineando: \”Stiamo pagando il prezzo di questa posizione, eppure, finché vivremo, perseguiremo la verità e la giustizia e non ci piegheremo all’oppressione, alla tirannia o alle prepotenze\”. 

    “,”postId”:”286d0ec4-0450-48c9-a163-7b85211b772d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T06:10:46.264Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T08:10:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pasdaran: \”Avanzata Houthi è trionfo divino\””,”content”:”

    Un ”trionfo divino”. Così i Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno definito la conquista da parte degli Houthi della costa sul Mar Rosso. Si tratta di un \”trionfo divino e il frutto di anni di fermezza nei campi di battaglia più difficili\”, ha scritto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Sardar Mohebi, su X.

    “,”postId”:”eba5c8e8-302a-4195-89c4-c21b02799e19″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T05:45:06.229Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T07:45:06+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pezeshkian: ‘Hormuz riaprirà dopo stop blocco navale Usa’”,”content”:”

    Lo Stretto di Hormuz riaprirà se gli Stati Uniti porranno fine al blocco navale contro l’Iran. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian in un’intervista a India Today, rilasciata a margine del vertice Brics a Nuova Delhi. Pezeshkian ha affermato che lunedì a Muscat l’Iran e l’Oman firmeranno un accordo su una rotta condivisa attraverso lo stretto, alla presenza dei ministri degli Esteri arabi. L’accordo sarà poi presentato all’Organizzazione marittima internazionale, ha aggiunto. 

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    \”Gli stessi Paesi dal cui territorio siamo stati attaccati saranno presenti a questo incontro\”, ha affermato il presidente iraniano. Pezeshkian ha poi accusato Washington di aver fatto ricorso al blocco navale dopo aver fallito nel raggiungere i propri obiettivi con la guerra, aggiungendo che la pressione non fermerà l’Iran.

    “,”postId”:”b83dc7f4-d1b9-4ff5-9b49-8576bf5307c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T05:43:21.027Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T07:43:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Baghaei attacca Hegseth per le dichiarazioni sull’Iran durante anniversario 11/9″,”content”:”

    \”La narrazione sostenuta dal segretario statunitense alla Difesa, Pete Hegseth è costellata di contraddizioni fondamentali: non si può compiere un’aggressione, eseguire vili assassinii e causare vittime civili, pretendendo al contempo di avere l’autorità esclusiva per definire il terrorismo e stabilire di chi sia la violenza legittima\”. Lo afferma su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, accusando Washington di tentare di giustificare \”una guerra sconsiderata e illegale contro l’Iran\” invocando il 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre al World Trade Center. Reagendo alle osservazioni fatte dal segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, durante la cerimonia commemorativa, Baghaei ha denunciato quelle che ha definito \”contraddizioni fondamentali nella politica estera americana\”. L’affermazione è giunta dopo che Hegseth, nell’anniversario dell’11 settembre, ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno ancora \”mandando i terroristi dove meritano di stare: all’inferno\” nel corso della guerra contro l’Iran. \”Gli autori dell’11 settembre non erano iraniani, erano proprio quelle stesse persone che gli Usa avevano armato, organizzato o comunque sostenuto nei decenni precedenti\”, ha aggiunto Baghaei.

    “,”postId”:”d833a17a-e2b1-4fec-97cd-8f5957493618″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T05:35:14.296Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T07:35:14+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ft: Usa limitano finestre per passaggio sicuro Hormuz”,”content”:”

    Gli Stati Uniti hanno chiesto alle petroliere che attraversano lo stretto di Hormuz di navigare soltanto in determinate fasce orarie per poter ricevere la protezione militare americana, dopo l’aumento degli attacchi iraniani contro le navi in transito durante la notte. Lo riferisce il Financial Times. Da maggio Washington offre una copertura aerea alle imbarcazioni che percorrono una rotta lungo la costa dell’Oman, sul lato meridionale dello stretto, nel tentativo di contrastare gli attacchi iraniani e mantenere attivo almeno in parte il flusso di petrolio dal Golfo. Gli armatori devono presentare una richiesta al centro di coordinamento navale statunitense per la cooperazione e la guida alla navigazione, l’Ncags, che fornisce le coordinate da seguire e l’autorizzazione al transito sotto la protezione degli aerei americani. Inizialmente le navi potevano attraversare lo stretto durante ampie finestre temporali notturne. Intorno all’inizio di settembre, però, il periodo è stato ridotto a due fasce orarie precise al giorno, secondo alcune email inviate dall’Ncags ai consulenti marittimi. Alle imbarcazioni viene ora indicato un orario esatto per iniziare il viaggio, per esempio le 9 del mattino. \”Stiamo fornendo orari di transito raccomandati che variano a seconda del giorno. La vostra nave non è obbligata a rispettarli, ma è invitata a farlo per ricevere il miglior sostegno possibile\”, si legge in uno dei messaggi. \”Il transito durante le ore di oscurità non si è dimostrato il momento più sicuro della giornata\”, avverte un’altra comunicazione, facendo riferimento alle minacce contro la navigazione commerciale. Il Centcom, responsabile delle operazioni militari americane in Medio Oriente, ha dichiarato che i messaggi dell’Ncags sono sufficientemente espliciti.

    \n”,”postId”:”b5d60ddb-7397-4995-b6b8-733d0875d3e6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T05:27:56.360Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T07:27:56+0200″,”altBackground”:false,”title”:”L’Iraq chiude la frontiera con l’Iran dopo attacco a oleodotto saudita”,”content”:”

    L’Iraq ha ordinato la chiusura del valico di frontiera di Shalamcheh, tra Iraq e Iran, come misura precauzionale in seguito ai recenti attacchi con droni contro l’Arabia Saudita: lo hanno riferito a Reuters due fonti della sicurezza.    Secondo le fonti, è in corso un’operazione su larga scala per dare la caccia agli autori dell’attacco contro l’Arabia Saudita.

    “,”postId”:”6ff6576c-3331-4d2d-973b-db845feb62dc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T04:45:21.931Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T06:45:21+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Arabia Saudita: ‘Droni partiti da Iraq hanno costretto a chiusura oleodotto'”,”content”:”

    Le autorità saudite hanno dichiarato che droni lanciati dall’Iraq hanno provocato la chiusura temporanea di una fondamentale via di esportazione del petrolio utilizzata per aggirare il blocco dello Stretto di Hormuz. Riad ha aumentato l’utilizzo dell’oleodotto East-West, che collega Abqaiq, nei pressi del Golfo Persico, al porto di Yanbu sul Mar Rosso, dall’inizio della guerra in Medio Oriente, per evitare gli effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Il ministero degli Esteri saudita ha condannato \”l’attacco all’oleodotto East-West nelle regioni di Riyad e Medina da parte di diversi droni provenienti dall’Iraq, che hanno causato feriti e danni\”. L’oleodotto \”è stato fermato a titolo precauzionale e gli attacchi hanno provocato alcuni feriti\”, aveva dichiarato in precedenza un funzionario del ministero dell’Energia all’agenzia di stampa Spa.

    \n

    Immagini satellitari del programma Copernicus Sentinel, scattate giovedì, mostravano dense colonne di fumo nero nei pressi di Medina, lungo il tracciato generale dell’oleodotto East-West che trasporta il petrolio saudita verso la costa del Mar Rosso. L’ufficio del primo ministro iracheno Ali al-Zaidi ha confermato che l’attacco è partito dal territorio iracheno e ha annunciato su X la destituzione del comandante responsabile della provincia meridionale di Maysan. Il governo iracheno ha affermato di condannare \”gli attacchi contro i nostri fratelli del Regno dell’Arabia Saudita, lanciati da una località situata all’interno del governatorato\”. Riad ha dichiarato che, su richiesta del primo ministro iracheno, ha scelto \”di non rispondere in questa fase e di sostenere gli sforzi del governo iracheno per impedire attacchi lanciati dall’Iraq contro il Regno e i Paesi vicini\”. In passato l’Arabia Saudita aveva accusato le milizie irachene sostenute dall’Iran di aver preso di mira le sue infrastrutture petrolifere. Tuttavia, ha sottolineato che il Regno \”si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranità, la propria sicurezza, le proprie infrastrutture\” e la propria popolazione. 

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    Prima di sferrare l’attacco che a luglio causò la morte di tre militari Usa, l’Iran ebbe da entità cinesi immagini satellitari ad alta risoluzione della base target in Giordania. Il Wall Street Journal, in base a quanto riferito da funzionari americani, ha osservato che si tratta della prova più evidente emersa finora sul fatto che il sostegno cinese all’Iran durante il conflitto abbia avuto conseguenze letali per i militari americani. I funzionari Usa non hanno voluto identificare le entità mandarine, né hanno ipotizzato un coinvolgimento diretto di Pechino. Teheran, tuttavia, si è procurata le immagini prima e dopo l’attacco. La scoperta potrebbe inasprire le tensioni tra Stati Uniti e Cina in vista del vertice programmato per il 24 settembre tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, giungendo dopo mesi di frustrazione per il rifiuto di Pechino di accogliere gli avvertimenti americani sulle aziende cinesi che danno immagini all’Iran. Alti funzionari Usa hanno sollevato la questione delle immagini collegate all’attacco del 17 luglio con le loro controparti cinesi, le quali hanno respinto le accuse chiedendo prove, ha riferito il Wsj. La Cina ha ripetutamente liquidato le preoccupazioni di Washington, rifiutandosi di ammettere che le sue aziende siano coinvolte in tali attività. 

    “,”postId”:”ab8fc816-de59-47a8-b6b9-75c45a3ed01e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T04:15:16.984Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T06:15:16+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano: prossima settimana incontro con Israele a Washington”,”content”:”

    Gli ambasciatori di Libano e Israele si incontreranno la prossima settimana presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per discutere dell’attuazione del quadro trilaterale raggiunto a giugno e degli ultimi sviluppi, in un momento di stagnazione dei negoziati tra i due paesi. L’incontro è stato confermato questo venerdì da un funzionario del Dipartimento di Stato che ha osservato che il Quadro trilaterale rimane \”l’unico meccanismo praticabile\” per ripristinare la sovranità del Libano e garantire la sicurezza di Israele. La fonte ha inoltre confermato che il prossimo ciclo di colloqui formali si terrà a Roma in ottobre. Il processo è iniziato ad aprile con contatti diretti tra le delegazioni dei due paesi e ha portato il 26 giugno a Washington a un accordo quadro mediato dagli Stati Uniti. Il patto prevede un ritiro progressivo delle truppe israeliane da alcune aree del Libano meridionale e la loro sostituzione con l’esercito libanese attraverso la creazione di \”zone pilota\”, nonché meccanismi per promuovere il disarmo verificabile dei gruppi armati. La prima fase di queste zone pilota è iniziata a luglio con il ritiro israeliano da tre città e il trasferimento del controllo all’esercito libanese, ma il processo è stato accompagnato da nuovi attacchi e dalla persistenza delle truppe israeliane nel territorio libanese. Il settimo round di negoziati, tenutosi a Roma all’inizio di agosto, ha cercato di consolidare il ritiro ed espandere il modello delle zone pilota, mentre i combattimenti continuavano nel sud.

    \n”,”postId”:”c23f4c80-873d-4df9-8a98-82509ab75831″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T04:14:23.972Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T06:14:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Libano: slittano a ottobre colloqui con Israele a Roma”,”content”:”

    I colloqui diplomatici tra Israele e il Libano, inizialmente previsti per la prossima settimana a Roma, sono stati rinviati a ottobre; lo ha annunciato un funzionario del Dipartimento di Stato, dato che Washington funge da mediatore in queste complesse trattative. Sebbene gli ambasciatori di Libano e Israele negli Stati Uniti debbano comunque incontrarsi la prossima settimana a Washington, \”il prossimo ciclo di negoziati formali si terrà a Roma a ottobre\”, ha dichiarato il funzionario del Dipartimento di Stato, chiedendo di rimanere anonimo.

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    Il Bahrein ha condannato l’attacco con droni contro l’oleodotto saudita Est-Ovest, affermando che i droni sono stati lanciati dal territorio iracheno.    In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa del Bahrein, riferisce Al Jazeera, il ministero degli Esteri ha affermato che l’attacco ha causato feriti e danni materiali, definendolo una \”palese violazione\” del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dei principi di buon vicinato.    Il ministero ha affermato che il Bahrein è pienamente solidale con l’Arabia Saudita e ne sostiene il diritto di adottare misure per proteggere sovranità, sicurezza e infrastrutture.

    “,”postId”:”b344e1f1-d234-45f8-9c95-bfea1ff0e483″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T04:10:53.889Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T06:10:53+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Anthropic accusa l’Iran: ‘Ha preso di mira navi della Marina Usa con l’IA'”,”content”:”

    L’Iran ha utilizzato modelli di intelligenza artificiale sviluppati negli Stati Uniti per tentare di prendere di mira navi della Marina Usa in Medio Oriente: è quanto emerge da un rapporto di Anthropic che mette in guardia sui rischi emergenti per la sicurezza nazionale. Secondo il rapporto, un gruppo legato all’Iran ha raccolto informazioni provenienti da transponder di navi e aerei, fotografie militari e immagini satellitari commerciali per tracciare le navi da guerra americane e individuare vulnerabilità nei loro sistemi di comunicazione di bordo.    Anthropic, ha riportato il Wall Street Journal, ha dichiarato di aver sventato il piano di questo \”attore della minaccia\”, che si è avvalso del modello di IA avanzata Claude. La scoperta fatta dalla startup guidata dall’italoamericano Dario Amodei è una delle diverse minacce delineate nel rapporto di 154 pagine, in cui sono illustrate le modalità inedite con cui gli avversari degli Stati Uniti stanno impiegando l’IA, creando gravi rischi per la sicurezza nazionale in un ampio raggio di attività: dallo sviluppo di nuovi missili e dalle campagne di disinformazione aggressiva allo spionaggio dei dissidenti, fino al possibile sviluppo di armi biologiche.

    “,”postId”:”9f012690-350e-42ba-ad52-5e5cb9ecfe33″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-12T04:10:26.834Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-12T06:10:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: ‘Casa Bianca valuta il Defense Production Act per aumentare raffinazione petrolifera’”,”content”:”

    La Casa Bianca sta valutando come utilizzare il ‘Defense Production Act’, la legge sulla produzione per la difesa, allo scopo di espandere la capacità di raffinazione petrolifera degli Stati Uniti, mentre il conflitto con l’Iran mette ancora a nudo la vulnerabilità del Paese di fronte a interruzioni nelle forniture globali di petrolio con i relativi prezzi schizzati a 100 dollari al barile.    Lo riporta Reuters sul suo sito, in base a quanto riferito da due fonti a conoscenza dei piani dell’amministrazione Trump. La valutazione di una misura così straordinaria evidenzia la crescente pressione sulla Casa Bianca perché dimostri di poter contenere l’impatto dell’impennata dei prezzi dei carburanti su consumatori e imprese, in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.    La proposta di ricorrere a una legge d’emergenza è emersa durante un recente incontro tra il presidente Donald Trump e una dozzina di rappresentanti delle raffinerie Usa: in tale sede, i funzionari della Casa Bianca hanno cercato di stabilire come impiegare al meglio il sostegno federale per incrementare la capacità produttiva, hanno riferito le fonti. Non è stata presa alcuna decisione definitiva e i partecipanti hanno lasciato l’incontro con l’aspettativa che il dialogo proseguisse. Il Defense Production Act, considerato una misura di ultima istanza e mai utilizzata in precedenza per incrementare la capacità di raffinazione, dà al tycoon ampi poteri per indirizzare le risorse industriali e fornire incentivi finanziari alle aziende affinché espandano le proprie attività.

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    Gli Houthi avanzano lungo il Mar Rosso e aprono di fatto un secondo fronte nella guerra con l’Iran, ampliando il conflitto e aumentando ulteriormente la pressione sui mercati energetici e finanziari globali, con il petrolio che resta oltre i 100 dollari. Gli Houthi hanno smentito di avere contattato gli Stati uniti per chiedere di non essere attaccati, come invece sostenuto dal presidente Donald Trump. Paesi BRICS: “Preoccupazione per la situazione. Esortiamo al massimo contenimento in Medio Oriente”.

    Il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, previsto per la settimana prossima a Roma, è stato rinviato a ottobre. Lo dichiara un funzionario degli Stati Uniti. Gli ambasciatori libanese e israeliano si incontreranno comunque la prossima settimana presso il Dipartimento di Stato a Washington.

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    5 minuti fa

    Brics: approvata all’unanimità dichiarazione finale “contro ogni atto unilaterale di guerra”

    I leader dei Paesi Brics riuniti a Nuova Delhi hanno approvato  all’unanimità una lunga dichiarazione congiunta, un passo tutt’altro che  scontato considerate le profonde divergenze che dividono alcuni dei  Paesi, a partire da Iran ed Emirati arabi uniti. Nel suo discorso di  apertura del vertice, il Premier indiano Narendra Modi ha spiegato che  per il blocco degli 11 Paesi con il 40 per cento del pil globale, è  arrivato il momento di tradurre unità e consenso in risultati concreti  sulla scena internazionale globale. 
    Secondo  i media indiani, la dichiarazione congiunta chiede la riforma delle  istituzioni internazionali, un “aggiornamento strutturale” del Consiglio  di sicurezza delle Nazioni Unite, respinge “atti unilaterali di  guerra”, e chiede che sia garantita la sicurezza dei marittimi e delle  rotte marittime commerciali nel quadro delle tensioni militari in corso  in Medio Oriente. “Tenendo a mente la necessità di adattare  l’architettura attuale delle relazioni internazionale per meglio  riflettere le realtà contemporanee, ribadiamo il nostro impegno al  rafforzamento del multilateralismo e del multipolarismo e al  potenziamento del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni  Unite”, si legge inoltre nel documento.

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    31 minuti fa

    Yemen, Houthi: “Contatti con Usa? Parole Trump prive di fondamento”

    “Come al solito, con le sue menzogne da clown, il criminale Trump se ne  esce con affermazioni prive di fondamento”. Lo ha dichiarato l’esponente  Houthi Hizam al-Assad, citato da Al Jazeera, replicando al presidente  americano Donald Trump, secondo il quale gli Houthi avrebbero contattato  gli Stati Uniti per far sapere di non volere uno scontro con  Washington. “Ma la realtà lo riassume con un vecchio proverbio: ‘La mano  che non puoi spezzare, baciala e prega che si spezzi'”, ha aggiunto  al-Assad.

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    38 minuti fa

    Brics: “Seria preoccupazione per violenze a Gaza nonostante accordo tregua”

    I Paesi Brics, in una dichiarazione congiunta pubblicata dal ministero  degli Esteri indiano, hanno espresso “profonda preoccupazione per le  continue violenze a Gaza, nonostante l’accordo di cessate il fuoco  dell’ottobre 2025”. “Chiediamo di porre fine a qualsiasi politica volta  allo spostamento forzato dei palestinesi dalla Striscia di Gaza ed  esprimiamo preoccupazione per disposizioni che possano pregiudicare i  diritti inalienabili del popolo palestinese e legittimare o prolungare  l’occupazione”, si legge nella dichiarazione congiunta. I Paesi Brics  chiedono inoltre “l’attuazione delle pertinenti risoluzioni  dell’Assemblea generale e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni  Unite” e dicono di esortare “tutte le parti a garantire il mantenimento  del cessate il fuoco e un accesso umanitario pieno e senza ostacoli  nella Striscia di Gaza.

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    54 minuti fa

    Ft: “Gli Usa rafforzano le modalità di protezione nello Stretto di Hormuz”

    Gli Stati Uniti stanno rafforzando le modalità di protezione del traffico mercantile nello Stretto di Hormuz, imponendo alle petroliere di navigare esclusivamente in fasce orarie prestabilite per poter beneficiare della copertura di difesa aerea militare, in uno scenario che vede gli attacchi iraniani contro il transito mercantile sempre più verso le ore notturne.
        Secondo il Financial Times, Washington fornisce protezione aerea sin dal mese di maggio alle navi che percorrono la rotta meridionale lungo la costa dell’Oman. Tuttavia, all’inizio di settembre, il passaggio sicuro è stato circoscritto a due fasce orarie giornaliere specifiche, consentendo alle forze americane di concentrare la copertura sui momenti di effettivo transito delle navi scortate, anziché mantenere un livello di protezione costante e ininterrotto.
        L’adeguamento evidenzia come la prolungata tensione nell’area di Hormuz costringa Washington a gestire con maggiore oculatezza le limitate risorse difensive a disposizione. All’Iran non è necessario bloccare completamente lo stretto per imporre costi agli Stati Uniti e al settore marittimo globale: attacchi ripetuti possono infatti rendere necessarie le scorte, alterare i programmi di navigazione e accrescere i rischi legati al trasporto. Più la situazione si protrae, più la contesa si trasforma in una prova di resistenza, in cui le forze statunitensi cercano di preservare la libertà di navigazione senza permettere a Teheran di dettare i ritmi del traffico commerciale.

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    15:02

    Bahrein: non andremo a riunione in Oman su Hormuz

    Il Baherin non parteciperà alla riunione di lunedì in Oman tra i paesi rivieraschi del Golfo Persico per discutere dello stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri. Il regno, ha spiegato, non prenderà parte a riunioni con l’Iran finche’ non saranno state ristabilite le relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

    14:58

    Yemen, Houthi: falso che abbiamo contattato gli Usa

    Gli Houthi hanno smentito di avere contattato gli Stati uniti per chiedere di non essere attaccati, come invece sostenuto dal presidente Donald Trump. In una nota riportata dall’agenzia iraniana Tasnim, Hazam al-Asad, membro del movimento Ansarallah, ha definito “una menzogna l’affermazione del presidente terrorista e criminale degli Stati Uniti”.

    14:27

    Scontro armato nel Belucistan, almeno 7 morti; 3 pasdaran

    Almeno sette persone, tra cui tre membri dei pasdaran, sono rimaste uccise sabato durante scontri armati nella città di Saravan – nell’ambito di un’operazione contro una “cellula terroristica” – segnando l’ultimo episodio di violenza nella turbolenta provincia del Sistan-Baluchistan, dove gli scontri si sono intensificati negli ultimi giorni.

    13:57

    Paesi BRICS: “Esortiamo al massimo contenimento in Medio Oriente”

    In una dichiarazione congiunta, i paesi che partecipano al vertice in corso dei BRICS hanno commentato la situazione in Medio Oriente. “Esprimiamo profonda preoccupazione per la continuata escalation delle tensioni in Medio Oriente e, richiamando le nostre rispettiva posizioni nazionali, esortiamo a esercitare il massimo contenimento e a evitare azioni che possano ulteriormente aggravare la situazione”. I Paesi BRICS hanno espresso “profonda preoccupazione” per la continua violenza nella Striscia di Gaza nonostante l’accordo di cessate il fuoco raggiunto quasi un anno fa, nell’ottobre del 2025: per questo si chiede pieno e incondizionato accesso umanitario nell’enclave palestinese. I BRICS hanno anche chiesto la cessazione di qualsiasi politica volta allo sfollamento forzato dei palestinesi da Gaza e hanno espresso preoccupazione per gli accordi che potrebbero legittimare o prolungare l’occupazione.

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    13:38

    Vertice dei BRICS: Pezeshkian ha incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi

    Come riporta l’agenzia Reuters, il presidente iraniano Pezeshkian ha incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi a margine del vertice BRICS in India, lo sceicco Khaled bin Mohamed Al Nahyan. Nella foto, Pezeshskian stringe la mano al primo ministro indiano Narendra Modi.

    Masoud Pezeshkian, presidente della Repubblica Islamica dell'Iran insieme al primo ministro indiano Narendra Modi.

    ©Ansa

    Masoud Pezeshkian, presidente della Repubblica Islamica dell’Iran insieme al primo ministro indiano Narendra Modi.

    12:39

    Houthi conquistano stretto Bab El-Mandeb

    12:35

    Trump: gli Houthi ci hanno chiesto di non intervenire contro di loro

    Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che i combattenti Houthi yemeniti, alleati dell’Iran – che hanno conquistato uno strategico punto di passaggio tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden in Yemen – hanno chiesto a Washington di non intervenire. “Gli Houthi ci hanno chiamato e non vogliono combattere con noi”, ha detto Trump ai giornalisti durante una visita a Dublino. “Non vogliono che li attacchiamo”, ha aggiunto.

    10:57

    Capo commissione Sicurezza: per ora negoziati inutili

    L’Iran non intende trattare con gli americani fino a quando non vi saranno le dovute premesse. Ad assicurarlo è stato Ebrahim Azizi, capo della commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano. “Nessun negoziato. Finché le condizioni dell’Iran non saranno soddisfatte, i colloqui sono inutili”, ha scritto su X.

    09:37

    Pezeshkian: non vogliamo guerra; priorità alla pace

    “Non cerchiamo la guerra né vogliamo che continui. Nonostante tutte le ingiustizie subite dal nostro popolo, diamo priorità alla pace”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, a margine del summit dei Brics a New Delhi. “Non abbiamo bisogno di un gendarme nella regione. L’integrità territoriale degli Stati e la sicurezza regionale possono essere garantite soltanto dagli attori della regione stessa”, ha aggiunto.

    09:08

    Aoun conferma: ‘Al momento non sono previsti nuovi colloqui con Israele’

    Il presidente libanese, Joseph Aoun, conferma che “al momento non ci sono nuovi colloqui con Israele”. Lo riferiscono i media locali. Le dichiarazioni, effettuate durante la visita a sorpresa a Nabatieh, nel sud del Libano, insieme al comandante delle forze armate libanesi, giungono dopo che un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha reso noto che il prossimo ciclo di negoziati mediati dagli Stati Uniti – previsto inizialmente a Roma per la prossima settimana – è stato rinviato a ottobre. 

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    08:38

    Teheran: ‘Colloqui con Usa inutili finché non accettano nostre condizioni’

    I colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti sono inutili, a meno che Washington non accetti tutte le richieste di Teheran. Lo ha scritto in un post su X il presidente della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi. “Finché la parte americana non accetterà tutte le condizioni dell’Iran, il dialogo e i negoziati saranno inutili”, ha detto Azizi.

    In un altro post su X, Azizi ha aggiunto: “Nessun negoziato. Finché non saranno soddisfatte le condizioni dell’Iran, i colloqui sono inutili”.

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    08:32

    Media: centinaia di rifugiati yemeniti salvati in mare e trasferiti a Gibuti

    Circa 500 rifugiati provenienti dallo Yemen hanno raggiunto la città costiera di Obock, a Gibuti, dopo essere stati salvati in mare: lo ha reso noto un funzionario, scrive Al Jazeera. Il gruppo comprendeva donne e bambini “recuperato da imbarcazioni rimaste alla deriva senza carburante”, ha scritto su X il ministro dell’Economia e delle Finanze di Gibuti, Ilyas Dawaleh, aggiungendo che le istituzioni stanno conducendo operazioni di salvataggio e fornendo assistenza. Almeno 46.000 persone sono state sfollate in Yemen da quando, la scorsa settimana, i combattimenti si sono intensificati, secondo quanto rende noto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) delle Nazioni Unite. Il dato è in aumento “di ora in ora”, ha avvertito l’agenzia. 

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    08:30

    Libano, Aoun visita città colpita da Israele: ‘Non sono in corso negoziati’

    Il presidente libanese Joseph Aoun è arrivato a sorpresa in visita nella città di Nabatieh, nel sud del Paese, colpita ieri da raid israeliani. “Al momento non sono in corso nuove negoziazioni con Israele”, ha dichiarato il presidente del Libano, accompagnato dal comandante dell’esercito, il generale Rodolphe Haykal. Secondo Aoun, “il ritiro di Israele, il ritorno dei prigionieri e degli sfollati e la ricostruzione” del Libano meridionale ”sono principi nazionali che ci impegniamo a realizzare”.  Il presidente libanese ha quindi smentito il rinvio a ottobre dei colloqui con Israele che erano stati programmati per settembre a Roma.

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    08:12

    Pezeshkian: ‘Non ci piegheremo alle prepotenze degli Usa’

    “Oggi l’Iran resta saldo di fronte agli Stati Uniti e al regime sionista e non cederà alle loro prepotenze”. Lo afferma il presidente, Masoud Pezeshkian, incontrando esponenti religiosi e del mondo degli affari indiani nella tarda serata di ieri, a margine del Forum Brics a Nuova Delhi. “Questi sedicenti paladini dei diritti umani sono, in realtà, attori malevoli che ci etichettano come terroristi”, ha aggiunto, citato dall’agenzia Irna, sottolineando: “Stiamo pagando il prezzo di questa posizione, eppure, finché vivremo, perseguiremo la verità e la giustizia e non ci piegheremo all’oppressione, alla tirannia o alle prepotenze”. 

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    08:10

    Pasdaran: “Avanzata Houthi è trionfo divino”

    Un ”trionfo divino”. Così i Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno definito la conquista da parte degli Houthi della costa sul Mar Rosso. Si tratta di un “trionfo divino e il frutto di anni di fermezza nei campi di battaglia più difficili”, ha scritto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Sardar Mohebi, su X.

    07:45

    Iran, Pezeshkian: ‘Hormuz riaprirà dopo stop blocco navale Usa’

    Lo Stretto di Hormuz riaprirà se gli Stati Uniti porranno fine al blocco navale contro l’Iran. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian in un’intervista a India Today, rilasciata a margine del vertice Brics a Nuova Delhi. Pezeshkian ha affermato che lunedì a Muscat l’Iran e l’Oman firmeranno un accordo su una rotta condivisa attraverso lo stretto, alla presenza dei ministri degli Esteri arabi. L’accordo sarà poi presentato all’Organizzazione marittima internazionale, ha aggiunto. 

    “Gli stessi Paesi dal cui territorio siamo stati attaccati saranno presenti a questo incontro”, ha affermato il presidente iraniano. Pezeshkian ha poi accusato Washington di aver fatto ricorso al blocco navale dopo aver fallito nel raggiungere i propri obiettivi con la guerra, aggiungendo che la pressione non fermerà l’Iran.

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    07:43

    Baghaei attacca Hegseth per le dichiarazioni sull’Iran durante anniversario 11/9

    “La narrazione sostenuta dal segretario statunitense alla Difesa, Pete Hegseth è costellata di contraddizioni fondamentali: non si può compiere un’aggressione, eseguire vili assassinii e causare vittime civili, pretendendo al contempo di avere l’autorità esclusiva per definire il terrorismo e stabilire di chi sia la violenza legittima”. Lo afferma su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, accusando Washington di tentare di giustificare “una guerra sconsiderata e illegale contro l’Iran” invocando il 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre al World Trade Center. Reagendo alle osservazioni fatte dal segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, durante la cerimonia commemorativa, Baghaei ha denunciato quelle che ha definito “contraddizioni fondamentali nella politica estera americana”. L’affermazione è giunta dopo che Hegseth, nell’anniversario dell’11 settembre, ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno ancora “mandando i terroristi dove meritano di stare: all’inferno” nel corso della guerra contro l’Iran. “Gli autori dell’11 settembre non erano iraniani, erano proprio quelle stesse persone che gli Usa avevano armato, organizzato o comunque sostenuto nei decenni precedenti”, ha aggiunto Baghaei.

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    07:35

    Ft: Usa limitano finestre per passaggio sicuro Hormuz

    Gli Stati Uniti hanno chiesto alle petroliere che attraversano lo stretto di Hormuz di navigare soltanto in determinate fasce orarie per poter ricevere la protezione militare americana, dopo l’aumento degli attacchi iraniani contro le navi in transito durante la notte. Lo riferisce il Financial Times. Da maggio Washington offre una copertura aerea alle imbarcazioni che percorrono una rotta lungo la costa dell’Oman, sul lato meridionale dello stretto, nel tentativo di contrastare gli attacchi iraniani e mantenere attivo almeno in parte il flusso di petrolio dal Golfo. Gli armatori devono presentare una richiesta al centro di coordinamento navale statunitense per la cooperazione e la guida alla navigazione, l’Ncags, che fornisce le coordinate da seguire e l’autorizzazione al transito sotto la protezione degli aerei americani. Inizialmente le navi potevano attraversare lo stretto durante ampie finestre temporali notturne. Intorno all’inizio di settembre, però, il periodo è stato ridotto a due fasce orarie precise al giorno, secondo alcune email inviate dall’Ncags ai consulenti marittimi. Alle imbarcazioni viene ora indicato un orario esatto per iniziare il viaggio, per esempio le 9 del mattino. “Stiamo fornendo orari di transito raccomandati che variano a seconda del giorno. La vostra nave non è obbligata a rispettarli, ma è invitata a farlo per ricevere il miglior sostegno possibile”, si legge in uno dei messaggi. “Il transito durante le ore di oscurità non si è dimostrato il momento più sicuro della giornata”, avverte un’altra comunicazione, facendo riferimento alle minacce contro la navigazione commerciale. Il Centcom, responsabile delle operazioni militari americane in Medio Oriente, ha dichiarato che i messaggi dell’Ncags sono sufficientemente espliciti.

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    07:27

    L’Iraq chiude la frontiera con l’Iran dopo attacco a oleodotto saudita

    L’Iraq ha ordinato la chiusura del valico di frontiera di Shalamcheh, tra Iraq e Iran, come misura precauzionale in seguito ai recenti attacchi con droni contro l’Arabia Saudita: lo hanno riferito a Reuters due fonti della sicurezza.    Secondo le fonti, è in corso un’operazione su larga scala per dare la caccia agli autori dell’attacco contro l’Arabia Saudita.

    06:45

    Arabia Saudita: ‘Droni partiti da Iraq hanno costretto a chiusura oleodotto’

    Le autorità saudite hanno dichiarato che droni lanciati dall’Iraq hanno provocato la chiusura temporanea di una fondamentale via di esportazione del petrolio utilizzata per aggirare il blocco dello Stretto di Hormuz. Riad ha aumentato l’utilizzo dell’oleodotto East-West, che collega Abqaiq, nei pressi del Golfo Persico, al porto di Yanbu sul Mar Rosso, dall’inizio della guerra in Medio Oriente, per evitare gli effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Il ministero degli Esteri saudita ha condannato “l’attacco all’oleodotto East-West nelle regioni di Riyad e Medina da parte di diversi droni provenienti dall’Iraq, che hanno causato feriti e danni”. L’oleodotto “è stato fermato a titolo precauzionale e gli attacchi hanno provocato alcuni feriti”, aveva dichiarato in precedenza un funzionario del ministero dell’Energia all’agenzia di stampa Spa.

    Immagini satellitari del programma Copernicus Sentinel, scattate giovedì, mostravano dense colonne di fumo nero nei pressi di Medina, lungo il tracciato generale dell’oleodotto East-West che trasporta il petrolio saudita verso la costa del Mar Rosso. L’ufficio del primo ministro iracheno Ali al-Zaidi ha confermato che l’attacco è partito dal territorio iracheno e ha annunciato su X la destituzione del comandante responsabile della provincia meridionale di Maysan. Il governo iracheno ha affermato di condannare “gli attacchi contro i nostri fratelli del Regno dell’Arabia Saudita, lanciati da una località situata all’interno del governatorato”. Riad ha dichiarato che, su richiesta del primo ministro iracheno, ha scelto “di non rispondere in questa fase e di sostenere gli sforzi del governo iracheno per impedire attacchi lanciati dall’Iraq contro il Regno e i Paesi vicini”. In passato l’Arabia Saudita aveva accusato le milizie irachene sostenute dall’Iran di aver preso di mira le sue infrastrutture petrolifere. Tuttavia, ha sottolineato che il Regno “si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranità, la propria sicurezza, le proprie infrastrutture” e la propria popolazione. 

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    06:38

    ‘Iran ebbe immagini satellitari da entità cinesi prima di attacco mortale a forze Usa’

    Prima di sferrare l’attacco che a luglio causò la morte di tre militari Usa, l’Iran ebbe da entità cinesi immagini satellitari ad alta risoluzione della base target in Giordania. Il Wall Street Journal, in base a quanto riferito da funzionari americani, ha osservato che si tratta della prova più evidente emersa finora sul fatto che il sostegno cinese all’Iran durante il conflitto abbia avuto conseguenze letali per i militari americani. I funzionari Usa non hanno voluto identificare le entità mandarine, né hanno ipotizzato un coinvolgimento diretto di Pechino. Teheran, tuttavia, si è procurata le immagini prima e dopo l’attacco. La scoperta potrebbe inasprire le tensioni tra Stati Uniti e Cina in vista del vertice programmato per il 24 settembre tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, giungendo dopo mesi di frustrazione per il rifiuto di Pechino di accogliere gli avvertimenti americani sulle aziende cinesi che danno immagini all’Iran. Alti funzionari Usa hanno sollevato la questione delle immagini collegate all’attacco del 17 luglio con le loro controparti cinesi, le quali hanno respinto le accuse chiedendo prove, ha riferito il Wsj. La Cina ha ripetutamente liquidato le preoccupazioni di Washington, rifiutandosi di ammettere che le sue aziende siano coinvolte in tali attività. 

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    06:15

    Libano: prossima settimana incontro con Israele a Washington

    Gli ambasciatori di Libano e Israele si incontreranno la prossima settimana presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per discutere dell’attuazione del quadro trilaterale raggiunto a giugno e degli ultimi sviluppi, in un momento di stagnazione dei negoziati tra i due paesi. L’incontro è stato confermato questo venerdì da un funzionario del Dipartimento di Stato che ha osservato che il Quadro trilaterale rimane “l’unico meccanismo praticabile” per ripristinare la sovranità del Libano e garantire la sicurezza di Israele. La fonte ha inoltre confermato che il prossimo ciclo di colloqui formali si terrà a Roma in ottobre. Il processo è iniziato ad aprile con contatti diretti tra le delegazioni dei due paesi e ha portato il 26 giugno a Washington a un accordo quadro mediato dagli Stati Uniti. Il patto prevede un ritiro progressivo delle truppe israeliane da alcune aree del Libano meridionale e la loro sostituzione con l’esercito libanese attraverso la creazione di “zone pilota”, nonché meccanismi per promuovere il disarmo verificabile dei gruppi armati. La prima fase di queste zone pilota è iniziata a luglio con il ritiro israeliano da tre città e il trasferimento del controllo all’esercito libanese, ma il processo è stato accompagnato da nuovi attacchi e dalla persistenza delle truppe israeliane nel territorio libanese. Il settimo round di negoziati, tenutosi a Roma all’inizio di agosto, ha cercato di consolidare il ritiro ed espandere il modello delle zone pilota, mentre i combattimenti continuavano nel sud.

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    06:14

    Libano: slittano a ottobre colloqui con Israele a Roma

    I colloqui diplomatici tra Israele e il Libano, inizialmente previsti per la prossima settimana a Roma, sono stati rinviati a ottobre; lo ha annunciato un funzionario del Dipartimento di Stato, dato che Washington funge da mediatore in queste complesse trattative. Sebbene gli ambasciatori di Libano e Israele negli Stati Uniti debbano comunque incontrarsi la prossima settimana a Washington, “il prossimo ciclo di negoziati formali si terrà a Roma a ottobre”, ha dichiarato il funzionario del Dipartimento di Stato, chiedendo di rimanere anonimo.

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    06:11

    Attacco con droni contro l’oleodotto saudita Est-Ovest, la condanna del Bahrein

    Il Bahrein ha condannato l’attacco con droni contro l’oleodotto saudita Est-Ovest, affermando che i droni sono stati lanciati dal territorio iracheno.    In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa del Bahrein, riferisce Al Jazeera, il ministero degli Esteri ha affermato che l’attacco ha causato feriti e danni materiali, definendolo una “palese violazione” del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dei principi di buon vicinato.    Il ministero ha affermato che il Bahrein è pienamente solidale con l’Arabia Saudita e ne sostiene il diritto di adottare misure per proteggere sovranità, sicurezza e infrastrutture.

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    06:10

    Anthropic accusa l’Iran: ‘Ha preso di mira navi della Marina Usa con l’IA’

    L’Iran ha utilizzato modelli di intelligenza artificiale sviluppati negli Stati Uniti per tentare di prendere di mira navi della Marina Usa in Medio Oriente: è quanto emerge da un rapporto di Anthropic che mette in guardia sui rischi emergenti per la sicurezza nazionale. Secondo il rapporto, un gruppo legato all’Iran ha raccolto informazioni provenienti da transponder di navi e aerei, fotografie militari e immagini satellitari commerciali per tracciare le navi da guerra americane e individuare vulnerabilità nei loro sistemi di comunicazione di bordo.    Anthropic, ha riportato il Wall Street Journal, ha dichiarato di aver sventato il piano di questo “attore della minaccia”, che si è avvalso del modello di IA avanzata Claude. La scoperta fatta dalla startup guidata dall’italoamericano Dario Amodei è una delle diverse minacce delineate nel rapporto di 154 pagine, in cui sono illustrate le modalità inedite con cui gli avversari degli Stati Uniti stanno impiegando l’IA, creando gravi rischi per la sicurezza nazionale in un ampio raggio di attività: dallo sviluppo di nuovi missili e dalle campagne di disinformazione aggressiva allo spionaggio dei dissidenti, fino al possibile sviluppo di armi biologiche.

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    06:10

    Media: ‘Casa Bianca valuta il Defense Production Act per aumentare raffinazione petrolifera’

    La Casa Bianca sta valutando come utilizzare il ‘Defense Production Act’, la legge sulla produzione per la difesa, allo scopo di espandere la capacità di raffinazione petrolifera degli Stati Uniti, mentre il conflitto con l’Iran mette ancora a nudo la vulnerabilità del Paese di fronte a interruzioni nelle forniture globali di petrolio con i relativi prezzi schizzati a 100 dollari al barile.    Lo riporta Reuters sul suo sito, in base a quanto riferito da due fonti a conoscenza dei piani dell’amministrazione Trump. La valutazione di una misura così straordinaria evidenzia la crescente pressione sulla Casa Bianca perché dimostri di poter contenere l’impatto dell’impennata dei prezzi dei carburanti su consumatori e imprese, in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.    La proposta di ricorrere a una legge d’emergenza è emersa durante un recente incontro tra il presidente Donald Trump e una dozzina di rappresentanti delle raffinerie Usa: in tale sede, i funzionari della Casa Bianca hanno cercato di stabilire come impiegare al meglio il sostegno federale per incrementare la capacità produttiva, hanno riferito le fonti. Non è stata presa alcuna decisione definitiva e i partecipanti hanno lasciato l’incontro con l’aspettativa che il dialogo proseguisse. Il Defense Production Act, considerato una misura di ultima istanza e mai utilizzata in precedenza per incrementare la capacità di raffinazione, dà al tycoon ampi poteri per indirizzare le risorse industriali e fornire incentivi finanziari alle aziende affinché espandano le proprie attività.

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